Corruzione: chi controlla i controllori? Richiesto arresto per Carlo Sarro

Oggi la Dia di Napoli ha ordinato 13 arresti e chiesto l'autorizzazione a procedere nei riguardi di Carlo Sarro, un deputato di Fi e membro della Commissione parlamentare  antimafia...
Le notizie sono state in mattinata  inizialmente confuse:  si era parlato di reati di corruzione e collusione con clan camorristici, mentre nel pomeriggio l'Ansa precisa che l'unico reato contestato a Sarro è quello di "turbata libertà degli incanti" in rapporto a gare d'appalto riguardanti la rete idrica in Campania, inoltre in queste ore tutti i quotidiani riportano la notizia delle dimissioni e della ferma dichiarazione di innocenza del parlamentare.

Per chi non fosse laureato in giurisprudenza (come me) vado a spiegare cosa si intende nel diritto penale per "turbata libertà degli incanti": è una cosa che riguarda l'articolo 253 del codice penale, alla voce turbativa d'asta e si riferisce al reato consistente nell'usare vari mezzi come regali, minacce e/o intimidazioni, promesse, collusioni o frodi di qualsivoglia genere per alterare le gare d'appalto e quindi la scelta delle aziende private chiamate a svolgere un servizio per una pubblica amministrazione.
Questo reato è punito con la pena detentiva che arriva fino a 5 anni nel caso che il colpevole sia proprio un esponente della pubblica amministrazione ed addetto agli atti di licitazione, alla quale pena si aggiunge anche una multa. Allora se l'onorevole Sarro fosse innocente (e questo sarà stabilito negli atti processuali) dovremo pensare ad un errore, ma se fosse colpevole, come evidentemente pensa la Dia di Napoli (che augurabilmente avrà degli elementi fondati per chiedere l'arresto di un parlamentare) per quale motivo l'onorevole Sarro si sarebbe messo a turbare gli incanti? Ammettiamolo con franchezza:  chi non fa l'avvocato fatica a distinguere il reato di turbata libertà degli incanti da quello di corruzione. 
Vada pure per gli incanti: stiamo parlando di una persona che è, anzi era, in Commissione antimafia.

La Dia non si è risparmiata: ci sono nomi eccellenti di politici tra quelli finiti nella rete: si tratta di membri o fiancheggiatori del gruppo Zagaria appartenente al clan dei casalesi con accuse che vanno dai famosi incanti turbati alla corruzione ed al finanziamento illecito. Sono stati sequestrati beni per 11 milioni di euro.
Procediamo con ordine: abbiamo l'ex sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, di area Pdl, Tommaso Barbato, ex senatore Udeur (il partito di Clemente Mastella) Angelo Polverino, ex consigliere regionale sempre Pdl. I tre sono già in arresto, mentre per il parlamentare occorre l'autorizzazione a procedere: ciò che viene contestato sono una serie di piccoli lavori di riparazione "urgente" sulla rete idrica campana, lavori il cui importo era al di sotto della soglia per la quale scattano le certificazioni antimafia,  inoltre un finanziamento a Del Gaudio per la sua campagna elettorale a sindaco.

A quanto pare abbiamo bevuto acqua veramente sporca.



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