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Visualizzazione dei post da Luglio, 2016

Come percepisco (recensisco) i social

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Accompagnando per mano la mia privacy all'ingresso della grotta che scende verso gli inferi affollati di tutta la gente che rimane chiusa in casa davanti al suo personal computer, finestra sul mondo del terzo millennio (che mi fece bannare senza appello) io le dissi (alla privacy) parafrasando il sommo poeta: "Perdete ogni speranza..." e quindi ci addentrammo.

Mangiare con Feuerbach

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E insomma, l'ultima volta che ho invitato al mio umile desco un personaggio famoso (era Dostoevskij) Marilena, l'autrice dell'iniziativa parole di contorno, che si occupa appunto di soddisfare le papille gustative di questi personaggi importanti, mi ha voluto ricordare che avrei un conticino in sospeso con un certo Immanuel Kant: è vero, lo avevo nominato nel primo post che ho dedicato all'iniziativa di Marilena, ma in verità le mie resistenze... resistono (che resistenze sarebbero sennò?) e proprio non ce la faccio ad invitare lo sputacchiatore solitario di carne di vitello, ma per rispondere all'aspettativa della fata, senza far torto a nessuno, ho pensato di restare nell'ambito filosofico, premiando qualcuno che ho nominato abbastanza spesso nei miei post di cucina (e non soltanto). Si tratta del nostro Feuerbach, il buon vecchio Ludwig, il cui notissimo aforisma, l'uomo è ciò che mangia, ha fornito pretesto per discutibili spiritosaggini introduttive di…

La fanciulla del bosco

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Questo post è dedicato alla mia amica Patricia ed alla sua simpatica iniziativa di luglio #insiemeraccontiamo11: si tratta, come qualcuno dei miei lettori ricorderà,  di un gioco di scrittura al quale partecipano diversi blogger amici, sviluppando un breve racconto da un incipit ideato dalla nostra comune amica. Ci ho provato, anche se il rispetto delle regole non è esattamente il mio punto di forza...
Incipit (di Patricia) Odore di muschio. Di foglie in decomposizione. Nel bosco, sotto a quel guazzabuglio di querce olmi e acacie, alte da sembrare volerlo solleticare e spesso da oscurarlo, il cielo era sparito. Si chinò ad annusare lo stesso odore di allora quando....

Una nuova mappa del cervello

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La mente umana è uno dei misteri più affascinanti ed avvincenti per qualsiasi esploratore umano: che l'esplorazione poi contenga una impronta scientifica piuttosto che narrativa o culturale, questo dipende dall'indole dell'esploratore e dagli strumenti che sceglie di utilizzare per svolgere il suo lavoro: oggi voglio parlare della nuova mappatura cerebrale a cui la rivista scientifica Nature ha dedicato un articolo pochi giorni fa, il 20 luglio. Si tratta a tutti gli effetti dell'equivalente di una vera e propria cartina geografica, all'interno della quale sono state localizzate, oltre a quelle già conosciute, quasi altre 100 aree cerebrali corrispondenti a funzioni specifiche.

La cultura dell'odio

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L'intelligenza è lungimiranza, come capacità di prevedere e progettare, ovvero prefigurare obiettivi vantaggiosi per se stessi e/o i propri gruppi di appartenenza e quindi tracciare percorsi verso scopi raggiungibili nel contesto di realtà vissuta e con gli strumenti di cui si dispone. L'intelligenza è una funzione di adattamento ed il fatto che la specie umana sia una specie sociale, con la spiccata tendenza ad aggregarsi in gruppi, ha un suo perché: il branco, la tribù, i nuclei familiari ed i più estesi gruppi sociali moderni garantiscono la forza del numero, il mutuo soccorso ed il sostegno reciproco. Anche quello che noi consideriamo solidarietà con i propri simili sul piano ideale etico (o amore sul piano emozionale) ha la sua ragione d'essere sotto il profilo evolutivo e cognitivo ed è per questo che l'intelligenza intesa come lungimiranza, per sua definizione può essere volta solo al vantaggio, ovvero a ciò che nella morale pubblica viene definito il bene.

La magia del melograno nel prevenire l'invecchiamento

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Non può mancare in un cesto natalizio ed è spesso presente nelle fiabe: un frutto affascinante e sorprendente per la ricchezza dei chicchi rosso rubino gustosissimi ed ammiccanti sotto la buccia legnosa: parlo del melograno, frutto affascinante ed un po' misterioso di cui a quanto pare sono state individuate proprietà particolari. Secondo un articolo pubblicato di recente su Nature Medicine, il nostro melograno contiene una sostanza  che viene trasformata dai microbi intestinali in Urolithin A e quindi riesce ad evitare l'accumularsi di mitocondri disfunzionali nelle cellule, insomma a prevenire l'invecchiamento cellulare, allungando la durata della vita in alcuni animali da esperimento.

La cannella: un rimedio per potenziare la memoria

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Quando Ludwig Feuerbach affermava che l'uomo è ciò che mangia, di sicuro esprimeva una intuizione destinata a raccogliere nel futuro conferme scientifiche: ai suoi tempi (1804-1872) la cultura religiosa imponeva una netta scissione tra spirito e materia e non c'è dubbio perciò che il filosofo abbia fatto arrabbiare parecchia gente, ma oggi quotidianamente scopriamo nuovi benefici e/o danni per la salute (ivi inclusa quella mentale) di determinati alimenti o stili dietetici piuttosto che altri. In questi giorni si parla della cannella, già conosciuta per i suoi effetti benefici sull'organismo, grazie alle sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, di regolazione digestiva e metabolica, nonché per i suoi benefici effetti sul sistema nervoso centrale.

Musica ed emozioni: il ruolo della cultura

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Secondo uno studio condotto da Josh H. McDermott ed i suoi collaboratori recentemente pubblicato su Nature, i nostri gusti musicali sono soprattutto condizionati dal clima culturale all'interno del quale ci siamo formati. Alcuni raggruppamenti di note vengono percepiti come piacevoli o consonanti nella cultura occidentale, mentre altri come spiacevoli o dissonanti. Secondo una convinzione diffusa nel mondo scientifico,  il gusto estetico sarebbe universale nella specie umana e connaturato su basi biologiche, ma questo assunto è stato messo in discussione da etnomusicologi e compositori. Il gruppo di McDermott ha studiato il gusto musicale negli  Tsimane, una popolazione amazzonica non esposta alla cultura occidentale, comparandolo con le preferenze di una popolazione boliviana e statunitense i cui membri avevano avuto diversi gradi di esposizione alla musica occidentale.

Imparare dall'esperienza

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Follia è fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi: ecco una frase attribuita ad  Albert Einstein che certamente dice qualcosa, ma ne tace altre. Il fatto è questo: se uno fa sempre la stessa cosa in condizioni standard, ovvero in situazioni sperimentali di laboratorio con tutte le variabili controllate, probabilmente avrà lo stesso risultato, ma non è proprio detto, tant'è vero che appunto in questo modo in laboratorio si verifica la riproducibilità di un esperimento e pertanto la veridicità della proposizione che se ne può desumere. Voglio dire che se ne fossimo sicuri di ottenere proprio lo stesso risultato, l'esperimento mica sarebbe necessario! Il fatto è che invece nella nostra vita quotidiana noi possiamo fare sempre la stessa cosa, ma... il contesto non sarà mai lo stesso e fare la stessa cosa in contesti diversi può (anche) sortire risultati diversi in base alle variabili in gioco.

Il discusso "gender" negli obiettivi OMS

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Proprio ieri il 12 Luglio, l'OMS ha pubblicato sul sito una nota relativa alle 7 strategie utili e collaudate per arginare violenze ed abusi contro i minori e... (ci credereste?) al 2° punto figura la necessità di cambiare usanze e credenze intorno alla definizione dei ruoli di genere! La cosa mi ha fatto sorridere: si, perché si tratta di un argomento già discusso qui in Italia da tempo. Insegnanti e pedagogisti ritengono necessario educare al rispetto dei generi e delle diversità, anche per arginare i fenomeni di femminicidio e violenza contro le donne, ma trovo interessante che l'OMS abbia ripreso la tematica, considerando questo tipo di educazione un passo necessario anche nel limitare e controllare gli abusi sui minori.

Tecniche motivazionali: il training auto-assertivo funziona

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Quello che noi siamo soliti definire training auto-assertivo, vale a dire la capacità di auto-convincersi della propria capacità di fare meglio ed ottenere risultati più soddisfacenti, sembra che funzioni realmente e l'efficacia della tecnica è stata vagliata attraverso una sperimentazione on line: si tratta di uno studio britannico svolto collateralmente ad una attività della BBC Lab UK, che ha visto la collaborazione di diverse Università ed i cui risultati sono stati pubblicati a Marzo di quest'anno sulla rivista Frontiers in Psychology.

La motivazione: quando il desiderio matura in volontà

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Molti di noi hanno o credono di avere degli obiettivi nella vita,  non sempre facili da raggiungere: molta importanza viene riconosciuta alla motivazione, come motore trainante verso una meta. Ma cosa si intende per motivazione? Uno degli errori che comunemente commettiamo è quello di confondere il nostro desiderio con la nostra volontà: il primo passo sarà dunque quello di distinguere tra queste due situazioni (sostanzialmente diverse in alcuni aspetti basilari) perché questo ci aiuterà a comprendere qualcosa in più di noi stessi e di quello che vogliamo veramente.

A proposito di blog

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E niente: mi sono messa a smanettare su blogger: prima di tutto ho aggiornato il blogroll, l'elenco letture, presente sul mio profilo.  Seguo una quarantina di blog, ma ho dovuto eliminare alcuni siti inattivi o non più esistenti ed altra roba strana. Nel blog ho conservato la struttura grafica, ma cambiato le immagini: un saluto a pugno chiuso a Che Guevara, viaggiatore, avventuriero, idealista, compagno, carico del fascino della sua giovinezza stroncata, un'icona degli anni dell'adolescenza, non soltanto della mia.