Come percepisco (recensisco) i social

Accompagnando per mano la mia privacy all'ingresso della grotta che scende verso gli inferi affollati di tutta la gente che rimane chiusa in casa davanti al suo personal computer, finestra sul mondo del terzo millennio (che mi fece bannare senza appello) io le dissi (alla privacy) parafrasando il sommo poeta: "Perdete ogni speranza..." e quindi ci addentrammo.

Facebook => è l'equivalente di una pubblica piazza, cioè se voi date del cretino ad un vostro amico su facebook è come se glielo steste gridando da sotto al colonnato di piazza del Plebiscito per farglielo arrivare fino all'affacciata a mare sul lato opposto, in una piazza affollata, per cui naturalmente non controllate la quantità e qualità delle persone che ricevono il vostro "istruttivo" messaggio. La vostra didattica, interpretata letteralmente da qualche imbecille (che in piazza non mancano mai) potrebbe invogliare il/i soggetto/i in questione a relazionarsi in maniera sprezzante con il vostro amico ed ad insultarlo a propria volta. Non state cazzeggiando confidenzialmente con il compagno nel vostro salotto privato: siete in piazza. Siatene sempre consapevoli anche nel riferire cose che riguardano voi stessi e la vostra sfera privata. Nel caso foste persone pubbliche e conosciute, l'effetto si moltiplica perché siete sul pulpito. Messaggi pubblicitari a tutto spiano e gruppi organizzati per voti di scambio. Bufale da morire dal ridere o annegare nelle lacrime (in base al vostro umore del momento). D'altro canto anche una inesauribile fonte di informazioni, da scartare però con cura tra la paccottiglia, come quando andate al mercatino delle pulci, sperando di trovare un pezzo d'antiquariato o un dipinto d'autore a pochi spiccioli tra gli oggetti usati e buttati via negli sfratti.


Google+ => questo social meno frequentato e più discreto, articolato in diversi salottini, sembra una sala da the, insomma voi vi sedete e sorseggiate il vostro the con biscotti e pasticcini, chiacchierate e... non è un urlo, ma un brusio che si diffonde progressivamente e tra un sorriso ed una chiacchiera, arriverà alle orecchie di tutti (sappiatelo). Google + è parecchio frequentato da blogger (ed anche spammer) alcuni dei quali in qualche modo riescono a trovare un proprio piccolo tornaconto, non solo puramente narcisistico, nel frequentare il social. Google offre una piattaforma blogger gratuita per persone ed imprese che non intendono spendere denaro e pazienza per crearsi un sito come interfaccia di comunicazione con la propria utenza o clientela. Naturalmente questa circostanza migliora le maniere dei frequentatori del social (fatte le debite eccezioni, che non mancano mai) soprattutto in rapporto all'esigenza di raccogliere consensi (solitamente espressi in fallowing, che equivalgono a spazi pubblicitari gratuiti nelle home degli adepti). Impera il voto di scambio, specie tra blogger: la linea di confine tra garbo e baratto è spesso impercettibile. D'altro canto si leggono cose interessanti ed è possibile addentrarsi nei meandri dell'animo di perfetti sconosciuti, che tuttavia espongono alla strada (cioè al web) emozioni ed opinioni talvolta originali ed inedite, non mediate da alcun editore pagante (il che può significare libertà di espressione e non solo spammig e bufalo-mania per collezionare click).

Twitter => spazio interstellare, popolato da alieni, che non si capisce da dove sbuchino: attaccano in squadra con vocabolari più desueti di quelli usati da Paperoga sul burrone dell'invettiva turbinante risucchiata nei buchi neri (che non si sa dove spariscano le cose). Avrete un bel da fare per risalire alle origini su twitter, del resto, si sa, gli uccelli volano nel firmamento sopra le nuvole....

Oknotizie => equivale ad una confraternita di incappucciati, adusi a cambiarsi d'abito di frequente, cose che non sapete mai con chi state parlando, il che risulta spesso frustrante e talvolta pericoloso, ma anche una fucina di opinioni, un fluido nel quale infilare il termometro per misurare la temperatura della pancia del paese e scoprire le caratteristiche nascoste di chi, agendo dietro la protezione di una maschera, tira fuori di tutto, inclusi gli aspetti  meno edificanti del proprio carattere, quelli che per convenzione sociale solitamente vengono celati e dissimulati nei sorrisi. La maschera, anche se non sorride, può essere impenetrabile, non per tutti si intende: alcuni sono facilmente collegabili ad account presenti su altri social, altri invece... un sabba di fake anche lì, benché la categoria abbondi in tutti i social e da  questo punto di vista credo che facebook detenga il primato.

Pinterest => blog di immagini, con molte potenzialità credo specie per chi lavora prevalentemente con le immagini appunto, ma lo conosco poco e non posso esprimere opinioni.

Linkedin => vetrina professionale per chi cerca ed offre lavoro...

Cosa potrei aggiungere? Quali social conviene frequentare secondo voi?

Commenti

  1. Blogger e g+ e ho già il mio da fare in abbondanza. Sono su pinterest ma ci vado poco sinceramente.
    Mi piace l'idea del salottino riferito a google plus però anche qui, come in un salotto reale ci sono i rompiscatole. La differenza è che qui se proprio rompono tanto li blocchi :)����
    Gli altri social non li conosco proprio e quindi taccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alcune caratteristiche ce le hanno tutti in comune, speravo che qualcuno mi suggerisse una community interessante :-D

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Le sette (vere) poesie più brevi al mondo

C'è speranza: il WMO registra un recupero dello strato di Ozono

Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati

Esiste la cattiveria? Cosa significa essere cattivi? Come accade e come difendersi?

26 giugno: giornata internazionale per le vittime di tortura

L’ombra di Peter Pan

La tempesta (poesia)

Chi pecora si fa, il lupo se la mangia