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Non dimenticare


Ci sono cose che vorremmo dimenticare, cancellare dalla nostra mente ovvero rimuovere per dirla in linguaggio tecnico. Se lo si fa occasionalmente la cosa resta compatibile con i nostri equilibri, ma farlo sistematicamente invece, altera il nostro esame di realtà e la percezione che abbiamo di noi stessi. Per quanto dolorosa o conflittuale possa essere la memoria è necessario conservarla ed averne cura: comprendere, darsi spiegazioni, perdonarsi. L'alternativa è svanire sgretolandosi lentamente in attesa che la Parca recida il filo.

NON DIMENTICARE

Tu non dimenticare le risate e gli abbracci,

i nostri palloncini colorati

le fiabe della buona notte,

le corse in affanno,

la fatica ed i capricci.

Ricordati la rabbia,

la gioia di ritrovarsi

e quella lacrima

che non ho mai pianto.


Commenti

  1. Io scrivo proprio per paura di dimenticare tante cose. Con la mia memoria labile, tenere nota di quello che mi accade è l'unica soluzione. Perché no, non voglio dimenticare. Nel bene e nel male.

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    1. Ciao Claudia! Io anni addietro tenevo nota su un'agendina degli impegni e delle commissioni da svolgere quotidianamente: ora scrivo i promemoria sul cellulare. Tante cose comunque sfuggono, ma l'importante è ricordare ce persone e le cose che ci hanno dato emozioni nel bene e nel male come tu dici. Buona domenica.

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  2. Nel perdonarsi si corre un rischio. Abbiamo un mucchietto di errori da analizzare per arrivare a una spiegazione che permetta di perdonarci.
    Qual è il rischio? Tante altre cose fatte con la sicurezza che erano giuste, invece no, erano sbagliate e seguitiamo a farle.
    Chi stabilisce e separa l'errore dalla cosa giusta?

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    1. Mah, Gus, non saprei: intanto non sempre è necessario trovare spiegazioni, si può semplicemente accettare l'errore come tale con quel pizzico di umiltà che ispessisce il nostro essere umani. Certo, volendo è possibile ricostruire la concatenazione di eventi interiori ed esterni che ci ha indotti in errore, ma... è faticoso: nella successione dei fatti utili a darci una spiegazione potremmo riconoscere tanti altri errori, magari ad un livello superiore, cose che riguardano il nostro modo di percepire, reagire e gestire le emozioni ed i processi decisionali. Del resto quale attendibilità possiamo dare alle spiegazioni che siamo capaci di darci oggi? Quale funzione hanno se non quella di rendere accettabile a noi stessi quello sbaglio? E quanto quindi la nostra lettura del passato sarà condizionata da questo scopo? Quanto l'interpretazione di oggi è più veritiera di quella di ieri? Sono tutte domande senza risposta Gus. La semplice umiltà di accettare l'errore come tale tocca un livello superiore alla necessità di darsi spiegazioni: accettiamo i limiti, l'imperfezione, l'errore. Questo è quanto, poi se per par condicio l'accettiamo anche negli altri avremo scalato un altro gradino e, credimi, non è da tutti. Per quanto riguarda il separare l'errore dal giusto io prendo esempio dai neonati: quello che mi fa stare bene e diffonde benessere intorno a me è giusto, il resto è sbagliato, ma... tu hai anche perfettamente ragione: infatti non per questo io ho smesso di fumare! Siamo impenitenti ed incorreggibili Gus: questo è ciò che siamo.

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  3. Risposte
    1. Mai Cavaliere, soprattutto in questi tempi bui! Buona domenica anche a te!

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  4. Non per vantarmi, ma ho sbagliato tante volte che ora posso sbagliare ad occhi chiusi.
    Comunque si: meglio ricordare. Che le cose nel dimenticatoio non spariscono, stanno là a marcire.
    Meglio ricordare.
    Un abbraccio

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