La guerra che viene allo scoperto

Dunque non siamo in pace: gli ultimi eventi lo hanno confermato. Al momento nessuno ci sta bombardando, ma le tensioni e le esibizioni muscolari sulla scena internazionale non promettono nulla di buono. Una breve sintesi della situazione a favore di quei lettori che seguono poco i telegiornali: oggi nel giorno della "domenica delle palme", il giorno consacrato ai ramoscelli di ulivo, simbolo di pace, continuano le stragi ed esplodono bombe. Una  bomba oggi è esplosa in una chiesa cristiana in  Egitto, a Tanta, una cittadina poco al nord del Cairo ed un'altra ad Alessandria ancora in una chiesa cristiana copta, questa mattina durante le funzioni religiose: a Tanta 25 vittime accertate al momento mentre il numero dei feriti è circa il doppio dei morti, ad Alessandria forse almeno 11 morti ed il triplo di feriti, ma sono cifre provvisorie. 

Gli attentati arrivano dopo un crescendo di violenza, iniziato 4 giorni fa con un attacco con armi chimiche in Siria in una zona controllata dai ribelli. L'attacco, condannato unanimemente da tutte le organizzazioni internazionali, ha fatto almeno 80 vittime tra le quali una trentina bambini, spirati tra spasimi e sofferenze atroci. Il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha negato qualunque responsabilità sull'accaduto: sostenuto dal governo russo, Assad afferma di avere "solo" bombardato un deposito di armi chimiche dei ribelli, dal quale poi si sarebbe sprigionato il gas responsabile della strage. Nel 2013 il presidente siriano, accusato dalle organizzazioni internazionali di avere utilizzato armi chimiche a Damasco e minacciato di interventi militari, aveva aderito alla Convenzione internazionale sulle armi chimiche e distrutto i propri arsenali, dietro il controllo delle Nazioni Unite.

Il nuovo presidente USA, il discusso Donald Trump,  ha immediatamente ordinato la rappresaglia militare contro Assad ed ha lanciato contro la base aerea ritenuta responsabile degli attacchi con armi chimiche, ben 59 missili: un raid di cui non sono segnalati i danni ed il numero delle vittime, ma che ho trovato il consenso di quasi tutti i paesi occidentali ed anche dell'Arabia Saudita, generando però tensioni con la Russia, alleata di Assad. In ordine sono poi seguiti l'attacco terroristico a Stoccolma, in Svezia, dove un furgone è stato lanciato sulla folla mietendo 4 vittime e facendo una quindicina di feriti e poi gli attacchi di oggi in Egitto. Il contesto delle relazioni internazionali è estremamente teso e gli schieramenti ad un profano non appaiono del tutto chiari.

Gli attentati terroristici portano il marchio del terrorismo estremista islamico: storicamente il presidente siriano Assad è dichiaratamente schierato contro l'Isis ed il terrorismo islamico. L'Isis dunque reagisce ad Assad o al suo indebolimento conseguente all'attacco statunitense? Chi arma, finanzia e manipola l'Isis sullo scacchiere internazionale? Non è facile immaginare risposte, ma di certo, anche se qui da noi ancora non piovono bombe, i conflitti per le egemonie economiche, la rete di attività nascoste dei vari servizi segreti internazionali, con la confusione che ne deriva nella individuazione dei ruoli e delle responsabilità dei diversi protagonisti, non promette nulla di confortante per i popoli della terra.

Commenti

  1. Ogni giorno una nuova atrocità! Ogni giorno morti e oscenità. Povero mondo!
    Credo però che dire birichino birichino non basti più. Non parlo di dichiarar guerra noi ma qualche cosa di più serio na livello mondiale si debba fare.
    Non sono esperta in materia e non saprei cosa suggerire però avanti così non si può andare

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    1. Mi trovi d'accordo Patricia: se uno riuscisse a capirci qualcosa... saprebbe come e dove intervenire, ma in tutti i casi bisognerebbe cercare di favorire la pace e cominciare a smantellare l'industria bellica: le armi usate per uccidere, quali che siano le vittime e gli assassini, comunque manovrati, le fabbricano soprattutto le potenze occidentali :/

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    2. Vero! Le vittime sono sempre e solo vittime. Quando poi sono i civilinad andarci di mezzo... 🤐 gente che va in chiesa a pregare, massaie che vanno al mercato, bambini che corrono per strada....
      Possibile che chi conta non sappia o voglia trovare una soluzione civile?

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  2. Ciao Sfinge, è la prima volta che visito il tuo blog :-)

    Nel 2013, durante una visita a Lampedusa Papa Francesco disse "Basta con la globalizzazione dell'indifferenza. [...] La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza" e "all'anestesia del cuore. [...] Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!". Sebbene io non sia una cattolica praticante e sebbene lui si riferisse al fenomeno della migrazione, secondo me Papa Francesco ha fatto un discorso attuale e inerente anche al tuo post.

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    1. Ciao Roberta, benvenuta nel mio blog e grazie per la tua partecipazione. Sicuramente il discorso del papa è attuale ed inerente a questo post. Tuttavia considero utopistica la speranza di pace espressa più volte dal pontefice e che io non posso che condividere e sottoscrivere interamente. L'indifferenza può essere dovuta ad insensibilità, ma probabilmente anche ad un "fisiologico" meccanismo di difesa: cerchiamo di non pensare alle cose dolorose per non soffrire, perché non abbiamo individualmente i mezzi per intervenire in situazioni gestite dalle potenze mondiali. Ci difendiamo dal dolore e dai vissuti di impotenza: credo sia istintivo, ma certamente sarebbe invece giusto battersi, ciascuno nel proprio piccolo, per una maggiore giustizia. L'umanità non ha bisogno di guerre, ma di pace e mezzi di sussistenza distribuiti equamente a tutti.

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