Cono o coppetta?

A chi non piace un bel gelato? Lo so, sta per venire il maltempo, ma il gelato, quando è buono è buono anche sott'acqua: qui da noi si fanno gelati eccezionali, che a dire il vero non ho mangiato in nessun altra città.
Diciamo che si difendono con onore alcune gelaterie di Sorrento, ma non tutte sia chiaro!
Io preferisco il gelato alla frutta, quello di vera frutta: un paio di gusti con un goccio di panna.
Quando voi lo ordinate al banco, il gelataio cortese, sempre vi domanda: - cono o coppetta? 
Si perché lui il gelato può metterlo nella coppetta di carta e servirvelo col cucchiaino di plastica oppure nel cono biscottato.
Di coni ne esistono diverse varietà: pralinati, rivestiti di cioccolato e via dicendo.
Ora io non so voi cosa ordinate abitualmente: di solito chi ha paura di sporcarsi chiede la coppetta, viceversa chi ama il biscotto e (perché negarlo?) la voluttà primitiva di accostare direttamente la bocca al dolce nutrimento, piuttosto che adoperare utensili di discutibile qualità, preferisce il cono.

Oggi sono venuta a sapere (nientepopodimeno che dai giornali) che il nostro ministro, Marianna Madia, anzi ministra per la pubblica amministrazione, preferisce il cono.
Cosa preferisco io non ve lo dico anche perché dubito possa interessarvi (l'informazione è irrilevante per quanto mi riguarda) ma sono disposta a rivelarvi che il gelato mi piace (tanto).
A me per la verità non interessava molto nemmeno conoscere la predilezione del ministro.

Pare d'aver capito che la malcapitata (Madia) sia stata colta in flagranza di reato mentre leccava un cono gelato  prontamente paparazzata e pubblicata in copertina sulla rivista Chi, a cura delle edizioni berlusconiane, che di proprio hanno aggiunto un titoletto (sguaiatamente) allusivo.
Pare anche che la cosa sia da intendersi come vendetta trasversale (cono per calippo) seguita alla pubblicazione su Oggi delle immagini della Pascale (la fidanzata di Berlusconi, ndr) che però si era fatta riprendere apposta per essere trasmessa in televisione  mentre gustava voluttuosamente un calippo (le avranno fatto firmare il consenso informato per il calippo? L'avranno pagata abbastanza? Ah... Saperlo).
Per la Pascale si è certo trattato di un errore di gioventù,  succhiare il calippo con fare seduttivo ed ammiccante per farsi pure riprendere ed essere trasmessa in televisione: queste cose non le fai (più) se il tuo fidanzato la televisione te la compra tutta intera, completa di staff ed attrezzature.
Ma invece la Madia (tapina) non aveva prestato alcun consenso e si voleva solo mangiare il gelato in santa pace: diciamolo pure era un suo momento di intimità personale condivisibile solo col gelato, anche se mi spiace per lei, ma dalle parti sue mi pare che i gelati non li facciano così buoni come da noi...

Bando alle chiacchiere: una clamorosa mancanza di rispetto ad una figura istituzionale e ancora non sappiamo cosa potrebbe accadere se dovesse capitarle di  indossare calzini spaiati!!
Voi come rimediereste ad un disastro del genere? Coppetta? Mini burqa per sipario al vostro personale dialogo col gelato?
Insomma alla fine per mettere fine allo scandalo è intervenuto l'ordine dei giornalisti della Lombardia per sanzionare Signorini, il direttore del settimanale Chi, reo della pubblicazione, in violazione della privacy e contraria alla deontologia della professione...


Commenti

  1. Il mio pensiero ora come ora è che il direttore Signorini deve assumersi le sue responsabilità come direttore e senza cercare giustificazioni che ora non servono a molto per non dire a nulla lasci libera la sedia di leader della testata giornalistica... un editore che si rispetti deve avere anche un direttore che possa essere un giudice imparziale e non sia il primo a commettere sbagli oltretutto questa è piu una negligenza deontologica e neanche tanto velata oltre che voluta, un direttore deve fare da filtro sulle informazioni errate che posson recare danno ai personaggi intervistati e come in questo caso ledere l'immagine della testata stessa o del gruppo editoriale nel caso di "Chi" come di altri giornati che sono prodotti da un gruppo editoriale.

    Ovviamente queste son solo considerazioni con rispetto

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  2. Buongiorno Davide: si, temo ci sia ben poco di deontologico nella condotta del settimanale in questione, ma qui in Italia si usano poco le dimissioni... temo anzi che tutto questo polverone si traduca semplicemente in tanta pubblicità!

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  3. Ciao Clara, non so dove vivi ma in quanto a gelato e granite anche dalle mie parti non si scherza, soprattutto quando si tratta di alcune gelaterie in particolare. Vero che nelle altre città soffro parecchio...
    Per quanto riguarda la "ministra", be' credo che la cosa migliore che potesse fare sia quella che ha fatto e cioè dire che quelle foto si commentano da sole e magari riderci su. Il problema è che viviamo in una società dove pure mangiare un gelato può creare un malinteso (l'ultima volta che ho mangiato un Calippo, che da piccina adoravo, ho finito con il buttarlo senza finirlo perché mi sono sentita in imbarazzo; da allora mai più comprato).
    Per quanto riguarda Signorini stenderei direttamente un velo pietoso, ricordandomi perché non ho mai amato questo tipo di giornali....
    Un abbraccio

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    Risposte
    1. Ciao Poiana, in effetti nella nostra civiltà, anche camminare per strada può essere talvolta imbarazzante per una donna, specie se giovane e malgrado l'abbigliamento modesto ... Signorini... in effetti si nasce, non resta che parafrasare Totò ;-)

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  4. Ciao Clara, non so dove vivi ma in quanto a gelato e granite anche dalle mie parti non si scherza, soprattutto quando si tratta di alcune gelaterie in particolare. Vero che nelle altre città soffro parecchio...
    Per quanto riguarda la "ministra", be' credo che la cosa migliore che potesse fare sia quella che ha fatto e cioè dire che quelle foto si commentano da sole e magari riderci su. Il problema è che viviamo in una società dove pure mangiare un gelato può creare un malinteso (l'ultima volta che ho mangiato un Calippo, che da piccina adoravo, ho finito con il buttarlo senza finirlo perché mi sono sentita in imbarazzo; da allora mai più comprato).
    Per quanto riguarda Signorini stenderei direttamente un velo pietoso, ricordandomi perché non ho mai amato questo tipo di giornali....
    Un abbraccio

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