I medici di Taranto contro l'ILVA: "ogni giorno una diagnosi di tumore"

                                                                                                                                 07/04/2013

I medici in camice bianco in prima fila, insieme con le mamme che espongono cartelli raffiguranti i propri bambini oggi nel corteo di piazza Vittoria a Taranto, in vista dell'udienza del 9 aprile della Corte Costituzionale contro la legge 231/2012 che ha consentito il dissequestro e la ripresa dell'attività dello stabilimento ILVA, responsabile del mancato rispetto delle normative comunitarie sulla tutela dell'ambiente per il grave inquinamento prodotto.
Le motivazioni che giustificarono lo scorso anno l'emanazione della legge erano sostanzialmente di natura economica. Si ritenne che la produzione dell'acciaieria fosse irrinunciabile per l'interesse della nazione e  si disse anche che si voleva evitare il licenziamento dei lavoratori.
In effetti la popolazione risultò divisa nelle opinioni tra chi riteneva prioritario tutelare i posti di lavoro e chi invece salvaguardare la salute dei propri figli.

Oggi tutte le prime pagine dei giornali sono occupate dal dato emerso in base alle comunicazioni obbligatorie al Ministero del Lavoro, relativo ai licenziamenti dell'anno 2012 che risultano  in aumento ben del 14% rispetto al 2011. Una realtà drammatica, ove rapportata al rapido incremento della popolazione in situazione di povertà. Parliamo di oltre un milione di persone licenziate ... e delle loro famiglie.

Insomma per ciò che riguarda l'ILVA di Taranto pare che i cittadini siano stati lasciati liberi di scegliere se morire di tumore o di fame: il governo con la legge 231/2012 sembra abbia scelto per loro, anche perché in questo modo ha tutelato, non solo i posti di lavoro, ma (e probabilmente soprattutto) gli interessi della famiglia Riva che gestisce gli impianti.

Al corteo di questa mattina hanno partecipato circa 5.000 persone: gli ambientalisti, che si sono occupati della organizzazione, le  forze sindacali, i comuni cittadini, i medici del territorio e le madri.
I medici  sostengono che le patologie respiratorie in queste zone diventano sempre più gravi e colpiscono persone sempre più giovani: si tratta di malattie indotte dal grave inquinamento ambientale.
Paolo Ferrero, segretario del PRC  spiega che il loro intento è di tenere insieme il lavoro e l'ambiente, essendo queste le due aree da salvaguardare e che quindi bisogna: " (...) obbligare i Riva a tirare fuori i soldi che hanno guadagnato in questi anni ed a fare tutte le bonifiche e tutti gli interventi necessari"

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