La stimolazione cerebrale nella età evolutiva: una risorsa a rischio

Un possibile ausilio nel trattamento dei disturbi di apprendimento consiste nelle tecniche di stimolazione cerebrale: un argomento controverso discusso di recente in un articolo a firma di Linda Geddes, pubblicato ieri sulla rivista Nature in realtà si tratta di una tecnica sperimentata sugli adulti ed intorno alla quale si stanno sviluppando alcuni studi sulla traccia della prima sperimentazione condotta nel 2013 da Roi Cohen Kadosh presso la Oxford University.
L'idea guida sarebbe quella di individuare piccole aree cerebrali da sottoporre a stimolazione per ottenere un miglioramento del livello prestazionale nei bambini con disturbi e difficoltà di apprendimento. Nel corso delle sperimentazioni effettuate fino ad oggi 10.000 adulti sono stati sottoposti a stimolazione cerebrale e fino ad oggi la tecnica si è dimostrata innocua e priva di effetti collaterali dannosi quanto meno nel breve periodo.
Una forma particolare di stimolazione cerebrale, la stimolazione magnetica transcranica, è stata approvata dalla Food and Drug Administration e viene attualmente utilizzata negli adulti per il trattamento delle emicranie e di disturbi depressivi.

Ora l'interesse dei ricercatori si concentra sul trattamento di alcuni disturbi della età evolutiva nella speranza di individuare modalità di trattamento utili al progresso dei ragazzi con difficoltà scolastica e disturbi dell'apprendimento: da questo punto di vista sembra si stia puntando sulla tecnica di stimolazione transcranica a corrente continua (TDCS). Trattandosi di trattamenti pionieristici è naturale che sussistano dubbi e perplessità: la stimolazione viene fornita con apposite cuffie dotate di elettrodi e si presume che la loro efficacia possa essere maggiore nei bambini, dato che lo stimolo riuscirebbe a penetrare più profondamente, essendo le ossa della scatola cranica di minore spessore rispetto agli adulti, ma le stesse condizioni che  prometterebbero una maggiore efficacia in caso di successo, potrebbero viceversa essere causa di danni più profondi in caso di effetti collaterali a lungo termine non ancora individuati.

Sta di fatto che queste cuffie per la stimolazione cerebrale sono state messe in vendita dalle aziende produttrici e vengono già utilizzate presso la Fairley House di Londra, una scuola che si occupa del trattamento di bambini con difficoltà scolastiche.
Cohen Kadosh ha così deciso di verificare sperimentalmente l'efficacia dei dispositivi presso questa scuola, dove sono stati quindi arruolati 12 bambini con difficoltà di apprendimento in matematica.
Questa sperimentazione fa seguito a quella in cui lo stesso Kadosh ha dimostrato che una variante del TDCS, cioè la stimolazione transcranica con disturbo random  (TRNS) può migliorare le abilità matematiche degli adulti. I bambini sono stati divisi in due gruppi entrambi sottoposti a sessioni di terapia della durata di 20 minuti, tutti indossavano le cuffie, ma solo un gruppo ha ricevuto effettivamente le stimolazioni cerebrali.
I risultati depongono a favore dell'efficacia della tecnica: il gruppo trattato progrediva più rapidamente raggiungendo un punteggio medio negli item di 17 contro i 14 punti medi del gruppo non trattato.

Benché al momento si tratti di una sperimentazione limitata, i risultati incoraggianti sembra abbiano orientato in questa direzione il gruppo di lavoro.


Commenti

  1. Direi che è molto interessante! Spero se ne possa presto sapere di più

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    1. Speriamo che si tratti di una tecnica realmente utile e priva di sequele a lungo termine. Grazie Luca: un saluto :-)

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