Il bullismo ha conseguenze perfino più gravi del maltrattamento infamiglia

Può sembrare strano ad  alcuni, specie a tutti quelli  tra gli adulti, che hanno considerato la prepotenza o comunque certi conflitti tra ragazzi qualcosa di "normale" a certe età, quasi come un rituale di iniziazione alla competizione nei gruppi sociali che si dovrà affrontare da adulti, ma in realtà l'aver subito atti di bullismo è una condizione associata ad un maggiore rischio di disagio mentale in età adulta di quanto non lo sia perfino l'essere stati vittime di maltrattamenti in famiglia: questa è la conclusione di un ampio studio recentemente pubblicato su Lancet Psychiatry dopo la revisione di una vasta casistica per la quale sono stati utilizzati i dati provenienti sia dalla Gran Bretagna che dagli Stati Uniti.

La variabile maltrattamenti in famiglia, nei dati provenienti dal Regno Unito, è stata valutata per i bambini di età compresa fra 0 ed 8 anni, attraverso questionari sottoposti alle madri, mentre il bullismo subito è stato misurato con interviste strutturate compilate dagli stessi bambini in età di 8, 10 e 13 anni. Negli Stati Uniti invece sia il maltrattamento che il bullismo sono stati misurati attraverso interviste annuali effettuate con il padre ed il bambino alle età di 9 e 16 anni. Gli autori dello studio, Dieter Wolke, Suzet Tanya Lereya e coll. della Università inglese di Warwick, hanno esaminato i dati di 4.026 bambini della casistica britannica, dedotti da uno studio iniziato nel 1991 e 1.420 bambini di quella statunitense da ricerche iniziate nel 1993. Le variabili esaminate, il maltrattamento ed il bullismo sono state valutate in rapporto alla associazione con qualsivoglia forma di disagio mentale in età adulta, quali ansia, depressione, rischio e/o tentativi di suicidio.

Bene i bambini che avevano subito solo maltrattamenti familiari rispetto a quelli che non avevano né maltrattamenti, né bullismo,  presentavano un aumentato rischio di depressione (il che sul piano teorico sembra coerente con la introiezione di una struttura superegoica rigida, esigente e persecutoria, oltre che con la svalutazione implicita nel maltrattamento) ma questa associazione risultava solo nel gruppo dei minori statunitensi, mentre nel gruppo di bambini britannici sembra che il solo maltrattamento in famiglia non comportasse alcun aumento di rischio di disagio mentale di nessun genere. I bambini che avevano subito sia maltrattamenti familiari che atti di bullismo presentavano invece un maggiore rischio sia per ansia che per depressione in entrambi i gruppi ed in più nel gruppo inglese aumentava anche il rischio di autolesionismo. Inoltre i bambini che erano stati vittime di bullismo avevano una maggiore probabilità di presentare una forma di disagio mentale da adulti rispetto a quelli che avevano subito maltrattamenti familiari sia nel gruppo britannico che in quello americano, benché con una diversa distribuzione del tipo di disturbo (ansia, depressione ed autolesionismo) nei due diversi gruppi.

Gli autori concludono che le vittime di bullismo nel gruppo di coetanei presentano le peggiori conseguenze a lungo termine sulla salute mentale rispetto ad altre forme di maltrattamento e questo dato è importante per la elaborazione delle strategie preventive necessarie.

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