Reati ambientali 2014: il rapporto di Legambiente

Secondo il rapporto di Legambiente, nel 2014 sono stati accertati (e ci sarebbe da giurare che si tratta appena della punta dell'iceberg) ben 29.293 reati ambientali per un giro d'affari pari a 22 miliardi di euro: un trend in crescita rispetto a quanto rilevato negli anni precedenti: in particolare risultano in crescita le infrazioni rilevate nel circuito di smaltimento dei rifiuti, che registra un + 23% di infrazioni rispetto all'anno precedente e dell'edilizia con un +4,3%. Cifre che garantiscono un ricco giro d'affari reso possibile dai fenomeni corruttivi.
Nel settore della produzione agroalimentare vengono rilevate 7.985 infrazioni con un corrispondente giro d'affari pari a 4,3 miliardi di euro ed ancora 7.846 reati che riguardano il traffico di animali.

Le regioni che si piazzano in testa nella classifica negativa degli ecoreati sono la Puglia, la Calabria, la Campania e la Sicilia: in queste quattro regioni sono stati rilevati oltre la metà dei reati ambientali denunciati. La speranza è che la nuova legge (n.68 del 22/05/2015) che ha introdotto nel codice penale i reati contro l'ambiente possa funzionare da deterrente e quindi produrre una netta riduzione di questo genere di crimini, che intanto però, nel 2014 hanno rappresentato un florido giro d'affari per i soggetti  coinvolti: si tratta di personaggi strutturati nel mondo del commercio, degli affari ed in punti chiave istituzionali: una rete di connivenze che vanno dalle autorizzazioni al riciclo di denaro proveniente da affari illeciti.

In seguito all'adozione della nuova normativa di legge, i reati ambientali verranno finalmente sanzionati in misura proporzionata (almeno si spera!).
I danni prodotti nell'ambiente richiedono spese enormi per il risanamento, oltre naturalmente ai tempi ed i rischi per la popolazione e la salute pubblica.

Tra le forze dell'ordine maggiormente attive nella ricerca ed individuazione dei reati ambientali vengono segnalati il corpo forestale e la guardia di finanza.
I fenomeni corruttivi giocano responsabilità di primo piano nelle attività delle ecomafie: sono 233 le inchieste aperte relative a reati ambientali e nel cui ambito sono stati registrati fenomeni di corruzione.
2.529 le persone arrestate, 2.016 quelle denunciate. Il  primato per numero di inchieste sulla corruzione è detenuto dalla Lombardia, seguita da Sicilia, Campania, Lazio e Calabria.
Particolarmente preoccupante è il traffico dei rifiuti e lo smaltimento illegale di rifiuti tossici: nel 2014 sono stati bloccati 3 milioni di tonnellate di veleni, nell'ambito di 16 inchieste.

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