Eccomi di ritorno con uno degli antichi modi di dire, ovvero aforismi napoletani tra i più diffusi: "A mamm de sciem è semp prena" tradotto alla lettera sta a significare: "La madre degli sciocchi è sempre incinta". Si tratta di donne oltremodo prolifiche infatti, come può accorgersi chiunque si guardi intorno. In senso generale questa piccola perla di saggezza ci dice che tra le persone che ci circondano, gli stupidi sono la maggioranza: nulla di più facile che incontrare un imbecille. So che molti di voi sono d'accordo, forse quella che è meno d'accordo di tutti sono proprio io, in quanto portata a tollerare ed a sforzarmi di comprendere le motivazioni dell'altro, anzi a tacciare come presuntuoso qualsiasi giudizio di valore che investa una persona nel suo complesso: può essere corretto stigmatizzare comportamenti, ma non persone, almeno questo è quello che penso di solito. Eppure a volte accadono cose che riescono a farti ricredere ed a rivede...
Il mondo è esattamente ciò che ciascuno si immagina che sia: questa la traduzione letterale del vecchio adagio partenopeo "O munn è comm un so fà 'ncapa" o ancora se lo preferite, la vita è un sogno. Forse a qualcuno può sembrare un paradosso: la realtà esiste, voi mi direte, aggrappandovi convulsamente al bracciolo di legno della vostra poltroncina per tastarne la materia ed assicurarvi che esso sia reale. Cosa volete che vi dica? C'è chi ci crede a questa storia della realtà, anche se da un punto di vista filosofico il noumeno , la cosa in sé , per intenderci, quella che stando ad Immanuel Kant, dovrebbe essere senza bisogno di farne esperienza, in realtà esiste solo nella mente (come volevasi dimostrare) a differenza del fenomeno , che è il bracciolo al quale vi state convulsamente attaccando e che come tutti sappiamo corrisponde alla integrazione percettiva visiva, tattile, etc. insomma un oggetto che solo voi percepite così, con quelle dimensioni, quella co...
"Eri un pero e non producevi frutti: ora che sei santo, che miracoli potrai mai compiere?" Questa la traduzione in lingua italiana di quanto enunciato nel titolo: un proverbio che ho sentito ripetere e raccontare diverse volte da qualcuno dei nonni della mia famiglia. Ho cercato di capire se l'origine regionale del proverbio sia effettivamente nostrana, ma non ho trovato un granché. Io comunque l'ho sentito enunciare in dialetto napoletano e lo considero parte della mia cultura popolare. A proposito di antichi proverbi popolari, credo di avere già rilevato tempo addietro che nulla è più profondo e vicino alla realtà della vita quanto i proverbi popolari. I proverbi infatti, sono contraddittori ed incoerenti tra loro, come lo è la realtà della vita: anche voi avrete notato che esiste un proverbio per ogni circostanza ed uno anche per la situazione esattamente opposta, ma torniamo ora a quello che ho scelto oggi. Si tratta di un modo di dire derivato da una p...
Versi dimenticati in fondo ad un cassetto, impolverati, forse inutili... eppure ancora il respiro di un istante d'emozione... La sera Vapore fresco di pensieri nell'oceano silenzioso della sera, luccichio distante di piccoli luoghi, dove s'ama, si soffre, si dorme o si uccide. E la strada deserta che scandisce il rumore d'ogni rado passante, ogni tanto uno scroscio o una voce. Si esce o si torna e si parte...
La fame non è infettiva: riguarda per lo più "altre persone" , gente che non possiamo essere noi. Sono le persone del sud del mondo, quelle che vivono nei paesi cosiddetti in via di sviluppo, quelli depredati e sfruttati dalla nostra civiltà occidentale. Dunque si tratta di un fenomeno che non ci preoccupa perché non ce ne sentiamo coinvolti. Il meccanismo di solidarietà e compatimento (patire con) scatta quando riusciamo ad immedesimarci in una situazione, pensando che anche noi (privilegiati occidentali) potremmo esserne colpiti o trovarci a viverla: la fame no, non ci appartiene. La fame oggi miete 24.000 vittime al giorno, ripeto: 24.000 persone ogni giorno perdono la vita per mancanza di cibo , denutrizione e/o cause correlate alla malnutrizione cronica. I tre quarti di questi 24.000 individui sono bambini di età inferiore ai 5 anni ed è naturale: si tratta dei soggetti più vulnerabili e non in grado di procacciarsi il cibo autonomamente, sono 18.000 bambini ogni...
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