La fanciulla del bosco

Questo post è dedicato alla mia amica Patricia ed alla sua simpatica iniziativa di luglio #insiemeraccontiamo11: si tratta, come qualcuno dei miei lettori ricorderà,  di un gioco di scrittura al quale partecipano diversi blogger amici, sviluppando un breve racconto da un incipit ideato dalla nostra comune amica. Ci ho provato, anche se il rispetto delle regole non è esattamente il mio punto di forza...

Incipit (di Patricia)
Odore di muschio. Di foglie in decomposizione. Nel bosco, sotto a quel guazzabuglio di querce olmi e acacie, alte da sembrare volerlo solleticare e spesso da oscurarlo, il cielo era sparito. Si chinò ad annusare lo stesso odore di allora quando....

Prosieguo storia (mio, ahimé oltre 400 parole...)
…insinuandosi in sordina tra le foglie battute dal vento ed i brusii indecifrabili che animano il bosco sul far della sera, le giunse la melodia ritmata, che annunciava solo ad orecchie allenate come le sue, il richiamo di tutte le streghe della zona per la cerimonia propiziatoria di inizio stagione.  Entrava la primavera, ma Rossana era concentrata sull’odore dei muschi e dei funghi nascosti sotto il tappeto di foglie disfatte e marce di pioggia. Doveva trovare alcune erbe medicinali che la nonna le aveva ordinato per curarsi dai crampi dolorosi che la costringevano a letto ormai da diversi giorni. Per la ragazza era la prima raccolta che faceva da sola: non voleva deludere l’unica persona cara che si fosse mai presa cura di lei. L’inquietudine dell’imbrunire, l’apprensione di non riuscire a trovare quanto necessario alla sua vecchietta, la preoccupazione per la salute della nonna ed ora anche il richiamo del sabba: aleggiando tutti insieme nel petto, queste cose finirono d'un tratto per coagularsi in un nodo alla gola che la soffocava. 

La nonna, benché vivesse da sempre ai margini del bosco e fosse un’esperta di erbe, veleni e medicamenti, come tutte le streghe, le aveva però sempre raccomandato di tenersi lontana dai riti che avvenivano nel bosco: la sapienza può essere usata per fare del male ed alcune streghe praticavano la magia nera ed uccidevano creature viventi per preparare le loro pozioni malvagie. La mente di Rossana correva febbrilmente dallo scopo della sua spedizione all'immagine della nonna che giaceva a letto, al tentativo di decifrare i sibili ed il rullio in sordina che giungevano dal bosco. Una fibrillazione confusa di paure, speranze, echi di voci l’aveva invasa tanto da non udire i passi leggeri alle sue spalle: una fanciulla dallo sguardo dolcissimo e dall’aspetto angelico le porgeva un cestino contenente tre tipi di erbe. 
      Stai cercando queste? – la interrogò con un sorriso soave.

Rossana ne fu terrorizzata: erano proprio le erbe che stava appunto cercando per la nonna, ma non era affatto certa di potersi fidare di una sconosciuta che le compariva davanti improvvisamente e proprio mentre si diffondeva nel bosco il richiamo del Sabba. Fuggi così precipitosamente da inciampare sul ciglio di un fosso e subito poi le venne in mente di calarvisi per nascondersi dalla creatura misteriosa. Fu appunto nel fossato che finalmente trovò quello che cercava, ma era ormai notte alta quando finalmente fece ritorno al suo casolare. La nonna non parlò e non si mosse: le sue membra erano abbandonate, pallide e gracili fra le lenzuola, sul volto un sorriso soave.

Commenti

  1. VA benissimo anche così! Non vorri mica che mi metta a contare le parole o le battute?????? Noooooooooooooo!!!
    Non sono così fisca,e. A volte sforo anch'io... ahahahah
    Molto bello! Gli insegnamenti della nonna sono serviti a Rossana anche se la nonna ha voluto controllare eh...
    Grazie SFinge!

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    1. Eh beh... il suo passaggio adolescenziale ;-)

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  2. E questa è davvero una fiaba! Secondo me però l'occasione di un bel sabba non andrebbe mai sprecata ;-)

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    1. La leggenda narra che facessero cose terribili di estrema perversione, un po' come i comunisti che mangiavano i bambini, queste si ungevano con grasso di bambino... poveri bambini.... sempre strumentalizzati!

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  3. Fiaba da brivido da raccontare ai più grandicelli nelle notti d'estate. Prendo nota... :))... Potrebbe anche essere un buono spunto per uno di quei romanzi fantasy che adesso vanno tanto...

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  4. Storia magica, grande atmosfera.
    Ottimo lavoro!

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