Cielo d'autunno

Torna l'autunno: oggi ce lo ricorda anche Google col suo doodle di ortaggi invernali ed il delizioso scoiattolo che gioca a nascondino, ma soprattutto l'aria è diventata fresca, specie nelle prime ore del mattino e quando scende la sera.

Sono cambiati i colori del cielo e del mare: ora si tingono di un azzurro più intenso e sfumano nel violaceo, specie all'ora del calare del sole, così fluisce la dolcezza del tempo che trascorre e promette un nuovo  inverno, ancora uno: un sassolino nel vaso di terracotta, un granello di sabbia raccolto dal vento dei pensieri nelle forme mutevoli della memoria e, come ogni cosa, destinato a sgretolarsi e confondersi nel fondo dei mari.

Eppure finché alita il vento ogni granello è ricchezza, che sia d'oro o smeraldo, lucente come rugiada, opaco e nero come terra, sottile come polvere, candido come un minuscolo frammento di madreperla o rosso ammiccante e superbo come il rubino che accompagnava una volta il ticchettare degli orologi: la misura del nostro tempo.

Un'altra stagione del colore ambrato del miele nel tepore di casa e delle mura segnate dalle vestigia di storie andate, coagulate nei piccoli oggetti lasciati in giro col sedimento di un pezzetto d'anima, un granello ora greve e profondo ed ora leggero, volatile ed inafferrabile, sperso nell'aria, irradiato nel fiato col cenno di un saluto.

Briciole come trucioli dal legno piallato sfuggono come ombre morenti, un solo nodo dolente teso a generare la tensione sommessa come la nota lunga e nascosta sottesa ed uguale a se stessa, sotto la danza in crescendo del divenire, cambiare e staccarsi ed essere altro, un altro granello: ancora una storia, una nuova stagione che soffia a staccare la pagina e svelare scenari e la notte d'inchiostro che torna, nera e vischiosa avviluppa i pensieri e stronca la fuga...




Commenti

  1. L'autunno mi ricorda sempre dei versi di Paul Verlaine.
    Chanson d'automne

    Les sanglots longs
    Des violons
    De l'automne
    Blessent mon coeur
    D'une langueur
    Monotone.

    Tout suffocant
    Et blême, quand
    Sonne l'heure,
    Je me souviens
    Des jours anciens
    Et je pleure

    Et je m'en vais
    Au vent mauvais
    Qui m'emporte
    Deçà, delà,
    Pareil à la
    Feuille morte.

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  2. I lunghi singhiozzi / dei violini / d'autunno / mi feriscono il cuore / d'un languore / monotono / tutto soffocante / e pallido, quando / batte l'ora / che mi sovviene / dei giochi antichi / e piango / e me ne vado / al vento malato / che mi trascina / di qua e di là / come foglia morta.

    Splendida Annalisa!! Grazie :-)

    RispondiElimina

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