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IL FILO DI ARIANNA: secondo passo, fare ordine per fare spazio.

Ecco,  se ci siete riusciti, non dico già a ritagliare uno spazio per voi stessi, ma almeno a pensare che questo sia possibile, ora vi starete ponendo molte domande: piano! Proviamo a fare una cosa per volta.

(**)Non si può capire tutto in una volta, per essere sinceri, non si può capire tutto (e basta). In effetti non è necessario capire tutto: è sufficiente capire ciò che vi serve a stare bene.

Ora dobbiamo andare a cercare che fine ha fatto il vostro spazio e da cosa è rimasto ingombro ed occupato: ci comportiamo come se dovessimo riordinare il nostro vecchio ripostiglio (è da un po’ che l’avete abbandonato, eh?). È ovvio che quando si tirano fuori le cose per riordinare e si aprono scatoloni per selezionare ciò che è da conservare o da  buttare via si farà un bel po’ di disordine, perciò se oggi vi sentite affaticati e non siete in vena, non vi preoccupate, potete limitarvi solo ad  aprire il ripostiglio e buttare via senza pietà qualcosa di inutile che sicuramente vi sarà capitato di piazzare proprio davanti e sugli scaffali più bassi e comprimere in un angolo qualcos’altro a portata di mano. Non sono ammessi scrupoli in questa operazione: non venite a raccontarmi di quello che potrebbe sempre servire o di quello che può rovinarsi … Infine sarete riusciti a ricavare così un pezzettino per voi che starete molto attenti a non occupare più con nient’altro. Se avete adottato questa opzione, io vi suggerisco di utilizzare questo spazio per riposarvi e prendervi cura di voi stessi, così da recuperare un po’ di energie che potranno servire in seguito ed anche perché è così piacevole e valorizzante coccolarsi un po’!

In alternativa, se proprio preferite un lavoro più sistematico, evitate di crocifiggervi: buttare in mezzo alla casa scatoloni vecchi di decine d’anni ed aprirli tutti rischia di farvi solo sudare ed affannare per tutto il giorno, di stancarvi e mandarvi in confusione con correlati litigi coi vostri familiari e contorno di disgrazie varie. Vi conviene prima prefigurare l’ordine che volete dare e che sia più funzionale alle vostre esigenze, quindi dividere il ripostiglio in settori, svuotando ad esempio un solo scaffale per volta e riordinarlo man mano, avendo cura  di ammonticchiare in un angolino del pavimento del ripostiglio stesso ciò che in base al nuovo ordine, dovrà essere collocato in uno scaffale diverso. Vi accorgerete subito che ci sono molte cose che potete tranquillamente buttar via ed andando avanti vi si
dischiuderanno spazi insospettati.
Nel caso questa mia metafora, per così dire casalinga, non vi fosse abbastanza chiara proverò a spiegarmi altrimenti: iniziate ad occuparvi di voi stessi e cercate nella struttura del vostro quotidiano attuale di sfrondare qualcosa in modo da consentirvi di coltivare un vostro spazio individuale, svincolato da doveri ed aspettative presenti nel vostro contesto. Concedete qualcosa solo ed esclusivamente a voi stessi, qualcosa che vi piaccia e vi
gratifichi tanto da coinvolgervi ed assorbire il vostro interesse e la vostra  attenzione: può darsi che amiate leggere, ascoltare musica o fare ginnastica. Fatelo! Iniziate a pensare a voi stessi e chiedetevi cosa riesce a fugare il vostro malessere: sperimentate le situazioni in cui vi sentite tranquilli ed a vostro agio.
Se proprio non potete farne a meno ricercate la radice da cui i vostri malesseri derivano, ma fatevi poche illusioni: ciò che crederete di avere capito adesso non è da considerarsi molto più attendibile rispetto a ciò che credevate di aver capito in altri momenti. Cercate di ritenere le interpretazioni che risultano funzionali alle vostre esigenze di oggi.

Infine avrete compiuto il secondo passo quando avrete organizzato il vostro spazio individuale in modo da coltivare i vostri migliori talenti: dovete ancora scoprire voi stessi, come un gruzzolo annodato stretto in un fazzoletto, se avete abbastanza spazio e tempo per aprirlo scoprirete cose nuove di voi stessi ed alcune potrebbero piacervi …. Certo non tutte, ma di questo parleremo un’altra volta ….





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