La diaspora dei cinque stelle

Sono complessivamente ad oggi 26 i parlamentari e militanti a cinque stelle, che di volta in volta o sono stati espulsi a furor di popolo del web pentastellato o si sono ritirati e dimissionati per crisi di coscienza e disaccordo con le linee non sempre comprensibili e coerenti del movimento.
La costante che caratterizza invariabilmente qualsiasi defezione, comunque motivata, è la gogna mediatica e non, che i fuoriusciti devono subire da parte dei vecchi compagni,  esposti ed additati dai comunicatori e vertici del movimento: dalla sera alla mattina diventano feccia disonesta, corrotta e venduta. Si finisce sempre per scovare qualche scontrino misteriosamente scomparso o qualche restituzione irregolare e/o  mancata, sicché tutto diventa regolarmente riconducibile ad un gretto tornaconto economico. Nella valutazione ufficiale del movimento non vi sono idee, critiche o pensieri in questi abominevoli disertori, ma solo avarizia ed avidità: il cliché è noto e si ripete con gli stigmi di una cerimonialità rituale e liberatoria, esplicitamente orientata a convogliare le rabbie, l'aggressività, le frustrazioni e gli sfoghi accumulati dal divino popolo del web nella propria vita pubblica e privata, di natura sia reale che virtuale.

Il guaio è che rabbia e frustrazioni tendono ad accumularsi nell'animo delle persone un pò come l'immondizia nelle nostre case e di conseguenza periodicamente è necessario smaltirla, questo spiega anche la ciclicità dei processi di espulsione necessari a veicolare all'esterno i malesseri legati ai conflitti interni ed alla discutibile struttura gerarchica del non-partito a 5 stelle.  
L'ecologia dei sistemi (compresi quelli rappresentati da gruppi sociali e politici) purtroppo non si conserva a lungo solo limitandosi a depositare i veleni fuori dalla porta: si finisce inevitabilmente per disperdere preziose fonti di energia e per essere soffocati dai rifiuti. 
L'apertura e l'ampliamento di vedute, la capacità di discussone e confronto potrebbero essere di aiuto, ma questo salto di qualità sembra sia proprio quello che manca ed in fondo si preferisce limitare lo spazio all'interno di un confine strettamente controllabile e controllato ad occhio nudo dalla visuale dei leader indiscussi del movimento, la famosa Grillo-Casaleggio & associati.

Sta di fatto che giorno dopo giorno il M5s continua a perdere qualche opportunità
riducendo quella che inizialmente sembrava una importante potenzialità nel rivestire un ruolo politico realmente incisivo per il paese. Le ultime defezioni in ordine di tempo sono quelle del 22 dicembre scorso e riguardano un deputato, Cristian Iannuzzi e due senatori, Ivana Simeoni e Giuseppe Vacciano: queste dimissioni seguono a distanza ravvicinata quella di Enrico Currò, che il 16 dicembre ha espresso la sua volontà di abbandonare il gruppo alla Camera. Il tutto ad un mese di distanza dalle espulsioni di Paola Pinna e Massimo Artini, avvenute in Novembre. 

Verrebbe da dire: avanti il prossimo, ma la domanda è dove realmente ci si immagini di poter arrivare, procedendo in questa direzione.
Dal blog di Grillo veniamo a sapere che dopo il direttorio verrà ora nominato un altro organo centrale del movimento: la cosa è motivata dalla necessità di depositare entro il 28 dicembre, ovvero tra due giorni, un regolamento che attesti la cosiddetta democrazia interna al movimento. 
Sembra si sia reso necessario designare un comitato cui fare appello contro le espulsioni decretate sempre dal popolo del web: il comitato sarà composto da tre persone una delle quali scelta dal vertice e due scelte (?) dal web. Il problema è che non potete candidarvi, una rosa ristretta di 5 candidati è stata pubblicata sul blog ed è in essa che gli iscritti  dovranno scegliere, certo una scelta tra alternative piuttosto ristrette ed obbligate, ma... è la democrazia a 5 stelle!

Commenti

  1. Discorso condivisibile. Peccato perché il m5s era una grande opportunità!

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    Risposte
    1. Questo io l'ho pensato sempre ed in fondo continuo a pensarlo, ma credo che vi sia un vizio alla base, anzi al vertice del movimento: il movimento (come il blog) è una proprietà di Grillo, che quindi fa il bello ed il cattivo tempo peraltro con modalità discutibili ed in barba alla coerenza. Ora il fatto è che un movimento politico non può essere una proprietà privata: come ha detto ieri la Mucci SOLO LE IDEE NON HANNO PADRONI...

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