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Onestà intellettuale e dialettica nei social

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Formarsi un'idea chiara di cosa si debba intendere per onestà intellettuale è diventato pressoché obbligatorio da alcuni anni a questa parte: da quando cioè la politica si è impadronita dei social media interattivi, sguinzagliando nel web squadre di influencer prezzolati con il compito preciso di condizionare l'opinione pubblica in funzione del proprio tornaconto elettorale. Essere capaci di discutere e di riconoscere le mistificazioni più grossolane, così come le tecniche usate nella discussione per denigrare l'interlocutore, travisare le affermazioni, deviare l'argomento ed altri sotterfugi del genere è divenuto praticamente un must dei nostri tempi proprio perché la correttezza è sconosciuta ai mercati ed a chi deve portare risultati misurabili in like, condivisioni e followers.
In primo luogo vorrei chiarire che la persona intellettualmente onesta è quella che non abusa della propria eventuale superiorità culturale e dialettica per aver ragione ad ogni costo: la per…

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Attenzione: blog antifascista ed antirazzista. Gli esseri umani sono tutti benvenuti! Grazie della visita.

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Uccidilo e scappa

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Lo so bene: questo titolo è una parafrasi del famoso e godibilissimo film di Woody Allen: "Prendi i soldi e scappa", una tematica che a dire il vero è meno angosciante e più divertente di quella proposta dalla mia amica Patricia nella sua ultima iniziativa di#insiemeraccontiamo57 eppure io a volte violento la mia natura di orsa solitaria e partecipo a qualche iniziativa di gruppo, benché debba riconoscere che questa in particolare mi crea qualche imbarazzo. Il mio disagio è legato all'incipit proposto da Patricia, anzi da uno dei suoi lettori. Nel racconto proposto in questa tornata si parla proprio ed inequivocabilmente di una uccisione e, come gli amici sanno, il compito assegnato ai partecipanti consiste nel produrre un breve racconto, partendo dall'incipit dato, che è il seguente:


Lei entrò prese la mira e lo uccise! Così a bruciapelo, senza un'apparente ragione. Uscì indisturbata non prima di aver lasciato col suo rossetto rigorosamente rosso sangue la scritt…

Braccianti agricoli: la schiavitù che non si può più nascondere

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I braccianti agricoli sono schiavi: esseri umani privi di diritti e senza alcuna dignità riconosciuta, corpi con due braccia, carne da macello comprata per due euro all'ora. Gente che muore per eccessivo sfruttamento, letteralmente di fatica, per mancanza di cure mediche, per condizioni abitative ed igieniche estremamente carenti. Cadaveri nascosti, invisibili alle statistiche ufficiali: se ne parla per qualche giorno solo quando scoppia un caso eclatante, come è successo per il bracciante di origine indiana che lavorava a Terracina e due giorni fa è stato massacrato e gettato in un canale dai suoi datori di lavoro per avere chiesto di poter usare guanti e mascherina. I presidi di protezione in tempo di pandemia sono imposti dalla nostra legge, ma evidentemente non riguardano gli schiavi, almeno non nel modo di pensare dei proprietari di alcune aziende agricole.

Domani 21 maggio è stato proclamato uno sciopero (sacrosanto) dalla USB per l'agricoltura: i lavoratori chiedono una …

Gentilezza ed empatia

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Alcuni di noi hanno creduto che, condividendo la comune disgrazia dell'epidemia Covid, avremmo tutti sviluppato maggiore solidarietà e gentilezza verso il nostro prossimo: secondo questo ottimistico teorema per tutti sarebbe stato più facile immedesimarsi nell'altro e sviluppare quindi empatia, perché tutti ci siamo trovati e ci troviamo nella stessa barca in balia di questa tempesta epidemica. Personalmente sono stata sempre scettica rispetto a questa speranza espressa da tanti ai tempi dei cori dai balconi: la distanza forzata e la mancanza di abbracci avrebbero potuto aiutarci a comprendere l'importanza dei rapporti umani ed inoltre i vissuti di vulnerabilità da parte di ciascuno di noi avrebbero potuto aiutarci a recuperare il valore della socialità e della solidarietà intese anche come mutuo soccorso.
La realtà purtroppo sembra avere smentito queste aspettative: da giorni nei social non si parla se non degli hater scatenati in rete perfino contro i morti e chi li comme…

Vento caldo (poesia)

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Cielo coperto, afa e vento caldo: pare si prepari una tempesta tropicale. Da dove viene il vento? Questo  che tira oggi pare che salga dall'Africa. Non ha occhi il vento e non ha orecchie: non vede e non ascolta, ma ha solo voce per parlarti. Quella voce porta impressi il mormorio  delle onde d'aria nelle volute a spirale di una conchiglia, i palpiti dei battiti d'ali, i pulviscoli e le sabbie del deserto. Una voce narrante che può raccogliere e portare lontano i pensieri e gli umori del cielo e racconta paesaggi che non ha mai veduto, come un vate cieco. 
VENTO CALDO
Vapori bollenti respiro malsano nell'aria infuocata. Cupola bassa sull'acqua:  grigio ed argento. Mugugna  e scompiglia la voce del vento. Trascina e trascina solleva e precipita in basso la terra e le gocce bruciate. Ceneri di storie: un urlo spento lontano, le anime perse rinate nel fondo del mare. Arriva col vento  non canta e non prega: non conosce lamento. Rimescola solo feroci silenzi. Poi passa …

Il linciaggio ed altre ritualità tribali

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Oggi desidero occuparmi della parola linciaggio, specificamente del suo uso iperbolico, piuttosto che letterale, considerato che il linciaggio nel senso proprio e letterale del termine è un'usanza superata e penalmente perseguibile. Desidero in particolare mettere in relazione l'abitudine al frequente linciaggio morale cui assistiamo periodicamente ai danni del capro espiatorio di turno con alcune ritualità tribali: queste ultime includono sia la dinamica sociale della espulsione e soppressione del capro espiatorio come tale, sia la ritualità religiosa sacrificale in uso presso alcune civiltà, e non solo tribali, mirata ad ingraziarsi il benvolere di divinità persecutorie ed adirate. Il sacrificio in diverse culture religiose era anche sacrificio umano.
Premetto che non è la prima volta che tratto tematiche inerenti l'odio e la violenza sociale. Alcune considerazioni su come si generano e funzionano le dinamiche di designazione e sopraffazione nei gruppi sociali sono analiz…

Silvia Romano: liberata e giudicata

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Di solito nelle aule di giustizia accade che una persona, un imputato, diciamo, venga prima giudicato e poi, se ritenuto innocente, liberato. Nel caso di Silvia Romano, la cooperante rapita un anno e mezzo fa in Kenya da un gruppo di estremisti islamici, si sta verificando la sequenza opposta: la giovane è stata liberata prima e giudicata poi. Il processo si svolge con procedure sommarie sui social e su certa stampa a partire da ieri l'altro, 8 maggio, giorno in cui abbiamo avuto notizia certa della sua liberazione.. "Il Giornale" di Sallusti titola: "Silvia l'ingrata", mentre sulla medesima lunghezza d'onda, "Libero" di Feltri titola: "Abbiamo liberato un'islamica" il tutto perché pare che la ragazza si sia convertita, a suo dire spontaneamente, alla religione mussulmana. Ora... stando a queste considerazioni, io non credo che Sallusti e Feltri abbiano inteso e compreso liberata nel senso proprio del termine: il fatto è che reag…

La Madre: pensieri e versi

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Una vita per una vita o anche per tante vite, quelle dei figli: una madre alla fine è giusto questo, oltre ogni stereotipo ed ogni speculazione. La madre ti ha nutrito prima col suo sangue, poi con la sua linfa, poi col suo affetto ed i suoi pensieri. La madre prima grande ed onnipotente, poi modello e metro di misura, poi ancora creatura fragile ed infine ricordo presente in una esistenza interna scolpita nei luoghi più profondi della mente. La madre è un'emozione forte, anche violenta che permane nel rapporto che riusciamo a stabilire con noi stessi: nei conflitti, nella rabbia come nella tenerezza e nel rispetto. Non tutto è buono, non tutto è in armonico equilibrio, non tutto è stato ed è amore.

Andiamo oltre: oltre le melense idealizzazioni che in realtà servono solo ad esibire l'animo nobile (o presunto tale) di chi l'esprime. Oltre i litigi, le rotture, le sottomissioni, le gelosie, le rabbie, oltre il desiderio di riabbracciarla anche solo per pochi istanti, anche s…

Sognando la primavera

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Anch'io sono uscita finalmente a vedere la primavera: il cielo è azzurro, il mare calmo e sono sbocciati i fiori di campo. Ho respirato a fronte mare e mi sono lasciata avvolgere e cullare dall'aria salmastra. Fa già molto caldo e tutto scorre in un modo strano in questo periodo: la gente è scesa in strada, ci sono bambini, famiglie e podisti, tanti podisti... non ricordavo di averne mai visti tanti. Il sole batte implacabile e ci andiamo scansando nell'incrociarci sulla strada tutti più o meno bardati con questo strano pezzo di stoffa che copre il viso, ma poi da queste cosiddette mascherine ecco spuntare nasoni con narici dilatate da fare invidia a Cirano de Bergerac: a che serve la mascherina se non copre il naso? Come lo fai capire alla gente? Niente da fare si sa: il fatto è che dà fastidio e lo so, io dietro le orecchie ormai ho le strisce rosse dell'elastico. In fondo sorrido: mi fanno tutti una certa tenerezza, giovani e anziani, ma... speriamo bene. Il respons…

Un anticorpo monoclonale contro il Covid-19

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Ancora una speranza di cura contro l'infezione da Covid-19 arriva oggi dalla ricerca scientifica con uno studio olandese che, stando ai risultati fino ad ora ottenuti in vitro, avrebbe individuato un anticorpo monoclonale umano capace di bloccare il sito molecolare che il virus usa per legarsi e quindi penetrare nelle cellule. La ricerca è stata svolta presso l'Università di Utrecht che ha pubblicato i risultati fin qui raggiunti su Nature Communications.

In estrema sintesi non si tratta in realtà di uno studio del tutto nuovo, né di un nuovo anticorpo, ma di un filone di ricerca che era stato sviluppato a suo tempo, negli anni 2002/03, per il trattamento della precedente epidemia da SARS CoV ma poi interrotto in seguito alla scomparsa spontanea di quell'agente patogeno. Ora la SARS CoV 2 (il Covid-19) appartiene a quella medesima famiglia di Coronavirus e l'anticorpo individuato per la precedente epidemia sembra funzionare (in vitro, n.d.r.) anche nel caso del CoV 2, b…