9 morti nel rovesciamento di un barcone di migranti

Un barcone capovolto: 9 cadaveri recuperati, 144 tratti in salvo, difficile stabilire, come sempre, l'esistenza di dispersi. Non si ferma la strage del mare: il naufragio è avvenuto al largo delle coste libiche, circa 80 miglia ed i soccorsi sono stati prestati dalla guardia costiera italiana, mentre le persone tratte in salvo sono state trasferite su una nave militare. Si parla di oltre 5.000 migranti messi in salvo negli ultimi 3 giorni, dal 10 aprile e di 15.000 dall'inizio dell'anno.
Nelle operazioni di soccorso vengono coinvolti guardia costiera, marina militare e navi mercantili: un esodo continuo, inarrestabile ed una impresa titanica per la nostra marina, al momento ancora sostenuta anche con i fondi europei della operazione Triton.
Il problema maggiore è individuare e fermare la rete delinquenziale sottesa a questi sbarchi, che sotto diversi aspetti assumono sempre più distintamente le connotazioni di un traffico di esseri umani: chi sale su un gommone sa di star rischiando la vita, di certo è in fuga dalle guerre, dalle persecuzioni e dalla fame, ma quanti salgono davvero spontaneamente su gommoni e barconi assolutamente privi di qualunque sicurezza?
E quanto costa un viaggio, quanto paga ogni singolo migrante per rischiare di annegare in questo cimitero del mare?



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