Settimana europea per la vaccinazione

24/04/2013

Dal 22 al 27 aprile, cioè in questi giorni, abbiamo la settimana europea della vaccinazione (European Immunization week) una campagna di sensibilizzazione in effetti mirata a diffondere e finanziare la pratica vaccinale anche nei paesi in via di sviluppo.
Ancora oggi ogni anno muoiono un milione e mezzo di bambini per malattie che possono essere prevenute con la vaccinazione.
Rimando agli schemi pubblicati da  Andrea Di Maria dell'Università di Genova per un elenco esaustivo dei vaccini disponibili ed un raffronto tra quelle che sono le complicanze e la mortalità registrate nelle malattie naturali rispetto alle reali complicanze (ove cioé sia scientificamente  ravvisabile il rapporto causa effetto) delle pratiche vaccinali.
Qui vorrei limitarmi solo ad alcuni esempi molto semplici, senza dilungarmi eccessivamente. In caso di epidemia di morbillo una delle complicazioni più gravi è l'encefalite che compare in un caso su mille nella malattia naturale, mentre l'encefalite paravaccinale (che pure esiste) compare in un caso su due milioni, sicché risultano nella stessa misura ridotte la mortalità e gli esiti invalidanti di questa complicanza. Questo vale in linea di principio per tutte le malattie che possono essere prevenute col vaccino: cambiano le cifre ed il tipo di complicanze, ma la realtà è che i vaccini hanno debellato quasi del tutto epidemie gravi come la poliomielite, ad esempio, e che il rischio di complicanze e la mortalità delle pratiche vaccinali sono trascurabili rispetto a quelle della malattia naturale.
Ovvio che i vaccini sono prodotti dalle case farmaceutiche (come gli antibiotici del resto) ovvio che possano esistere conflitti tra la finalità del guadagno e quella della salute: come per tutti i principi  medicinali l'uso deve essere appropriato, ma è sbagliato diffondere sfiducia e falsi allarmi nella popolazione.
Ormai da tempo il vaccino antivaiolo non viene più somministrato perché è scomparso il rischio reale  di malattia.
La polio è in via di scomparsa con solo 223 casi segnalati lo scorso anno.
Oggi, secondo i dati dell'OMS, ancora il 40% della mortalità infantile dovuta a malattie prevenibili col vaccino, è causata dal morbillo, seguito dall'hemofilus infuentiae, dalla pertosse e dal tetano.


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