Il mistero della mamma scomparsa (parte nona)

Dopo cena, quando il padrone di casa si fu ritirato nel suo studio, le due donne si diedero da fare per sparecchiare in fretta: in genere Salva si ritirava subito dopo a sua volta, amava leggere nella sua camera e contemplare il cielo stellato sul balconcino oltre la vetrata.
Le piaceva scivolare nelle sue fantasticherie oziose molto più che chiacchierare dei frutti dell'orto e della grandine con Sara: la domestica era una donna esperta e tutt'altro che stupida, se ne intendeva di infermieristica e di cucina, riusciva a cogliere lo stato d'animo della gente, solo sogguardandoli con i suoi occhietti acquosi e penetranti ed indovinava sempre i modi e le parole giuste per farsi strada ovunque ed arrivare dove voleva, ma liquidava sprezzantemente come "sciocchezze" qualunque cosa non avesse una utilità o non si potesse mangiare o toccare e soppesare con le mani. Di certo non avrebbe compreso il fascino esercitato su Salva da certi pensieri e fantasie, anzi se la sorprendeva a baloccarsi con lo sguardo fisso su qualcosa pensava subito a distrarla con le sue chiacchiere o chiedendole di sbrigare per lei qualche faccenda.
Sara temeva come qualcosa di morboso quel modo tutto suo che aveva Salva di estraniarsi e distrarsi completamente da quanto la circondava, per questo la giovane preferiva ritirarsi per viaggiare nella propria immaginazione, chiusa nella sua stanza come in una capsula spaziale.
Quella sera però Salva non si defilò subito dopo avere sparecchiato: rimase al cospetto di Sara in silenzio ed in attesa, l'altra continuava a darsi un gran da fare, sembrava non volesse finire mai di strofinare angolini e smacchiare stoviglie. Salva si sedette su uno sgabello e la guardava darsi dattorno, ma non le chiedeva nulla.
"Forse sono una stupida" pensava intanto "magari Sara ha detto una cosa qualunque per confortarmi e se ne sarà già dimenticata" eppure Sara non era certo il tipo da parlare a vanvera.
La governante avvertiva addosso il peso dello sguardo di Salva e si stava appunto interrogando sul da farsi, finalmente si decise, si girò verso di lei e disse:
"C'è una cosa che non ti ho mai raccontato e che non sa neanche il dottore: vedi quando ti trovai tempo fa, io dovetti spogliarti e pulire le tue ferite prima che lui si occupasse del resto e poi quei vestiti, quelle cose io li ho puliti, lavati e conservati..."
"Dove sono queste cose?" urlò quasi Salva.
Sara si mortificò:"Oh mio Dio, spero di non star commettendo un errore nel parlartene... vedi io pensavo che sarebbe stata una emozione troppo forte per te..."
"Ma che dici?" ribatté Salva lanciandole uno sguardo, che tradiva qualcosa come una collera profonda, ma Sara non si lasciò intimidire ed aggiunse:
"Trovai due foto, una lettera e qualche altra cianfrusaglia nella tracolla che avevi addosso"
"Cian...fru...sa...glia...?"  Le fece eco Salva balbettando per la sorpresa e la rabbia:
"Come hai potuto nascondermi una cosa del genere!?"
Sara non rispose subito, poi cominciò a blaterare qualcosa sul suo stato, la confusione, le ferite fino a quando Salva tagliò corto intimandole di restituirle quanto le apparteneva: la vecchia governante sospirò e le fece cenno di seguirla, la condusse nella propria camera e quindi tirò fuori da un cassetto un piccolo malloppo profumato di lavanda ed avvolto in un fazzoletto candido. Salva afferrò tutto e corse via senza dire altro, fece le scale di corsa e si rinchiuse a chiave nella propria camera.

Ora era lì: forse la risposta alle sue domande era contenuta nell'involucro adagiato sul suo letto o forse no, magari non avrebbe ricordato nulla ugualmente... questa ipotesi la terrorizzava: era smarrita e non sapeva cosa fare, e se avesse trovato solo pochi stupidi insulsi stracci?
Decise che ci avrebbe dormito sopra: era troppo arrabbiata in quel momento per concentrarsi sulla possibilità di evocare qualcosa dagli oggetti.
Spostò l'involucro su una poltrona e si infilò nel letto caldo e confortevole.
Piombò immediatamente in un sonno nero profondo, senza sogni e dormì fino a mattino inoltrato.

Commenti

  1. Ciao Clara. Ma quando pubblicherai la decima parte? Sto diventando matta XD

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    Risposte
    1. Ci stavo appunto pensando Poiana ;-) sono felice che la storia ti appassioni: grazie davvero!

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    2. Aaaaah, quindi per far uscire la parte successiva serve l'insurrezione popolare... buono a sapersi :-P
      Scherzi a parte, è bello per cui è anche normale che appassioni.
      A presto cara

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