Obesity day 2015

La giornata nazionale contro l'obesità, che ricorre oggi, 10 Ottobre, quest'anno è centrata soprattutto sulla obesità infantile: una emergenza per la quale l'Oms ha già da tempo lanciato l'allarme, inoltre programmato un piano d'azione 2014-2020 in febbraio 2014 ed istituito quindi un'apposita Commissione ECHO  il 15 maggio dello scorso anno (2014). La Relazione finale della Commissione è stata aperta ai commenti dal 29 settembre e lo resterà fino  al prossimo 13 novembre sul sito OMS.
L'obesità è universalmente nota come un rilevante fattore di rischio per molte malattie non trasmissibili, quali: diabete, malattie cardiovascolari ed ictus, cancro della mammella, del colon e dell'endometrio, artrosi, inoltre la presenza di obesità durante l'età evolutiva risulta associata con un abbassamento significativo delle aspettative di salute e di durata della vita da adulti.


  • Cosa si intende per obesità? L'obesità consiste in un accumulo di tessuto adiposo che si verifica quando l'apporto calorico supera il fabbisogno dell'organismo: la cosa corrisponde ad un incremento ponderale che va oltre quanto tollerabile per l'equilibrio del nostro organismo e determina affaticamento cardiaco ed alterazioni metaboliche. 
  • Come si misura l'obesità? Per i minori sono di solito sufficienti i bilanci di salute periodici programmati dai pediatri: confrontando le misure di peso ed altezza in rapporto alla età con le tavole percentili è possibile valutare la eventuale obesità quando i valori ponderali vanno oltre le due deviazioni standard indicati dalle tavole. Per gli adulti si utilizza il parametro BMI, ovvero indice di massa corporea: un valore numerico che si ottiene dividendo il peso di una persona, espresso in Kg per il quadrato della sua altezza espressa in metri (ad esempio per una persona di 62 kg ed 1,62 m di altezza, sarà: 62/2,6244 = 23,6244 circa). Ora un soggetto viene considerato in sovrappeso se il BMI è pari o maggiore di 25, mentre è francamente obeso quando il BMI è pari o maggiore di 30.
  • Quali sono i rischi della obesità infantile? Secondo l'informativa OMS i bambini obesi sono a maggiore rischio di malattie respiratorie e fratture da piccoli ed inoltre hanno un maggiore rischio da adulti di restare obesi, di soffrire di qualche forma di disabilità e morire prematuramente.
  • Quanto è diffusa l'obesità? Sempre in base ai dati dell'OMS, nel 2014 avevamo 1,9 miliardi di adulti (dai 18 anni in poi) in sovrappeso dei quali 600 milioni obesi nel mondo, pari rispettivamente al 39% ed al 13%, per i bambini al di sotto dei 5 anni vengono forniti dati del 2013 con un numero complessivo di 42 milioni di bambini in sovrappeso. La prevalenza di obesità dal 1980 al 2014 risulta raddoppiata. Per quanto riguarda il territorio italiano nel 2014 i bambini tra i 7 ed i 9 anni, in sovrappeso erano il 20,9% e quelli obesi il 9,8% di cui il 2,2% severamente obesi (fonte: Iss). Nell'ambito europeo quindi l'Italia si colloca insieme con Grecia e Spagna, tra i paesi a più elevata prevalenza di obesità infantile. All'interno dei confini nazionali il problema della obesità è maggiormente diffuso nelle regioni meridionali. Abitualmente la percezione delle madri relativa al peso dei bambini è poco realistica nel senso che vengono visti come normopeso soggetti che in realtà sono in sovrappeso ed anche francamente obesi.
  • L'obesità è prevenibile: come? La possibilità di sconfiggere l'obesità infantile passa non solo attraverso programmi di educazione alla salute ed a stili alimentari corretti diretti ai ragazzi ed alle loro madri, ma anche attraverso politiche mirate all'industria alimentare: malgrado vincere le insicurezze e le ansie della madre-nutrice sia da considerarsi un punto cardine, anche indicazioni specifiche su patatine, merendine ipercaloriche e bibite gasate (possono indurre una forma di dipendenza psicologica, l'abuso è nocivo alla salute, limitazione degli spot pubblicitari, etc) potrebbero essere una buona politica. L'abitudine ad una attività ed esercizio fisico quotidiano è anche un elemento fondante, ma naturalmente richiede la presenza nelle città di spazi verdi ed aree pubbliche dove sia possibile  svolgere attività sportive semplici e di livello dilettantistico: il proliferare di strade asfaltate e di mezzi di trasporto su ruote ha reso pericolose ed impraticabili molte aree pubbliche e pertanto anche da questo punto di vista le politiche locali dei territori sono importanti, dato che non tutti possono permettersi palestre e campi sportivi a pagamento.
Anche o forse soprattutto, nel campo della salute le leggi del mercato e la politica giocano un ruolo centrale e rilevante (mica possiamo sempre dare la colpa alle madri...

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