Autismo: oggi la giornata mondiale

Una giornata di sensibilizzazione e divulgazione informativa sull'autismo: una ricorrenza celebrata dal 2007 per volontà delle Nazioni Unite e da sempre simbolizzata dal blu: palloncini ed illuminazioni distribuiti un po' dovunque nel mondo. In Campania sono previste diverse iniziative prevalentemente concentrate nella città di Napoli, ma anche a Caserta ed a Salerno: da segnalare il progetto attuato a Capodimonte, dove per tutta la giornata di oggi ed in seguito per due domeniche mensili, verranno messi a disposizione dei bambini autistici e dei loro familiari, il laboratorio botanico e palestre all'aperto, nel programma è anche prevista una visita mensile al museo. L'idea è di sperimentare un modello inclusivo in uno spazio naturale dedicato al tempo libero ed alla cultura. 

Oggi non esiste persona che non abbia sentito parlare di autismo: tutti sanno o credono di sapere di cosa si tratti: in realtà, come spesso avviene nella società della connessione globale, le informazioni sono spesso superficiali e talvolta distorte. La casistica è in aumento rispetto al passato, almeno questa è la sensazione degli addetti ai lavori, ma quanto questo dipenda dai diversi criteri di classificazione diagnostica, piuttosto che da un reale aumento della patologia è più arduo da stabilire. Le cause restano in larga misura indefinite: esistono studi in ogni direzione, dagli inquinanti atmosferici fino alla genetica, passando per il tipo di alimentazione ed ancora tanto altro. Ma cos'è l'autismo? Su di un piano generico, in una accezione estensiva del termine, l'autismo è una modalità di funzionamento, diciamo un "io" che vuol bastare a se stesso e che quindi finisce per deteriorarsi e regredire o anche non progredire e non crescere. Non parliamo di diagnosi specifiche come il "disturbo autistico" o i "disturbi dello spettro autistico", ma solo del significato della parola "autismo", utilizzata peraltro anche per definire alcune condotte presenti in certe psicopatologie di persone  adulte.

Quando si parla di autismo nel linguaggio comune tuttavia, ci si riferisce di solito ai disturbi infantili intorno ai quali si è sviluppata una vasta rete di associazioni familiari, centri di ricerca e di trattamento, onlus ed altro, che funzionano anche da supporto psicologico per i nuclei familiari, perché vivere con una persona autistica non è facile: farsene carico e riuscire ad amarla realmente poi , è un piccolo eroismo quotidiano che solo alcuni di quei genitori sono in grado di compiere fino in fondo. La giornata viene utilizzata anche per lanciare le campagne per il finanziamento sia della ricerca, che delle iniziative di sostegno per le persone autistiche e le loro famiglie.

Nella più recente classificazione diagnostica, quella del DSM 5 in tema di autismo infantile, vengono distinte soltanto due  categorie psicopatologiche:

  • il disturbo autistico, che è la condizione più grave e che comporta una rilevante compromissione sia dello sviluppo intellettivo che delle capacità comunicative e di relazione
  • i disturbi dello spettro autistico, che di fatto includono diverse altre forme di minore gravità, compreso ciò che una volta era classificato nel DSM IV come disturbo di Asperger, dove lo sviluppo intellettivo ed il linguaggio sono adeguati.
Naturalmente, quando vi sia una diagnosi di disturbo dello spettro autistico, è necessario utilizzare alcuni qualificatori: bisogna precisare il livello di sviluppo cognitivo e la gravità dei sintomi tipici (comportamenti ripetitivi, interessi ristetti, etc) perché in realtà la stessa diagnosi fa da cappello a situazioni molto diverse fra loro. Il fatto è che ciascun bambino è diverso da tutti gli altri e se questa è una verità proprio per tutti, riveste un valore ancora più profondo nel caso si tratti di bambini con disturbo dell'area dell'autismo. 

Commenti

  1. Col mio lavoro, mi trovo spesso a contatto con questi bambini e le loro famiglie. Non è sempre facile gestire la situazione, là dove per me il bambino ha fatto passi avanti per i genitori molto spesso è l'ennesima sconfitta.
    Ofelia

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    Risposte
    1. Non è facile essere genitori di un bambino con queste difficoltà: non è facile capirlo, né adeguare le proprie aspettative alla realtà, non è facile elaborare la ferita narcisistica dell'avere un figlio con un problema, né il lutto per la "perdita" del bambino atteso e fantasticato ed ancor meno l'angoscia per il futuro, il "dopo" di noi (genitori). In realtà i genitori hanno bisogno di aiuto a propria volta.
      Tu di cosa ti occupi in particolare Ofelia?

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    2. Sono una logopedista. Capisco benissimo la difficoltà di questi genitori, consiglio sempre di farsi aiutare anche da un supporto psicologico per poter affrontare con le giuste "armi" il difficile compito che li attende.

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