Olio di ricino: breve storia del comune denominatore

L'olio di ricino (ingiustamente denigrato da partigiani e dissidenti politici) è una sostanza con indiscusse qualità: oggi è stata riportata all'onore delle cronache dal vicepresidente del consiglio regionale delle Marche, un certo Sandro Zaffiri, leghista convinto ed accanito seguace di Matteo Salvini. Il vicepresidente delle Marche, sentendosi in dovere di intervenire sull'operato del prefetto romano Franco Gabrielli, colpevole di avere imposto l'onta dell'accoglienza di ben 19 immigrati, in un quartiere nord di Roma, lo minaccia scrivendo sul proprio profilo facebook:
"PORCO DI UN COMUNISTA AL SERVIZIO DEL PD... ATTENTO CHE TI ABBIAMO SEGNATO SUL NOSTRO ELENCO, ARRIVEREMO, L'OLIO DI RICINO TE NE DAREMO TANTO"

Insomma, il solito trappano e tutti i politici di ogni colore a scandalizzarsi e condannare gli insulti e le minacce espresse da un esponente istituzionale contro altro esponente istituzionale, cosicché Zaffiri, dopo essersi fatto bello con la cosiddetta "pancia" del suo elettorato, (che lo vuole sboccato e che evidentemente è anche costipata e dunque apprezza l'olio di ricino per le sue proprietà lassative) ritratta, anzi non ritratta, ma rimuove il post di gran carriera.
Nessuno se lo fila e tutti continuano a parlare della gravità del fatto in se stesso.

Allora... in effetti, a parte il fatto che la Lega si sa che è fascista e dunque tutto questo scandalizzarsi non sarebbe supportato fondatamente da nulla di insolito o sorprendente.
Ci sembra tuttavia  che Zaffiri abbia dimostrato una profonda ignoranza, ovvero scarsa cognizione di causa nelle sue affermazioni:

  • ma quando mai il PD ha a che vedere col comunismo? Bisogna essere ignoranti forte per pensare una assurdità del genere! Il comunismo voleva uno stato sociale ed è proprio quello che il governo PD ha cancellato completamente dalla faccia dell'Italia!
  • i porci qualcosa ci potrebbero entrare, almeno così la pensava George Orwell quando nello scrivere e descrivere il comunismo reale nel suo famosissimo romanzo, la fattoria degli animali, stigmatizzò il concetto di uguaglianza nei termini seguenti: "Tutti gli animali sono uguali, ma i maiali sono più uguali degli altri"! Dal che si deduce che, se Gabrielli fosse effettivamente comunista (nel qual caso rigorosamente non PD) potrebbe essere un comunista idealista (che quindi è in guerra con i maiali) oppure un comunista realista (che ambisce ad essere più uguale degli altri). Nessuno sa la verità: la verità è in fondo ad un pozzo di vino, ma la si potrebbe sempre chiedere allo stesso Gabrielli, benché il voto sia segreto ed il suddetto potrebbe accampare il suo diritto di non rispondere, non essendo peraltro neanche indagato: pare si sia limitato a svolgere correttamente le proprie mansioni di Prefetto. Così va la vita, che ci vogliamo fare?
  • Dulcis in fundo, passiamo all'olio di ricino: si tratta di una sostanza usata come lubrificante e nella composizione di prodotti cosmetici, se ingerita funziona da emetico e lassativo. Tutti sanno che veniva utilizzata dagli squadristi che all'epoca erano camicie nere (poi i zozzoni le hanno lavate e sono diventate verdi, perciò ora il nero, specie se umano, non gli piace più) per torturare i dissidenti. In pratica obbligavano la gente a berne in quantità e... questo li faceva sentire tanto fighi, perché i malcapitati dovevano farla addosso e pare che qualcuno ne sia morto, ma tant'è erano dei buontemponi, loro e si divertivano da riderne a crepapelle. 
  • Il comune denominatore: la camicia (nera o verde)  la simpatia per l'olio di ricino, il linguaggio volgare, l'uso strutturale e sistematico della violenza verbale ed agita, dell'insulto e della intimidazione.
Questa è la lega e questi sono i suoi politici, ma non sarebbe grave, la gravità sta nella "pancia" nella gente che gode nell'esprimersi e nel leggere roba di questo genere, posto che questo sia proprio vero...


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