Dialogo tra sordi: governo e sindacati

Lunedì scorso c'è stato l'atteso incontro tra governo e sindacati: le avvisaglie venute dalla piazza di domenica e l'imperterrito "andiamo avanti" di Renzi, impegnato intanto in quella che la Bindi ha etichettato senza mezzi termini come una contro manifestazione (ovvero la famosa Leopolda, ndr) non facevano di certo ben sperare e dopo l'incontro se ne è avuta conferma.
Surreale è la qualificazione espressa dal leader della Cgil, Susanna Camusso: gli interlocutori delle parti sociali non avevano delega e/o mandato per discutere e prendere impegni, di conseguenza, l'incontro si è limitato alla esposizione delle rispettive posizioni, senza  che vi fosse poi un reale margine di trattativa da affrontare nella riunione.

Renzi per parte sua, nel corso della intervista su La7 risponde che ciò che gli sembra surreale è il fatto che la Camusso ritenga sia necessaria una trattativa sui temi del lavoro, perché non spetta la sindacato formulare le leggi (sic). Insomma un dialogo tra sordi:

  • Chi fa le leggi? Le leggi in verità, stando alla Costituzione, così fastidiosa per i governi in carica da Berlusconi in avanti, spettano al potere legislativo, ovvero al Parlamento: ciò vuol dire che effettivamente non spettano al sindacato (che tuttavia ha la capacità di condizionare fortemente la base elettorale dei partiti) ma proprio per essere precisi, non spettano neanche al capo del governo. La risposta di Renzi quindi tradisce l'arroganza di chi è convinto di avere il Parlamento in pugno, sia da sinistra, per la cosiddetta "lealtà" al partito (concetto di lealtà opinabile, dato che la lealtà prioritariamente la si dovrebbe alla propria base elettorale, ma a quanto pare essa è divenuta sinonimo di cilicio e fustigazione dei cosiddetti dissidenti PD) e sia anche da parte del centro destra, evidentemente interlocutore privilegiato degli "accordi o patti" dei quali oggi è possibile apprezzare almeno in parte gli effetti.
  • Chi fa lo sciopero? Quello a questo punto, pare lapalissiano, spetta al sindacato, a meno che le famose leggi, che deve fare il Parlamento non prevedano anche la limitazione del diritto di sciopero e l'abolizione delle organizzazioni sindacali: non si sa mai.
Fatto sta che a questo punto lo scontro non sembra facilmente evitabile.

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