Quando l'omofobia diventa istituzionale

Parteciperà il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, leghista, al Convegno organizzato dai gruppi religiosi tradizionalisti di Alleanza Cattolica ed Obiettivo Chaire: il Convegno è previsto per il 17 gennaio, giornata celebrativa della famiglia e godrà della sponsorizzazione e partecipazione della Regione Lombardia, rappresentata appunto dal suo governatore.
Il gruppo Obiettivo Chaire si propone di curare gli omosessuali e ricondurli sulla retta via del riconoscimento ed accettazione del proprio sesso genetico: l'omosessualità viene definita un "disagio" dal quale gli adepti hanno bisogno di liberarsi per ritrovare il proprio percorso naturale.
Il convegno verte sulla tematica della famiglia cosiddetta naturale e tradizionale e sulla necessità di preservarla e tutelarla.
Molte le polemiche generate dal fatto che la locandina che pubblicizza l'iniziativa contiene il logo expo che sembra sancire anche a livello immediatamente visivo la sponsorizzazione istituzionale dell'evento.

"Difendere la famiglia per difendere la comunità": questo il titolo del discusso Convegno, che naturalmente ha suscitato proteste e malumori sia in alcune aree politiche del PD che tra le associazioni gay.
La Regione tuttavia difende il proprio operato  e non sembra intenzionata a ritirare il proprio patrocinio all'iniziativa.

Come è noto l'orientamento omosessuale non viene più incluso tra i disturbi psichici dalla pubblicazione del DSM 5, mentre nel DSM IV era ancora codificato come "disturbo della identità di genere": da tempo quindi l'omosessualità come tale non viene più considerata una forma di disagio psichico anche a livello ufficiale, sicché i gruppi cattolici fautori del Convegno si collocano oggettivamente in una tendenza culturale del tutto anacronistica o, se si vuole, reazionaria.
Non è possibile definire l'orientamento omosessuale come patologia o disturbo psichico, fermo restando il fatto che patologie e disturbi affliggono molte persone indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
In realtà se davvero si volesse tutelare la famiglia cosiddetta naturale, forse sarebbe il caso di occuparsi seriamente dei disturbi e disagi che in essa si producono e che sono numerosi e gravi, né si comprende per quale motivo gli omosessuali dovrebbero essere vissuti come una minaccia alla famiglia naturale.
Ciò che minaccia realmente la famiglia naturale riguarda altre condizioni, come il suo isolamento nel tessuto sociale e le storie di maltrattamenti ed abusi su donne e minori, purtroppo all'ordine del giorno.
Gli omosessuali non c'entrano proprio nulla ed inoltre quasi tutti fra loro hanno conosciuto, sperimentato e vissuto la realtà di una famiglia tradizionale, sicché se scelgono di sperimentare qualcosa di differente, come si suol dire, avranno le loro buone ragioni e saranno pure affari loro.

Al di là di questo la chiesa cattolica ed i gruppi ad essa strettamente legati, se desiderano occuparsi di deviazioni sessuali possono studiare le perversioni socialmente pericolose e lesive di terze persone indifese, come ad esempio la pedofilia ed il sadismo, che effettivamente minano profondamente alcuni nuclei familiari cosiddetti naturali e non soltanto...

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