Il parlamentare e il pensionato

Due notizie che imperversano in questi giorni sono la decretata incostituzionalità della legge Fornero che bloccava le pensioni con l'attuale necessità di risarcimento e poi l'approvazione della norma che blocca il vitalizio ai parlamentari condannati. Da diverse parti sono state sottolineate le differenti modalità utilizzate sul piano politico e legislativo per affrontare le due  problematiche.

Nel caso dei politici condannati si è cercato di tutelare la loro libertà (ivi inclusa quella di delinquere) senza che questo per sé comportasse necessariamente il blocco del vitalizio, sono stati selezionati per la sanzione solo i reati più gravi, ovvero con pena prevista superiore a 2 anni per i reati di mafia e terrorismo e pena prevista superiore a 6 anni per reati come concussione, peculato et similia: se poi consideriamo che resta da attendere il 3° grado di giudizio e che coloro che rubano molto hanno di che pagare avvocati eccellenti, si capisce che si tratta di un provvedimento alquanto blando.
Il vitalizio inoltre viene soltanto "sospeso" ma torna ad essere un diritto acquisito all'estinzione della pena, con la riabilitazione del condannato.
Si potrebbe essere più garantisti? Ma cosa significa esattamente questo?

Questo esattamente significa che noi contribuenti italiani continueremo a pagare lauti vitalizi a coloro che hanno rubato le pensioni ai nostri anziani: si perché la manovra della legge Fornero, il blocco delle pensioni, che nel 2011 salvò l'Italia dalla bancarotta, si rese necessario grazie ai dissesti economici conseguenti alle pratiche corruttive ed allo spreco di denaro pubblico operato in forme acclarate e comprovate, appunto da parte di quei politici ed amministratori della cosa pubblica che proprio per questo sono stati condannati.
La manovra ridusse sotto la soglia di povertà tanti anziani che hanno lavorato duramente 40 anni della loro vita: gente che ha fatto e fa fatica a mettere un piatto a tavola.
Una cosa immorale? Certamente: ma di fronte alla sentenza di incostituzionalità di quella legge come pensa lo stato italiano di restituire il maltolto? Qui cade il garantismo: per il momento non si parla di restituzione, poi forse qualcosa si darà (tipo elemosina) a chi è più povero (quelli che non possono mangiare) forse a rate... forse... ma la pensione non è un diritto acquisito?

Sono forse stati i pensionati a delinquere per cui meritano loro la sanzione? Niente affatto: i pensionati hanno solo lavorato onestamente.
Viviamo dunque in un paese dove il lavoro viene penalizzato (vedi la sforbiciata su diritti e tutele operata col jobs act) e dove l'onestà viene penalizzata: dalle pensioni lo stato continuerà ad operare tutte le trattenute necessarie a premiare i corrotti con l'erogazione dei vitalizi cui hanno diritto (loro).

Cosa viene premiato, dunque? Vi viene in mente qualcosa?

Tutte queste polemiche e questo quadro poco confortante della politica ed anche della informazione attuale, non so perché, mi hanno fatto pensare a quella bella poesia di Antonio De Curtis (al secolo Totò) e mi sa che qui, come già succede nella livella, è facile che finisca a "mazzate":

                                                        La livella

Commenti

  1. Ho riascoltato .......grazie Clara preziosa donna !!!!!com'è vero!!!!!❤

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  2. Risposte
    1. Buongiorno Marzia: grazie per la tua lettura: Totò era un grande! I commenti non spariscono, ma restano in attesa di moderazione perché ho attivato la possibilità di commentare anche in anonimo, ma naturalmente ho introdotto la moderazione dei commenti per evitare che qualcuno possa essere scorretto approfittando dell'anonimato. Quando introduci la moderazione è per tutti i commenti non esiste l'opzione di limitarla selettivamente ai commenti anonimi ^_^
      Ciao Marzia, a presto.

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