OPG: la navicella dei folli impigliata nella tela di Penelope

Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dovrebbero finalmente essere chiusi entro il 31 marzo 2015, ma non è certo questa la prima scadenza fissata con decreto legislativo per la definitiva chiusura degli OPG: quest'ultima data è stata approvata dalla Camera il 29/05/2014 col decreto 52/2014 che di fatto era la seconda proroga di una chiusura programmata già  per il 31 marzo 2013 col decreto 211/2011.

La tela di Penelope.
In realtà la chiusura all'epoca fu resa impossibile a causa  della carenza di strutture alternative di accoglienza per un numero di degenti che contava al 2 maggio 2013 ancora 1.004 persone, che non avrebbero potuto essere assistite altrove ed anzi, in diversi casi, non avrebbero avuto neanche un posto dove abitare.

Secondo l'informativa della Camera, a maggio 2013 esistevano ancora in Italia se OPG ad Aversa, Napoli, Reggio Emilia, Messina. Mantova e Firenze.
Dopo il 31 marzo 2013 e verificata l'impossibilità di chiusura delle strutture, un decreto legislativo del 23 maggio 2013 ha ratificato una prima proroga della chiusura degli OPG, spostando la data di un anno, al  primo aprile 2014, ma anche questa volta non è stato possibile chiudere le strutture, ancora una volta per indisponibilità di alternative nell'assistenza e nella cura, ma ancora una volta si è giunti impreparati alla scadenza e quindi è stata emanata ancora una volta una nuova norma legislativa del 31 marzo 2014 che ha previsto un ulteriore anno di proroga per la chiusura, fissata questa volta al 31 marzi 2015. Ora la data si avvicina, ma mancano ancora nel tessuto territoriale le risorse per l'accoglienza e l'assistenza di quanti nel corso di questi anni non è stato possibile dimettere e/o trasferire altrove.

Secondo l'ultimo decreto di proroga della legge 52, le Regioni dovevano comunicare entro la fine di ottobre scorso lo stato di attuazione del programma di smantellamento degli OPG, ma al momento e soprattutto  in Campania sussistono ancora problemi per lo smistamento degli utenti rimasti.
La responsabilità della gestione e dello smantellamento degli OPG spetta alle Regioni, in base alla norma del DPR 01/04/2008 che trasferiva la sanità penitenziaria in carico alle singole Regioni  con incluso trasferimento alle ASL territoriali la competenza per la gestione degli OPG esistenti sul territorio regionale.

I folli
Ottemperare alla normativa che prevede la chiusura degli OPG è possibile istituendo strutture residenziali più o meno protette in rapporto alla gravità delle patologie da trattare e gruppi di lavoro che garantiscano la reperibilità e la disponibilità del personale competente per la gestione delle emergenze, posto che questo sia compatibile con i limiti di spesa realisticamente consentiti.
Gli OPG sono stati e restano strutture di reclusione ed esclusione: si tratta di  istituzioni totali all'interno delle quali non è sempre possibile una adeguata assistenza e dove purtroppo, come nei manicomi di una volta ed ancora oggi nelle carceri, non sussistono le condizioni necessarie per garantire il rispetto della dignità dei degenti, oltre che una adeguata assistenza.
Gli stessi organi istituzionali hanno dovuto rendere atto, a suo tempo di questa realtà, quando nel 2010 la Commissione parlamentare sull'efficacia e l'efficienza del SSN, in seguito ad una serie di sopralluoghi aveva verificato la precarietà e talvolta la gravità delle condizioni di vita e di cura dei degenti degli OPG, denunciandone la situazione nella sua relazione al Parlamento, approvata il 20 luglio 2011.

Non resta che attendere gli sviluppi fino al 31 marzo 2015 e verificare le soluzioni che verranno adottate.

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