Quattro anni dal terremoto dell'Aquila
05/04/2013

Il 6 aprile 2009, quattro anni fa, una violenta scossa di terremoto alle tre e mezza del mattino ha raso al suolo il centro storico dell'Aquila: oggi alla vigilia della celebrazione di quella catastrofe nella quale hanno perduto la vita 308 persone, il cuore della città non è ancora, neanche parzialmente ricostruito.
Tutti i lavori sono bloccati per mancanza di fondi e molti degli sfollati ancora non hanno un alloggio.
C'è chi continua a vivere negli alberghi, altri si sono allontanati e la città continua a spopolarsi.
Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, non ha usato mezzi termini nel fare appello al parlamento al quale chiede l'adozione di misure urgenti e lo stanziamento dei fondi necessari alla ripresa della ricostruzione:
"(...) che si tolga il tricolore e vada via il prefetto (...) che ci lasciassero morire in pace!"
Il senato ha osservato un minuto di silenzio per commemorare le vittime, ma evidentemente nella situazione attuale sono necessari soprattutto atti concreti, piuttosto che simbolici.
Il presidente della giunta regionale dell'Abbruzzo, Giovanni Chiodi, chiede al dimissionario governo Monti lo stanziamento di un miliardo di euro: solo una parte degli oltre sette miliardi che servirebbero nel giro dei prossimi nove anni per completare i lavori di ricostruzione della città.

Il 6 aprile 2009, quattro anni fa, una violenta scossa di terremoto alle tre e mezza del mattino ha raso al suolo il centro storico dell'Aquila: oggi alla vigilia della celebrazione di quella catastrofe nella quale hanno perduto la vita 308 persone, il cuore della città non è ancora, neanche parzialmente ricostruito.
Tutti i lavori sono bloccati per mancanza di fondi e molti degli sfollati ancora non hanno un alloggio.
C'è chi continua a vivere negli alberghi, altri si sono allontanati e la città continua a spopolarsi.
Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, non ha usato mezzi termini nel fare appello al parlamento al quale chiede l'adozione di misure urgenti e lo stanziamento dei fondi necessari alla ripresa della ricostruzione:
"(...) che si tolga il tricolore e vada via il prefetto (...) che ci lasciassero morire in pace!"
Il senato ha osservato un minuto di silenzio per commemorare le vittime, ma evidentemente nella situazione attuale sono necessari soprattutto atti concreti, piuttosto che simbolici.
Il presidente della giunta regionale dell'Abbruzzo, Giovanni Chiodi, chiede al dimissionario governo Monti lo stanziamento di un miliardo di euro: solo una parte degli oltre sette miliardi che servirebbero nel giro dei prossimi nove anni per completare i lavori di ricostruzione della città.
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