Carta vince, carta perde: la ripresa economica italiana dov'è?

Siamo tutti o quasi in vacanza, chi non lo è è abbrutito dal caldo tropicale e dalla fatica che costa lavorare con questo clima: insomma nessuno ha voglia di pensare ed ancora meno di fare polemiche.
Per affrontare una polemica bisogna sentirsi una certa vitalità e soprattutto essere convinti che ne valga la pena. Dunque non intendo aprire polemiche e mi decido a scrivere unicamente perché non è possibile assistere in silenzio a mistificazioni così grossolane, essendo peraltro consapevoli del fatto che esistono persone, che per pigrizia mentale, bevono ed ingurgitano qualunque cosa passino i media, prendendolo per oro colato.

Allora io trovo assolutamente intollerabili i toni trionfalistici con cui è stato oggi accolto dal governo e da molta stampa il comunicato  INPS secondo il quale nel  primo semestre di quest'anno risultano in aumento i contratti a tempo indeterminato, come se il contratto triennale cosiddetto a tutele crescenti non fosse a sua volta una ulteriore forma di precariato e come se non fosse già sotto gli occhi di tutti che le aziende tendono a licenziare i dipendenti con contratti protetti da garanzie per approfittare delle "tutele crescenti".

In particolare è ridicolo che questo venga spacciato come segnale di ripresa quando a giugno 2015 l'Istat ha registrato un calo della produzione industriale dell'1,1% , una diminuzione degli occupati dello 0,1% ed un aumento del tasso di disoccupazione dello 0,2% fino a raggiungere complessivamente il 12,7% con una tendenza all'aumento anche nel confronto tendenziale (nei 12 mesi) di 0,3 punti percentuali, mentre la percentuale di disoccupati risulta aumentata dell'1,7% nel confronto mensile e del 2,7% nel confronto tendenziale
La sacca degli inattivi invece è pur vero che si riduce, ma in misura più contenuta, cioè dello 0,1% nel confronto mensile e di 0,2 punti su base annua: questo comporta che non sono solo gli inattivi che  cominciano a cercare lavoro quelli che ingrossano le file dei disoccupati, ma che vi  è un aumento reale della disoccupazione, come del resto testimonia la riduzione del numero di occupati.

In libera associazione questo modo di procedere mi ricorda due cose: la prima folkloristica ed è il famoso gioco delle tre carte "carta vince, carta perde" andava vociando dal suo banchetto il piccolo truffatore con i due canonici compari che gli facevano da spalla. Inutile pensare che si trattava di un  trucco fin troppo vecchio e sfruttato: qualche sprovveduto che ci cascava lo trovavano comunque. Il principio era quello.
La seconda cosa che mi torna in mente è un gruppo di supervisione durante il quale uno psicoterapeuta mi fece ridere di cuore, quando raccontò di avere commentato (pazientemente) una sua paziente con una formulazione verbale durissima nel contenuto, ma pronunciata (a suo dire) con serafica noncuranza.
La frase era: "Esiste un limite anche alla manipolazione della realtà" che per i non addetti ai lavori oggi tradurrò in linguaggio volgare: Basta contar palle!

Commenti

  1. Carissima Clara, senza "palle" (o anche balle) l'uomo non potrebbe vivere. A volte anche la natura ci imbroglia il cervello con le sue manipolazioni. Prendi per esempio l'arcobaleno, non sai mai da dove comincia e dove finisce, però sappiamo tutti che c'è una pentola d'oro da qualche parte che ci aspetta. Insomma, la stessa cosa qui!

    ^_^

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    1. Buongiorno Salichella! Si vabbè, però non è possibile presumere tanta idiozia nel prossimo e trattare l'argomento con tanta insulsa e sprezzante arroganza. Questo ha twittato qualcosa come: "i contratti aumentano, il resto è noia"!! Come dire... peccato aumentino anche la disoccupazione e la povertà, ma tanto questo è noia... ecco io lo condannerei ad annoiarsi per 30 anni come si annoiano i nostri ragazzi in cerca di occupazione e lo gratificherei della stessa ottusa e sprezzante considerazione che ora lui riserva alla realtà sociale del nostro paese.
      L'arcobaleno è altra cosa... ;-)

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