Lo sviluppo sostenibile per guarire le ferite della casa comune

In un periodo storico profondamente segnato dal declino dei valori e da una lenta decadenza della chiesa cattolica contestuale alla atea modernità degli ultimi anni, la voce nuova e fresca di Papa Francesco continua a stupirmi. 

 

Il Santo Pontefice riesce a coniugare con estrema semplicità temi che se a prima vista potrebbero sembrare distanti sono invece strettamente correlati... non più solo dottrina, non più noiosi sermoni che solo chi è avvezzo alla catechesi può apprezzare e capire, ma argomenti veri e attuali: Francesco parla di ambiente, parla di lavoro, parla di diritti e di doveri dei cittadini del mondo. 

 


L'enciclica appena pubblicata rappresenta un compendio del suo pensiero e nello stesso tempo una guida per quanti vogliono contribuire alla salvaguardia della casa comune.

Ecco quindi ribattezzato il "creato", non semplicemente un luogo donato da Dio agli uomini ma la casa comune che tutti abbiamo il dovere di salvaguardare e proteggere.

"Quando l’essere umano pone sé stesso al centro, finisce per dare priorità assoluta ai suoi interessi contingenti, e tutto il resto diventa relativo": è questa la tremenda superficialità che minaccia non solo l'identità cristiana, ma l'intero nostro pianeta.

L'ambiente naturale e l'ambiente sociale sono ormai segnati da profonde ferite causate dall'uomo convinto che la sua libertà non debba avere limiti e citando i suoi predecessori Papa Francesco parla di peccati contro la creazione. Nell'encicla non manca però la soluzione ai problemi e la speranza racchiuse nell'esortazione a cambiare le nostre abitudini, nel passare dal consumismo alla condivisione, dallo spreco al sacrificio, dall'avidità alla generosità.

L'appello di Papa Francesco rappresenta un incoraggiamento accorato per tutte le comunità ambientaliste del pianeta e nello stesso tempo un forte appello agli uomini invitati a perseguire uno sviluppo sostenibile e integrale che guarisca le ferite dell'ambiente naturale e sociale.


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