Abusi sessuali in carcere: due agenti agli arresti

Nel carcere di Modica in provincia di Ragusa sono stati arrestati due agenti di polizia penitenziaria che da tempo abusavano di giovani detenuti di nazionalità straniera.
Le violenze si sono svolte tra il mese di marzo 2012 ed il maggio di quest'anno, gli agenti incriminati costringevano i giovani a subire pratiche sessuali di vario tipo minacciando in caso di rifiuto di rovinarli nascondendogli droghe in cella ed accusandoli quindi di spaccio, in alcuni casi i ragazzi venivano "pagati" con dosi di erba, sigarette o altro. La situazione è stata denunciata dalla stessa amministrazione carceraria, dopodiché sono state avviate le indagini del caso che hanno condotto all'arresto dei responsabili.
I due agenti  si trovano ora agli arresti domiciliari accusati di concussione, abusi sessuali e spaccio di stupefacenti.

Si tratta, è ovvio, di due "pecore nere" che non si sa come siano riusciti a superare i test attitudinali per indossare la divisa di agente penitenziario: nessuno vuol credere che abusi, violenze e vessazioni di vario genere siano una prassi istituzionale nelle carceri e tuttavia almeno una riflessione bisogna riuscire a farla.
Non sappiamo di cosa fossero accusati e per quale motivo fossero detenuti i giovani che sono rimasti vittime delle violenze, ma quel che possiamo dedurre al di là di ogni dubbio, è che chiunque fossero prima di varcare la soglia della prigione, questi ragazzi dopo la "formativa" esperienza di detenzione che hanno vissuto, resteranno segnati per sempre e nessuno si stupisca se diffideranno delle istituzioni e delle forze dell'ordine.
L'altra considerazione indispensabile è che maltrattamenti e violenze sono tutto sommato abbastanza frequenti non solo nelle carceri, ma anche in tutte le forme di cosiddetta "Istituzione totale": erano all'ordine del giorno nei manicomi, quando i manicomi esistevano, ed oggi se ne sente spesso parlare a proposito di centri residenziali o di ricovero per anziani e/o disabili.

La presenza di personalità psicopatologiche all'interno di qualsivoglia categoria lavorativa o professionale possiamo ritenerla pressoché una certezza, al massimo, se la cosa interessa, potremmo calcolarne le percentuali di prevalenza per categoria ed è evidente che le strutture chiuse con le caratteristiche di Istituzione totale funzionano da contesti "favorevoli" capaci di slatentizzare le pulsioni perverse con passaggio all'atto. Si tratta infatti di situazioni in cui la designazione dell'ospite come delinquente,  folle o incapace e viceversa la definizione di assistenti e/o sorveglianti come ruoli affidabili crea una asimmetria vertiginosa tra le persone coinvolte rendendo di fatto le seconde pressoché onnipotenti rispetto alle prime.
In altre parole questo tipo di organizzazione non tutela i soggetti fragili dagli abusi (inevitabili) da parte della percentuale di personalità psicopatologiche presenti nella categoria professionale degli assistenti:
la tutela è quindi un problema di organizzazione strutturale!

Già è molto che qualcosa arrivi alle cronache di tanto in tanto, il penoso sospetto è che purtroppo si tratti della punta di un iceberg. Il 26 giugno a Roma è in programma un incontro sul tema dell'introduzione del reato di tortura in Italia: l'evento si svolgerà nella sala delle conferenze Fondazione Basso in via della Dogana Vecchia. Non a caso l'evento è sponsorizzato dall'associazione Antigone.



Commenti

  1. Devo dire che ciò che sto sentendo in questi ultimi decenni sulle nuove leve "assunte per concorso" (non più arruolamento di leva) nelle Forze Armate, mi lascia alquanto basito. Purtroppo, fare la vita militare dura di un tempo sarebbe oggi anacronistico, e poi, parliamoci chiaro, nessun giovane passerebbe i test se gli esaminatori fossero severi come una volta. Ovviamente questo non vuol dire che i ragazzi di prima erano migliori di questi di adesso, solo, meno "viziati". Una cosa però è certa, ci sono cose che non è permesso fare impunemente quando si indossa una Divisa. Ai miei tempi queste persone sarebbero state congedate con disonore e cacciati via dal Corpo in cui appartenevano, e non avrebbero trovato mica tanto facilmente una persona disposta ad assumerli per un posto di lavoro di qualsiasi natura... Ma oggi tutti hanno diritto a vivere una vita dignitosa... meno che la brava gente... Ciao Clara, grazie per non esserti accanita contro le Forze dell'Ordine, che già provano vergogna di loro a causa di questi eventi...

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    1. Ciao Jennaro! Grazie del contributo che come sempre mi offri: il mio discorso è chiaro, le mele marce ci sono dappertutto, si tratta di elaborare sistemi organizzativi che non gli permettano di fare i propri comodi e che li individuino subito e questo in tutte le istituzioni, la cosa non riguarda solo le divise (magari loro soprattutto, visto che svolgono un lavoro di enorme responsabilità)
      Notte! :-)

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  2. Ciao Jennaro! Grazie del contributo che come sempre mi offri: il mio discorso è chiaro, le mele marce ci sono dappertutto, si tratta di elaborare sistemi organizzativi che non gli permettano di fare i propri comodi e che li individuino subito e questo in tutte le istituzioni, la cosa non riguarda solo le divise (magari loro soprattutto, visto che svolgono un lavoro di enorme responsabilità)
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