Muoiono ogni giorno 17.000 bambini al di sotto dei 5 anni

Circa 17.000 bambini al giorno: questo è il dato della mortalità infantile diffuso ieri dall'OMS e relativo alle statistiche rilevate nel 2013. In realtà si tratta di un dato molto positivo, come entusiasticamente sottolineato dalla Organizzazione Mondiale della Salute in quanto nel confronto con il 2012 la mortalità infantile risulta ridotta di 200.000 unità e tra il 1990  ed il 2013 l'indice si è praticamente dimezzato, praticamente la mortalità al di sotto dei cinque anni si è ridotta del 49%.
Purtroppo sono ancora 6.300.000 i bambini deceduti nel 2013 ed in maggioranza si tratta di morti che sarebbe stato possibile evitare con una prevenzione adeguata. Di questi 2.800.000 sono piccoli nel primo mese di vita, il che rimanda alla promozione in tutti i paesi di una sufficiente assistenza al parto ed al funzionamento dei necessari servizi materno infantili. Da rilevare che tra i fattori che contribuiscono a determinare la morte la denutrizione è presente in almeno la metà dei casi.

Le condizioni  più frequentemente in causa sono:

  • complicazioni neonatali e/o dovute a prematurità, 17%
  • polmoniti, 15%
  • complicazioni del travaglio e del parto, 11%
  • diarrea, 9%
  • malaria, 7%
La probabilità di non superare i cinque anni di vita è molto più elevata nelle zone povere e rurali e naturalmente la distribuzione geografica della mortalità infantile è disomogenea: i valori più elevati si registrano in Angola dove si contano 167 decessi per ogni 1.000 nati vivi, all'opposto la mortalità più bassa è in Lussemburgo, dove solo 2 bambini per 1.000 nati vivi non ce la fanno: in altre parole 165 dei 167/1.000 registrati in Angola sarebbero prevenibili!
I valori più elevati di mortalità riguardano in genere tutta l'Africa sub-sahariana dove mediamente si registrano 92 decessi per 1.000 nati vivi, ma proprio questa è anche il territorio che dal 1990 ad oggi è riuscito a dimezzare il numero delle morti infantili. L'India e la Nigeria messe insieme raccolgono più dei due terzi di tutta la mortalità infantile.

L'indagine è stata svolta con i contributi dell'Unicef, l'OMS, la Banca mondiale ed il Dipartimento degli affari economici e sociali delle Nazioni Unite: queste organizzazioni a partire dal 2004 si sono costituite nel gruppo IGME (onInter Agency Group for Child Mortality Estimation) con lo scopo specifico di monitorare questi aspetti.

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