Europa: l'ideale e la realtà

In questo momento 27 rappresentanti degli Stati appartenenti all'Unione Europea sono riuniti nella nostra capitale (sembra sia stato servito risotto  alla pescatora a pranzo): l'evento, seguito oggi da tutti i media, rappresenta una ratifica dei patti europei esattamente negli stessi luoghi e nella stessa data, il 25 marzo, che 60 anni fa ha visto il primo trattato, quello che istituiva l'Unione, gettandone le fondamenta. Roma è blindata: polizia, controlli, cielo chiuso e  diversi cortei,  contro oppure critici, ma comunque favorevoli alla UE. L'occasione è ghiotta per parlare di povertà, conflitti fra nazionalismi e culture, populismi, immigrazione e quant'altro si vuole, ma è anche il momento giusto per  proporre una riflessione, una soltanto. 

Non entriamo nella polemica pro e contro, né in quella che riguarda il Brexit, l'annientamento della Grecia e la costruzione di muri completa di istallazione di fili spinati ai confini, soprattutto da parte dei paesi dell'Est. Per un giorno lasciamo cadere anche l'argomento "terrorismo" individuale e/o di stato: parliamo solo di guerra. La guerra è una lotta per il potere, per la conquista di territori e l'accaparramento di risorse e ricchezze: una volta si faceva con le armi, nell'antichità i vincitori si impadronivano di terre e ricchezze e tenevano come "schiavi" i popoli sconfitti.

Fin dall'antichità però non esisteva solo la schiavitù di guerra, ma anche la schiavitù per debiti: quest'ultima esiste ancora, neanche tanto nascosta. Se esisteva (ed esiste) la schiavitù per debiti questo suggerisce che le guerre possono essere condotte non solo con le armi, ma anche con il denaro. Ora questa Europa ci imbonisce raccontando che Unione Europea significa anche PACE, ma in realtà sono anni che assistiamo a guerre di egemonia combattute dalle banche e dalla finanza, guerre che hanno ridotto in povertà nazioni intere ed enormi strati della popolazione, guerre che hanno approfondito la forbice sociale, privato i giovani del futuro e la gente comune dei servizi essenziali, guerre che hanno tolto dignità e negato diritti elementari sanciti nella Carta Costituzionale. 

Siamo sicuri di essere in pace? 

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