Selfie e marketing di una giornata storta

Voi state in spiaggia e vi state piuttosto stufando, non sapendo che fare, giustamente curiosate sbirciando intorno a voi: la signorina davanti, non proprio giovanissima bambina, piuttosto con l'aria della giovanissima navigata, cinguetta al cellulare e ad un certo punto le vedete sciogliere le chiome e raccoglierle su un solo lato del collo, la spalla sinistra esattamente.
Non sarebbe neanche male, ma voi mica la capite al volo! Siete vecchi: questa è la verità, lei invece posiziona abilmente il suo smart phone davanti a sé, atteggia il faccino al dolce sorriso di circostanza e si capisce che avrà mandato una foto a qualcuno chiome al vento ed il mare alle spalle.

In qualunque posto ci si trovi ormai è imperativo farsi qualche selfie e pubblicarlo  su facebook e sempre tutti felici gioiosi e sorridenti, mai una giornata storta: ciascuno sembra impegnato nella promozione di se stesso come fosse un prodotto da vendere e pubblicizzare con un buon lancio ed una adeguata campagna di marketing.

Tutte le donne sono belle e colte, tutti gli uomini sono affascinanti ricchi e/o intellettuali, ma voi no, voi siete una persona comune, comunissima (lo sanno tutti) magari con un pò di pancetta, stempiati, di quelli che godono più di un piatto di salsicce che degli aforismi o dei versi sublimi di artisti e letterati antichi e moderni, insomma mister Zuckerberg di voi non saprebbe proprio che farsene, ma in compenso siete testardi e non vi date per vinti: fate il selfie al piatto di salsicce e raccogliete 568, 37 miliardi di "mi piace"!

Ce l'avete fatta! A fare cosa esattamente? Allora, spieghiamoci: se voi gestite un ristorante ed avete una partita di salsicce che sta per andare a male per cui dovete sbolognarla a qualcuno, la vostra sarà stata sicuramente una mossa vincente. Avete  buone probabilità di vendere fino all'ultima salsiccia, ma se invece siete una persona che le salsicce non le vende, allora vi sarete dato la zappa sui piedi, perché a partire da oggi avrete moltissimi amici ansiosi di venirvi a trovare per assaggiare le vostre mirabolanti salsicce: loro chiacchiereranno, rideranno, sbaferanno e sporcheranno in casa vostra ed a voi toccheranno fornelli e pulizia, ma avete i vostri 568,37 miliardi di mi piace ed il tutto con la buona compagnia (che si faranno tra loro, mentre voi rimestate nei tegami) vi sarà più leggero di una piuma ... forse.

Ma voi non siete di quelli che hanno 10.000 amici su facebook: cercate di tenervi stretti, però tra il vecchio compagno di scuola, la cugina dell'amico e conoscenti vari, non volendo offendere nessuno, 200-300 amici li contate per forza! Tutti a mangiare le vostre salsicce per la gioia del vostro macellaio, che prima o poi, essendo un buon uomo, anche a costo di farlo contro il proprio interesse, ma solo per l'affetto che vi porta, qualche discorsetto sul colesterolo, sulla pressione e sul fegato comincerà a farvelo. Non vi preoccupate: la prenderà alla larga, raccontandovi delle sue disgrazie familiari, dell'ictus di suo nonno (gran mangiatore di salsicce) e via dicendo e insomma, prima che ve ne accorgiate queste salsicce con i loro 568,37 miliardi di mi piace vi avranno rovinato la vita, la reputazione e pure la salute!

Anche voi sarete una vittima della rete, né più né meno di tutte le ragazzette che nelle vetrine dei loro profili, esibiscono labbra sbaciucchianti e mercanzia varia più o meno velata e decisamente sexy, roba che manco a guardare le vetrine nella passeggiata serale ad Amsterdam: come ci sarà riuscito Zuckerberg ad ammaliare tante fanciulle timorate di Dio fino a condurle a mettersi in costume da bagno col deretano in primo piano sulla vetrina di facebook, lo sa solo lui e per questo è un genio (e molti maschietti gli sono grati) ma tranquilli se il vostro profilo è assai frequentato, saranno in parecchi a pagare spazi pubblicitari per entrarci, non a voi naturalmente, che al massimo potreste rimediare qualche marito/moglie o amante o commensale nei momenti di euforia, senza dimenticare quel destino segnato per ogni account che non passi inosservato.
Ma poi, diciamo la verità, se aveste davvero preferito passare inosservati, non vi sareste iscritti in un social on line: si lo so, lo avete fatto per comunicare con i vostri amici, poi la cosa vi ha preso la mano ...

Non  fateci caso: è solo una giornata storta e comunque avrete diritto all'oblio, mi pare ...

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