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Il "soprabito" della vergogna

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Ecco cosa viene proposto in India dal governo per proteggere le ragazze dalle aggressioni sessuali: indossare un "soprabito" per nascondersi (malgrado la divisa scolastica  già includa una giacca e si parli di una latitudine dove le temperature superano  i 30 gradi per quasi tutto l'anno) ed inoltre usare soltanto "autobus speciali" destinati esclusivamente alle studentesse. Insomma si ritiene che perseguire  forme di segregazione e ghettizzazione dovrebbe servire a proteggere le ragazze, come se la vergogna fosse quella di vedere una donna in giro per la strada, piuttosto che veder girare stupratori e pedofili a piede libero.

Le due giovani indiane morte per stupro del "branco"

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La stampa non ne ha trasmesso i nomi, probabilmente per una forma di delicatezza e rispetto del dolore delle loro famiglie. Non abbiamo i volti da ricordare. Su di loro è calato il velo della sofferenza e del rispetto che non hanno avuto da vive: l'onore della morte si esprime nel silenzio delle loro case. Ricostruiamo le storie con ordine, per ciò che siamo riusciti a saperne: il 27 dicembre muore suicida una ragazza di 17 anni: aveva subito uno stupro di gruppo il 13 novembre scorso ed aveva (coraggiosamente) denunciato l'accaduto; nessuno però era stato arrestato, ma in compenso la polizia continuava a tormentarla perché ritirasse la denuncia in cambio di denaro o, addirittura, di un matrimonio "riparatore" (e non occorre molta fantasia per immaginare cosa avrebbe potuto essere la sua vita tra maltrattamenti ed abusi di ogni genere, senza contare il disgusto e l'autonegazione assoluta, se mai la poveretta si fosse lasciata persuadere). Hanno continuato a tortu...