Federico Aldrovandi: una storia che non ha fine.


28/03/2013

Ieri alcuni agenti di polizia hanno inscenato una manifestazione a Ferrara per protestare contro la mancata concessione degli arresti domiciliari ai quattro poliziotti che rimasero coinvolti nella morte del giovane Federico Aldrovandi nel 2005.
La cosa ha suscitato molte polemiche al punto che il Senato della Repubblica si è alzato in piedi per esprimere la propria solidarietà ai familiari della vittima.
Il problema è nato perché la manifestazione purtroppo si è svolta davanti al palazzo del Comune dove lavora la madre del ragazzo, la quale, accompagnata da un gruppetto di persone, è scesa a mostrare una foto del figlio morto.  Gli agenti si sono quindi allontanati, ma oggi la mamma di Federico ha querelato per diffamazione  Franco Maccari, il segretario del Coisp (il sindacato di polizia)  ed il senatore Alberto Balboni (Fratelli d'Italia) in quanto  ha ritenuto inaccettabile l'accusa di avere mostrato in questa circostanza una foto modificata del figlio morto.
Una polemica che dunque non accenna a concludersi.

Aveva 18 anni Federico, il 25 settembre del 2005, sono passati otto anni da allora: oggi ne avrebbe 26 se fosse ancora vivo.
Quella notte di otto anni fa era rimasto solo per strada, dicono stesse cercando di rientrare a casa, ma non stava bene: i testimoni raccontano che si trovasse in una grave situazione di agitazione psicomotoria e che abbia reagito aggressivamente contro la pattuglia di polizia che lo avvicinò, gli esami sul corpo hanno rivelato che il ragazzo aveva fatto uso di alcolici, ketamina ed eroina.
Lo stato di agitazione doveva evidentemente essere stato indotto dalle sostanze: si trovava a Ferrara, la sua città ed incontrò sulla sua strada una pattuglia di polizia.
Cosa sia realmente accaduto da quel momento in poi non è facile ricostruirlo: gli agenti dissero di essere stati aggrediti  senza apparente motivo e con violenza "a colpi di karate" tanto da dover chiedere il supporto di una seconda pattuglia che intervenne sul posto.
Due pattuglie, vale a dire quattro agenti di polizia, affrontarono il ragazzo in una colluttazione molto violenta, nel corso della quale Federico perse la vita.

Dopo tante perizie e controperizie fu infine accertato che la causa della morte di Federico fu dovuta ad una "anossia posturale" dovuta allo schiacciamento del torace al suolo durante la fase di immobilizzazione.

I quattro poliziotti sono stati condannati con  una sentenza definitiva della Corte di Cassazione il 21 giugno 2012 per omicidio colposo in quanto  responsabili di "eccesso nell'uso legittimo delle armi".
In Cassazione i familiari non si sono costituiti parte civile, avendo ricevuto le scuse dell'allora capo della polizia Antonio Manganelli (deceduto di recente, il 20 marzo).

Sarebbe fuori luogo in una vicenda del genere qualsiasi considerazione o commento: tutto ciò che si può dire da una parte e dall'altra rischia di essere un qualcosa che somiglia troppo ad una illazione condizionata da posizioni pregiudiziali.

La realtà è che è morto un ragazzo di 18 anni e che i suoi genitori hanno perso un figlio: comunque sia, almeno questa cosa merita rispetto.


Commenti

  1. Indubbiamente la famiglia Aldrovandi merita misericordia da parte di tutti, questo non lo nega nessuno. Come a nessuno farebbe piacere avere un figlio che beve o si droga perdendo ogni barlume di lucidità e alla prima occasione si scaglia contro i ragazzi delle Forze dell'Ordine. Purtroppo le cose sono andate come sono andate e nessuno può riportare in vita Federico. La madre dovrebbe cominciare a chiedersi dove ha sbagliato nell'educare il ragazzo, anziché prendersela con i nostri tutori dell'ordine, che probabilmente si saranno pure difesi oltre il consentito, ma sono stati attaccati, questo non bisogna mai scordarlo! Ancora oggi i nostri ragazzi continuano ad essere martellati dai media che pur di fare notizia fomentano gli animi di quanti in questo momento già sono mentalmente predisposti contro La Polizia. Tutto ciò è ipocrita e subdolo. Alla fine, le vere vittime di tutta questa vicenda sono i figli di questi nostri poliziotti, a cui nessuno ha pensato, vittime dell'arroganza e del falso giustizialismo che imperversa e che calpesta ogni dignità umana. Presto l'Italia, che già ha perso ogni senso morale, che seguita a condannare le vittime anziché gli aggressori, perderà anche quel poco di dignità che è rimasta... Io sono stato un Poliziotto, lo sono ancora e lo sarò sempre. Conosco bene questi balordi che si avventano contro di noi cercando di sopprimerci. Allora anch'io merito la galera, perché in quei momenti, sotto la divisa, l'essere umano ha pensato di difendersi ... ad ogni costo!!

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  2. Il ragazzo era in uno stato psichico alterato: con la pattuglia di rinforzo avrebbero dovuto chiamare il 118. Immagino che lo stato di agitazione fosse evidente. Col pronto soccorso psichiatrico sul posto tutti e soprattutto Federico sarebbero stati più tutelati e meglio aiutati. A parte questo, è andata come è andata e comunque se un figlio vive un disagio, questa è sicuramente una sofferenza per il genitore: che sia una colpa è da dimostrare. A parte questo ancora sui fatti accaduti quella notte possono sussistere dei dubbi, ma sulla insensibilità e la cattiveria dell'andare a presidiare sotto l'ufficio della madre credo che il beneficio del dubbio non ci possa essere. ERA UN RAGAZZO DI 18 ANNI, ERA SUO FIGLIO!! Magari aveva anche fatto la sua stupidaggine la festa del cavolo, ma avrebbe potuto crescere, capire che stava sbagliando e fare mille cose meravigliose della sua vita ... 18 anni, chi non ha fatto una stupidaggine a 18 anni? Torna a Surriento

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  5. Forse è meglio tornare su una terra meno canzoniera di "Surriento" e piantare bene i piedi sul suolo. Sul posto c'erano i miei colleghi ad operare, io non c'ero, ma so che hanno operato come meglio potevano. Il senno di poi è un'altra cosa ... Un ragazzo di 18 anni che potenzialmente poteva procurare al mondo 4 vedove e Dio solo sa quanti orfani, ragazzi, o bambini, cresciuti tra rinunce e sacrifici come solo gli operatori di Polizia sanno compiere. Anche loro avevano il diritto di vivere la loro vita accanto ai genitori, e a nessuno, nemmeno a un tossicodipendente 18enne è consentito. Per quanto riguarda la madre di Federico ... il suo dolore si è placato col ... denaro .... Per cui, non credo proprio che io meriti la tua morale, meglio conservarla per la signora ...

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  6. Abbi pazienza, e perdonami l'insistenza: 2 milioni, è la cifra che ha ricevuto la mamma di Federico. Quando viene ucciso un poliziotto, la vedova riceve 200 mila euro di risarcimento dallo stato che ha servito fedelmente. Per il sit-in del Sindacato, non ho idea per quale motivo abbiano scelto quella sede. Anche a me è parso "strano", ma nessuno ha chiesto loro il motivo di quella "stranezza", tutti a sparare contro, senza nemmeno chiedersi il perché ... Non trovi "strano" tutto ciò?...

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  7. Abbi pazienza, e perdonami l'insistenza: 2 milioni, è la cifra che ha ricevuto la mamma di Federico. Quando viene ucciso un poliziotto, la vedova riceve 200 mila euro di risarcimento dallo stato che ha servito fedelmente. Per il sit-in del Sindacato, non ho idea per quale motivo abbiano scelto quella sede. Anche a me è parso "strano", ma nessuno ha chiesto loro il motivo di quella "stranezza", tutti a sparare contro, senza nemmeno chiedersi il perché ... Non trovi "strano" tutto ciò?...

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  8. Allora, contrariamente a quello che tu puoi pensare, io non soffro di alcun pregiudizio contro le forze dell'ordine, anzi vivendo al sud, so bene che pregiudizi di questo genere possono essere fondati su di una diffusa mentalità camorristica che affonda le sue radici nella ostilità contro le istituzioni di un popolo dominato dallo straniero (Franza o Spagna, purché se magna ...). Io odio la camorra e rispetto le forze dell'ordine e le istituzioni. Va detto che nell'ambito di ciascuna categoria professionale esistono persone diverse per cultura, qualità umane e competenza nel proprio settore, ma a tutti, quali che siano le capacità, può accadere di sbagliare. La polizia non è infallibile, come non lo sono i medici, etc. Quando si sbaglia è bene riconoscere l'errore: Manganelli lo ha fatto.
    Contrariamente ad altre persone che non sanno di cosa si sta parlando, io ne ho visti di utenti in stato di agitazione psicomotoria ed ho perso un collega accoltellato improvvisamente e senza motivo apparente da un utente. Avevamo frequentato negli stessi corsi i primi anni di università: so di cosa stiamo parlando! So che in una colluttazione è questione di istanti e nessuno può prevederne l'esito. So anche però che gli infermieri, specie quelli ex manicomio, avevano una certa attitudine ad abusare talvolta dei mezzi di contenzione, erano in qualche modo avvallati da una mentalità tollerante in tal senso: si è combattuto per superare questa mentalità, noi operatori in prima linea abbiamo combattuto, non abbiamo difeso ad oltranza chi sbagliava! So anche che alcuni agenti di polizia hanno a loro volta una certa attitudine ad abusare dei mezzi di correzione, avvallati sempre da una mentalità tollerante: non posso affermare che questo sia avvenuto nel caso di Federico, io non c'ero, ma so che bisogna superare questa mentalità e lo dico e ci tengo proprio perché rispetto le forze dell'ordine. Non so se puoi comprendere la mia posizione: io ritengo che bisogna saper essere critici, questo è tutto.

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  9. Carissima Clara, consentimi di dire che ci deve essere un grosso equivoco. La morte (inutile) di un ragazzo ci pone tutti di fronte ad una presa di coscienza. Manganelli ha chesto scusa? Ebbene, anch'io chiedo scusa alla madre di Federico se ciò può lenire il suo dolore. Questo però non dà a nessuno il diritto di sottoporre ad una gogna mediatica gli Agenti operanti della Polizia di Stato che in quel momento stavano fronteggiando una aggressione. Il senno di poi ci dice come ci saremmo comportati noi ... basandoci magari su quanto scrive una stampa che è sempre stata faziosa nei nostri cofronti. Qui non c'entra più nulla l'errore, se di questo si può parlare. Qui la Polizia è costretta a difendersi dagli attacchi di persone che non aspira ad altro che mettere in cattiva luce la Polizia per poter fare i propri comodi. Ogni giorno abbiamo a che fare con la peggiore feccia, per proteggere Voi, la vostra libertà e la Nostra democrazia. Delinquenti di ogni specie e reati di ogni genere. Non sempre le cose vanno come vorremmo, ma al di là di ogni illazione, noi siamo uomini con i nostri pregi e difetti e sappiamo bene a quanti e quali rischi andiamo incontro, ma possiamo combattere e vincere tutto ... ma non i pregiudizi, quelli delle persone perbene ci fanno più male degli sputi che riceviamo ogni giorno da questa gentaglia.... Auguro alla Mamma di Federico e alle famiglie dei Poliziotti un serena Pasqua ... Lo auguro anche a te e a tutti ...

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  10. C'è qualcosa che mi sfugge in questa vicenda. Mi risulta che i poliziotti coinvolti siano stati condannati a 3 anni e 6 mesi per omicidio colposo, dopo un lungo e travagliato iter giudiziario. In base all'ultima sentenza del Tribunale di sorveglianza di Bologna 3 dei 4 agenti dovranno scontare la pena in carcere (nel frattempo 3 anni sono stati condonati per indulto). Si è trattata di una sentenza ingiusta? Federico Aldrovandi era davvero in grado, anche se sotto effetto di sostanze stupefacenti, di ammazzare 4 poliziotti, o poteva essere neutralizzato e bloccato senza che si arrivasse al suo decesso? Io non lo so, so però, e qui non si tratta di diffamazione, che la manifestazione di protesta organizzata dal COISP, il sindacato indipendente di polizia, si è tenuta proprio nell'area antistante al luogo in cui lavora la mamma del ragazzo morto (il quale, per inciso, non credo fosse un delinquente o un pericolo per la democrazia). Tutto ciò a che logica risponde? Si esprima pure solidarietà a dei colleghi ritenuti diffamati e ingiustamente condannati, ma è un comportamento umano e rispettoso de sentimenti altrui attaccare una madre che ha perso un figlio? Né mi sembra bello colpevolizzare la famiglia, o sminuirne il lutto, se lo stato ha concesso un risarcimento.

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  11. Sai cos'è Gennaro? Tu giustamente ti poni delle domande sul comportamento apparentemente "anomalo" del Sindacato di Polizia. Domande, però, a cui non cerchi di dare una risposta più profonda. Chiaramente è più facile colpevolizzare un atto che ci appare inconsulto, che rompe ogni logica e che ci pone verso una realtà che non ci piace. Noi ci convinciamo che chi veste una divisa non debba mai commettere alcun errore. Esseri perfetti non esistono, caro Gennaro. Noi siamo essere umani come voi e come voi, sotto stress, possiamo commettere qualche errore. Non sta a me dire se la sentenza sia stata ingiusta o meno, quei magistrati ne renderanno conto a nostro Signore. Se è scaturita da una loro iniziativa o è stato solo per "zittire" i media e i tanti contestatori. Se Federico era o no in grado di recare offesa fisica lo sanno solo i Poliziotti che hanno operato, i quali, se hanno agito duramente è perché si ritenevano in pericolo, ma sicuramente, non hanno mai avuto l'intenzione di causarne la morte. Come ti dicevo, tu ti sei posto delle domande sul comportamento del Sindacato, ma non te ne poni sul comportamento assunto da Federico. Certo, nessuno ha intenzione di profanare la memoria di un morto, ma sarebbe ora di cominciare a dire a questi ragazzi che è sbagliato inveire contro delle persone solo perché rappresentano una istituzione che non ci "piace". Solo in questo modo possiamo salvare altri giovani ed evitare che ragazzi in divisa cadano vittime di questi attacchi mediatici, come troppo spesso sta avvenendo grazie anche al silenzio di tutti noi. Dobbiamo avere il coraggio di dire che Federico ha sbagliato ... questo non vuol dire infangare la sua memoria, vuol dire salvare altri giovani come lui nonché ragazzi delle Forze dell'Ordine da una recrudescenza che vede come uniche vittime le famiglie di tutte e due le parti. Infine, non ho citato il risarcimento per colpevolizzare la famiglia ... si discute, altrimenti si va solo a senso unico. Se mi sono permesso di dire tante cose è perché ho reputato che qui si poteva discutere con serenità ... se in qualche modo ho urtato la sensibilità di qualcuno, allora non mi esimo dal chiedere sommessamente scusa.

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  12. Discutere e confrontarsi è fondamentale ed aiuta ad entrare nei panni dell'altro e ad ampliare i nostri orizzonti mentali ed emozionali: per questo, a prescindere da ciò che posso o meno condividere, desidero ringraziare per il contributo di riflessione che mi viene offerto.
    A questo punto spero che, pur restando ciascuno fondamentalmente nella sua posizione, qualcosa sia riuscito a circolare fra noi: soprattutto qualcosa che ci permetta di sentire e di ascoltare più profondamente il dolore di questa terribile vicenda, a saperlo tenere dentro ed elaborarlo, anziché limitarsi a rigurgitarlo sugli altri sotto forma di rabbia ...
    A volte il dolore bisogna anche semplicemente accettare di viverlo, perché questo è l'unico modo per riuscire ad andare oltre.

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  13. Discutere e confrontarsi è fondamentale ed aiuta ad entrare nei panni dell'altro e ad ampliare i nostri orizzonti mentali ed emozionali: per questo, a prescindere da ciò che posso o meno condividere, desidero ringraziare per il contributo di riflessione che mi viene offerto.
    A questo punto spero che, pur restando ciascuno fondamentalmente nella sua posizione, qualcosa sia riuscito a circolare fra noi: soprattutto qualcosa che ci permetta di sentire e di ascoltare più profondamente il dolore di questa terribile vicenda, a saperlo tenere dentro ed elaborarlo, anziché limitarsi a rigurgitarlo sugli altri sotto forma di rabbia ...
    A volte il dolore bisogna anche semplicemente accettare di viverlo, perché questo è l'unico modo per riuscire ad andare oltre.

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