La follia delira con l'amore

26/04/2013

Per chi ci fosse capitato: prima di iniziare la lettura siete pregati di attenervi ad alcune semplici regole. In caso di trasgressione delle stesse si declina ogni responsabilità per le eventuali conseguenze.



Regola n° 1 
- Prima di attraversare la soglia, scardinate la porta, così da poter essere sicuri che non si richiuderà alle vostre spalle.

Regola n° 2

- Smettetela di prendervi sul serio: il gioco è l'attività più seria ed impegnativa che la specie umana sia in grado fino ad oggi di praticare.

Regola n°3

- Sminuzzate e mescolate insieme qualunque idea sia sopravvissuta nel vostro cervello e sospendete il giudizio.

Regola n° 4

- accomodatevi e prendetevela con calma.



A volte uno parla e parla (e farebbe meglio a tacere) magari crede di stare usando una metafora, con la tranquilla serenità che la Dea Ragione sa infonderci in quest’epoca di informatica e neoilluminismo ed ecco, zacchete! 
Arriva la coincidenza, la capacità di materializzare l’energia, di concretizzare lo psichico in fisico e nell’immediata contiguità, convertire, il razionale in magico. 
Vi fa paura il magico, vero? Nell’immediata associazione rimanda all’incontrollabile, alla follia e perfino alla perversione.
 Beh, non vi impressionate: non dispiacerebbe in fondo vivere in un mondo un po’ magico, che poi è un altro modo di dire “un mondo dove qualcosa può sfuggire al nostro controllo” (in questo mondo dove invece tutto passa due spanne  al di sopra delle nostre teste, piuttosto che di magia si parlerebbe di maleficio, ma voi non cadrete in questa trappola).
Da quando hanno scoperto il DNA è stato scientificamente provato che ciascun individuo è assolutamente unico ed irripetibile. 
Il  pessimista commenta: “la natura non commette due volte lo stesso errore”, ma  l’ottimista: “se ciò che è raro è prezioso, come definire ciò che è unico?” 


Ora il problema di oggi, vista la situazione, è dunque lo smaltimento dei rifiuti, ovvero della negatività incamerata durante i giorni della nostra vita.
Quanta ne possiamo contenere? Come la possiamo scaricare?  La capacità di contenimento è certo che varia secondo le persone: in alcuni è grandissima, in altri piccolissima, ma quale che essa sia, se non disponiamo di un buon sistema di smaltimento, il contenitore prima o poi si riempirà e comincerà a traboccare trasmettendo direttamente all’esterno nient’altro che la negatività di cui noi stessi siamo colmi.
Il procedimento corretto, come il nostro organismo ci insegna con la sua digestione, è una elaborazione che consenta di scindere gli elementi, selezionare ciò che è buono e/o utile ed assimilarlo, modificare ed eliminare ciò che è inutile o dannoso.

 Quando questo procedimento non riesce in modo completo, le parti negative intatte tendono a disporsi ai confini dello spazio interno, agli angoli, potremmo dire, dove possono restare nascoste per eludere i processi di elaborazione ed eliminazione, e quindi  da lì cominciare poi a funzionare come casse di risonanza e/o specchi che amplificano e moltiplicano tutto il negativo in ingresso, così può accadere che una piccola cosa occupi un grande spazio e/o che si riesca a dare importanza solo alle cose brutte. 
C’è perfino chi arriva a teorizzare una tale posizione, considerando ciò che è bello e piacevole futile e caduco …   gente seria ed austera, senza dubbio …

Sono questi i  nostri “demoni” nascosti nell’ombra (di quelli al sole ci occuperemo in un altro momento).
 Quando è potuto accadere che ci siano sfuggiti? Quando siamo stati così distratti, ingenui e  sprovveduti (come bambini)?

 La termodinamica si occupa di energia e, tra l’altro, postula  che ogni trasformazione di energia  comporti un aumento dell’entropia. Ora l’entropia è una forma degradata ed inutilizzabile di energia, ovvero quella quota non più convertibile in lavoro, cioè la confusione, o anche il ciarpame che ad ogni riordinata di ripostiglio buttiamo via (controllate sempre che non vi siano oggetti di valore, prima di buttare tutto nell'immondizia, non siate pigri!).
 Mantenere un elevato livello di organizzazione, come nel nostro organismo biologico, richiede dunque un considerevole consumo di energia proveniente dall’esterno (gli alimenti): cosa richiederà mantenere un elevato livello di organizzazione nel nostro organismo psicologico? 
Quali sono gli alimenti giusti e dove si acquistano, se non al supermercato? 
E’ chiaro, a questo punto, che non siamo autosufficienti, ma abbiamo bisogno di attingere risorse dall’esterno per evitare la confusione ed il deterioramento che sarebbero i prodotti di scarto di ogni operazione mentale e che quindi tenderebbero ad accumularsi con  il susseguirsi di tali operazioni.
La verità è che solo l'amore nutre la nostra mente: meglio perciò seguire il cuore che  non mente, mentre a ragionarci, come già ben sapevano i sofisti dell’antica civiltà greca e come sicuramente sanno tutti gli avvocati dei nostri tempi, si può sempre sostenere ogni cosa ed anche il suo contrario.

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