Chi ha paura dei migranti? I numeri dell'ecatombe

La fuga in massa dei profughi dalle terre devastate dalle guerre e dalla fame è un esodo immane e tumultuoso che ogni giorno conta decine, se non centinaia di caduti ed è sotto gli occhi di tutti la più grave emergenza umana ed umanitaria dell'ultimo secolo: una sorta di terza guerra mondiale nella quale sono coinvolti tutti i paesi, anche perché in fondo la coscienza pulita sulle guerre in Medio Oriente il mondo occidentale non ce l'ha.
La coscienza dei nostri governi non è limpida perché è l’industria bellica occidentale che esporta armi e guerre in Medio Oriente ed inoltre storicamente molte strategie commerciali  e politiche di USA ed Europa, tanto esplicite quanto occulte, si sono per così dire, ispirate all’antico proverbio: dividi ut impera, ragion per cui dal punto di vista della politica estera occidentale, se i paesi medio orientali si fanno guerra, questa condizione li rende vulnerabili, più facilmente controllabili e soggetti quindi alla egemonia dell’occidente, che pertanto resta libero di sfruttarne le immense risorse e di stabilirne il prezzo.

Basta manipolare quel tanto che basta, favorire ora l’uno, ora l’altro,  comprare qualcuno, infiltrare qualche agente: che sarà mai? Succede lontano da noi. 
Oggi però la situazione è esplosa con conseguenza in un esodo di dimensioni bibliche: i profughi lasciano la loro terra senza più nulla da perdere, muoiono annegati in mare, soffocati nelle stive dei barconi o nei container dei camion, ma la gente ed in alcuni casi anche i governi, hanno paura.

La paura
Si chiudono le frontiere, si innalzano muri, si srotolano i fili spinati, si lanciano lacrimogeni addosso a donne, bambini, intere famiglie, una scia umana quella dei profughi che ha lasciato sul proprio percorso la traccia dei cadaveri dei propri cari: fratelli, mogli, figli, padri,  madri, cugini. Sono stremati, esausti, hanno bisogno di tutto, ma con la forza di chi non teme la morte e non ha più nulla da perdere: morire toccherà a tutti una volta, tanto vale provare almeno a salvarsi. 
Sono tanti, sono inarrestabili e la gente ha paura, paura dell’estraneo come ce l’hanno i bimbi piccoli a volte, paura di essere sopraffatti, paura di dover condividere il proprio benessere con l’altra metà del mondo, quello sfruttato.

Non manca chi cerca di cavalcare l’onda dell’emozione diffusa e del disagio della gente per fini diciamo politici, in pratica per accattonare qualche voto.

I morti
Stando alla informativa dell'UNHCR in questi primi otto mesi del 2015 i rifugiati che hanno attraversato il Mediterraneo sono già oltre 300.000 dei quali 110.000 sbarcati in Italia e 200.000 in Grecia: si tratta di un incremento drammatico rispetto allo scorso anno, quando sui 12 mesi il numero complessivo di migranti si era attestato complessivamente a 219.000. 
I morti del 2015 fino ad oggi sono 2.500, ma da questo computo sono esclusi quelli dell'ultimo naufragio di ieri al largo della costa libica: 200 dispersi e le onde del mare che restituiscono cadaveri alla spiaggia.
Ogni giorno si contano morti: 71 cadaveri ieri in un camion in Austria, soffocati in un container senza prese d'aria, ieri l'altro, mercoledì, 51 cadaveri morti soffocati anche loro nella stiva di un barcone, per riferirsi solo agli ultimi due giorni.

La storia 
Qualunque cosa le persone ed i governi decidano in questo momento, è bene che sia chiaro a tutti che ciò che verrà fatto oppure omesso diverrà Storia.
Per il grande giudice  le azioni compiute daranno una impronta, un esempio alle generazioni future e riveleranno cosa realmente vuole essere questa civiltà e questa umanità. Noi saremo giudicati dai figli dei figli e non c'è mai stata gloria nella Storia se non quando persone di spessore umano e coraggio hanno vinto la paura ed hanno insegnato anche agli altri come vincerla. 
Che umanità sarebbe quella che non sa sentire il dolore e la fatica di un viandante ferito e non sa offrirgli acqua pulita e cibo? Quale umanità c'è in chi non abbraccia un piccolo orfano che ha perduto i familiari nel viaggio, ma erige muri per ricacciarlo nel deserto della morte?

I trattati internazionali
Esistono convenzioni internazionali che stabiliscono l'inviolabilità dei diritti umani riconosciuti e sanciscono i doveri delle nazioni verso i profughi: gli stati che hanno sottoscritto questi trattati sono tenuti ad onorarli, se verranno resi carta straccia e ridotti al rango di proclami vuoti, allora anche questa sarà storia e sarà un volto senza maschere, il tradimento della intera umanità,  della sua cultura e della sua speranza.

Commenti

  1. Belle parole, ma come la mettiamo quando questi signori sono in hotel che manguano e bevono a sbafo non fanno niente tutto il giorno e fanno pure battute alle ragazze che passano in paese?! Qui da me è cosi. Gentile autore del post, invece di fare retorica ne ospiti 4 o 5 a casa sua se le stanno cosi a cuore

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    1. Confesso che è avvilente ascoltare sempre le stesse ottuse stupidaggini ripetute con le stesse parole fino alla nausea: la mia risposta è in parte contenuta nel post e naturalmente io lavoro e pago le tasse (lei può dire altrettanto?) quindi contribuisco come ogni cittadino onesto, ai servizi che lo stato dovrebbe offrire a chi ne ha necessità (tra cui i profughi appunto). Per conto mio posso solo augurarle di vivere una esperienza come quella che quotidianamente subiscono questi migranti e di incontrare gente come lei.

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