Muoiono 16.000 bambini ogni giorno, malnutriti nella metà dei casi

Sono stati diffusi oggi i dati sulla mortalità infantile nel mondo, risultanti dalla indagine svolta congiuntamente da Oms, Unicef, banca mondiale ed Undesa: la buona notizia è che la mortalità infantile al di sotto dei 5 anni di età, si è pressoché dimezzata dal 1990 ad oggi, nel 2015, passando dagli oltre 12 milioni e mezzo (12,7) degli anni '90 a poco meno dei 6 milioni annui (5,9) del 2015.
Malgrado la drastica riduzione, non è stato raggiunto l'obiettivo di sviluppo 4 del millennio, che era  fissato nella riduzione dei due terzi della mortalità infantile entro il 2015.

Il 50% dei decessi precoci riguarda l'Africa sub-Sahariana ed il 30% le regioni dell'Asia meridionale, quasi nella metà dei casi (45%) la morte sopravviene entro il 1° mese di vita, confermando che il periodo perinatale e l'età neonatale sono cruciali nell'arginare la mortalità infantile: dei 6 milioni di decessi annuali, un milione muore entro 24 ore dalla nascita e 2 milioni nella prima settimana di vita.

La morte dei piccoli al di sotto dei 5 anni nella metà dei casi è collegata a qualche forma di malnutrizione e le cause di morte più frequenti sono polmoniti, diarrea, sepsi, malaria difficoltà o complicazioni del travaglio e/o del parto. 
La stragrande maggioranza di questi decessi sono prevenibili con adeguate misure di assistenza sanitaria alla gravidanza, al parto ed alla nascita: la mortalità infantile nell'Africa sub-Sahariana è di uno su 12 nati vivi, contro la media di uno su 147 dei paesi a reddito elevato.

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