Una breve nota dell' Ansa informa che il giorno 8 luglio il papa Francesco si recherà a Lampedusa , soprattutto con l'intento di rendere onore alle vittime annegate nei viaggi della speranza intrapresi da migliaia di migranti clandestini che si arrischiano ad attraversare il mare per lo più in condizioni molto precarie, con natanti di fortuna, tanto da rimanere spesso vittime di naufragi. In molti di questi viaggi vi sono persone che perdono la vita, chi si salva forse continua a credere ed a conservare la speranza. Lampedusa è il confine del mondo occidentale di fronte alla costa africana , il primo sbarco della maggior parte dei migranti. Il papa getterà in mare una corona di fiori per gli annegati di questi viaggi disperati e dirà messa. Ha dichiarato che desidera rendere un tale omaggio perché gli è giunta voce di un recente naufragio nel quale hanno perso la vita alcune persone. Non può sfuggire a nessuno il fatto che la visita del papa giunga dopo gli atroci comment...
"Eri un pero e non producevi frutti: ora che sei santo, che miracoli potrai mai compiere?" Questa la traduzione in lingua italiana di quanto enunciato nel titolo: un proverbio che ho sentito ripetere e raccontare diverse volte da qualcuno dei nonni della mia famiglia. Ho cercato di capire se l'origine regionale del proverbio sia effettivamente nostrana, ma non ho trovato un granché. Io comunque l'ho sentito enunciare in dialetto napoletano e lo considero parte della mia cultura popolare. A proposito di antichi proverbi popolari, credo di avere già rilevato tempo addietro che nulla è più profondo e vicino alla realtà della vita quanto i proverbi popolari. I proverbi infatti, sono contraddittori ed incoerenti tra loro, come lo è la realtà della vita: anche voi avrete notato che esiste un proverbio per ogni circostanza ed uno anche per la situazione esattamente opposta, ma torniamo ora a quello che ho scelto oggi. Si tratta di un modo di dire derivato da una p...
Formarsi un'idea chiara di cosa si debba intendere per onestà intellettuale è diventato pressoché obbligatorio da alcuni anni a questa parte : da quando cioè la politica si è impadronita dei social media interattivi, sguinzagliando nel web squadre di influencer prezzolati con il compito preciso di condizionare l'opinione pubblica in funzione del proprio tornaconto elettorale. Essere capaci di discutere e di riconoscere le mistificazioni più grossolane, così come le tecniche usate nella discussione per denigrare l'interlocutore, travisare le affermazioni, deviare l'argomento ed altri sotterfugi del genere è divenuto praticamente un must dei nostri tempi proprio perché la correttezza è sconosciuta ai mercati ed a chi deve portare risultati misurabili in like, condivisioni e followers. In primo luogo vorrei chiarire che la persona intellettualmente onesta è quella che non abusa della propria eventuale superiorità culturale e dialettica per aver ragione ad ogni...
Sono un paio di giorni che continua a ripresentarsi alla mente questa famosa frase di Brecht : "Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati" Dovrò parlarne per liberarmene... non riesco a collocarla in un'opera specifica, ma si tratta di una di quelle frasi, riprese spesso in occasioni e fatti di attualità diversi, ed in merito alla quale sono stati scritti fiumi di parole. Anche questa mia riflessione probabilmente è stimolata da qualcosa che ho sentito in giro, dunque, vediamo: cosa vuol dire dalla parte del torto ? Ecco: la parte del torto è quella dei diseredati, quella di coloro che non hanno voce o la cui voce non viene ascoltata. Allora perché non dire dalla parte degli ultimi e dei miseri, visto che, sul piano logico non è affatto escluso che essi possano avere ragione e che anzi, di fatto, ce l'abbiano avuta in tante occasioni? Certo sul piano logico è così, ma sul piano storico e su quello di realtà...
Il mondo è esattamente ciò che ciascuno si immagina che sia: questa la traduzione letterale del vecchio adagio partenopeo "O munn è comm un so fà 'ncapa" o ancora se lo preferite, la vita è un sogno. Forse a qualcuno può sembrare un paradosso: la realtà esiste, voi mi direte, aggrappandovi convulsamente al bracciolo di legno della vostra poltroncina per tastarne la materia ed assicurarvi che esso sia reale. Cosa volete che vi dica? C'è chi ci crede a questa storia della realtà, anche se da un punto di vista filosofico il noumeno , la cosa in sé , per intenderci, quella che stando ad Immanuel Kant, dovrebbe essere senza bisogno di farne esperienza, in realtà esiste solo nella mente (come volevasi dimostrare) a differenza del fenomeno , che è il bracciolo al quale vi state convulsamente attaccando e che come tutti sappiamo corrisponde alla integrazione percettiva visiva, tattile, etc. insomma un oggetto che solo voi percepite così, con quelle dimensioni, quella co...
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