500 pullman: per la guerra civile?

04/07/2013

Ieri il coordinatore del PDL, Sandro Bondi ha minacciato "forme di guerra civile" nel caso il Presidente Napolitano non eseguisse il diktat  di Berlusconi, espresso dopo la sentenza di condanna, ovvero "grazia" e "mani" sulla giustizia ovvero riforma della giustizia, secondo l'idea che ne ha Berlusconi, non si capisce se in senso immediatamente ritorsivo: questo non è stato esplicitato benché la suggestione sia forte in virtù della consecutio temporum.
Il Quirinale ha tacciato di "irresponsabilità" le dichiarazioni di Bondi, considerando "irricevibile" il ricatto del condannato.
Non contento Bondi oggi insiste: "nessuno mi zittisce".
La cosa non meraviglia: certo, se ci si sente in diritto di attaccare con tanta violenza la magistratura, perché non anche il Presidente della Repubblica?

Intanto il PDL ha organizzato un sit in davanti al palazzo Grazioli: pare che aspettino 500 pullman, ma saranno assenti i ministri del governo, dal che si intuisce che manca una precisa volontà di mettere in crisi questo governo.
Permane invece forte l'intenzione di screditare ed offendere le istituzioni e coloro che le rappresentano.
Resta da comprendere quali siano i limiti di tolleranza che Presidente, Premier in carica e Parlamento riusciranno a stabilire.

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