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"Ire piro e nun facive pere, mò ca si santo che miracule vuò fa'?". Un proverbio antico.

"Eri un pero e non producevi frutti: ora che sei santo, che miracoli potrai mai compiere?" Questa la traduzione in lingua italiana di quanto enunciato nel titolo: un proverbio che ho sentito ripetere e raccontare diverse volte da qualcuno dei nonni della mia famiglia. Ho cercato di capire se l'origine regionale del proverbio sia effettivamente nostrana, ma non ho trovato un granché. Io comunque l'ho sentito enunciare in dialetto napoletano e lo considero parte della mia cultura popolare. A proposito di antichi proverbi popolari, credo di avere già rilevato tempo addietro che nulla è più  profondo e vicino alla realtà della vita quanto i proverbi popolari. I proverbi infatti, sono contraddittori ed incoerenti tra loro, come lo è la realtà della vita: anche voi avrete notato che esiste un proverbio per ogni circostanza ed uno anche per la situazione esattamente opposta, ma torniamo ora a quello che ho scelto oggi. 

Si tratta di un modo di dire derivato da una parabola contadina: c'era un laborioso agricoltore che aveva nella sua terra un imponente albero di pere. Disgraziatamente però, l'albero ormai non dava frutti da parecchi anni e per questo motivo il contadino decise di disfarsene: lo fece abbattere e regalò il legno del tronco alla vicina parrocchia. Il tronco venne scolpito, lavorato ed intagliato fino a ricavarne la statua di un santo e la bella statua, verniciata e rifinita di fresco, venne condotta in processione dal parroco per le strade del paese. Tutti i compaesani che partecipavano alla cerimonia, pregavano ed invocavano il santo per impetrare le sue grazie, solo il nostro contadino, che per l'occasione sembrava saperla più lunga del parroco, andava mormorando tra sé: "Ire piro e nun facive pere, mò ca si santo che miracule vuò fa'?".

Quale significato contiene questa simpatica ed ironica parabola? Potremmo ipotizzarne almeno qualcuno, ma spero che tra i miei lettori vi sia chi sappia suggerirmene di nuovi ed inediti. Il proverbio infatti ha anche questa caratteristica: è sincretico come il sogno, nel senso che finisce per mescolare elementi e significati diversi, utilizzando simbolismi suscettibili di diverse interpretazioni. Bene, l'interpretazione più ovvia, quella a cui ho pensato più spesso, è la seguente: "Se non sei stato in grado di assolvere ai tuoi compiti, quando eri umile, come speri di avere successo in imprese più grandi?", che in senso lato potrebbe voler dire che chi non sa essere piccolo non saprà essere neanche grande.

Un'altro significato è quello suggerito dalla credulità popolare, disposta ad attaccarsi a qualsiasi cosa o persona, pur di idolatrare qualcuno che prometta di materializzare i loro desideri... e difatti al giorno d'oggi non mancano in giro i peri sterili, riverniciati a nuovo da sapienti campagne di marketing e che perciò possono contare su folte  folle di seguaci e fedeli, pronti a giurare sulla loro investitura divina! Ma mi fermo qui: non vorrei dire troppo.

Voi avete informazioni o suggerimenti da aggiungere?

Commenti

  1. Cara Sfinge, i nostri avi se ne sono andati e io loro giusti proverbi sono rimasti.
    buona serata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    Risposte
    1. Vero Tomaso; alcuni pensieri restano, volano di bocca in bocca e vengono tramandati nella tradizione orale, prima che scritta. Abbiamo ereditato la saggezza anche degli avi analfabeti, ma bui conoscitori della vita. Un caro saluto anche a te.

      Elimina
  2. Dalle esperienze vissute e consolidate nasce un proverbio. A volte ha una morale solda, altre è solo un luogo comune.
    Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco,
    Sembra una condanna, ma non lo è. Fare fuoco riscalda nelle giornate fredde.
    Il proverbio napoletano che hai raccontato mi sembra molto intelligente e la sua morale è filosofia sapiente.
    A me piace questo, scritto in forma edulcorata:

    "Tira di più un capello di donna che cento paia di buoi"

    Dolce notte Chaos.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah! Gus, monellaccio: la versione originale del tuo proverbio non si riferisce ai capelli che crescono sulla testa... sarebbe: "Tira più un pelo di f... che un paio di buoi all'aratro!" il che è indubbiamente una incontrovertibile verità. Notte Gus.

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  3. È un proverbio che non avevo mai sentito o forse ha tante variabili e quindi magari anche dalle mie parti si dice qualcosa di analogo, ma confesso la mia ignoranza in materia. Ciao Sfinge, il post è davvero interessante, buona serata.
    sinforosa

    RispondiElimina

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