Giudizio, colpa ed espiazione

30/07/2013



Ebbene si: voglio parlarvi del senso di colpa, perché sull'argomento ultimamente circolano messaggi un tantino criptati: io dedico il post ad una mia amica, che forse me ne aveva dedicato, a sua volta, uno sull'argomento o forse voleva comunicarmi qualcosa in merito e pertanto è stata punita.
Non è escluso che io voglia dedicarglielo perché me ne sento in colpa, nel  qual caso tuttavia non sarebbero comunque affari vostri, miei cari, ipotetici, nonché sconosciuti lettori! E se vi sentite curiosi, peggio per voi: la curiosità inappropriata è un demerito e pertanto sanzionabile!
Che dire? Restiamo in argomento: se c'è colpa deve esserci punizione ...

Tranquilli: conosco la tematica, l'ho studiata, sviscerata fin nelle sue pieghe più recondite, vissuta, affrontata, elaborata e quant'altro se ne voglia dire! Sarà per questo probabilmente che non ho nessuna voglia di parlarne sul serio: preferirei parlarne ridendo, andando un pò sopra le righe, poi però alcune cose sono serie per forza.
Bene, facciamo così: voi oggi vi arrangiate, dovrete arrivarci da soli a capire se sto scherzando o quando invece dico sul serio e se non ce la fate, tenetevi il dubbio che coltivare qualche dubbio talvolta aiuta a limare il senso critico e renderlo affilato e tagliente, caratteristica che può tornare di grande utilità, specie se avete dei nemici.

Ma come dice il saggio: se hai un nemico non andarlo a cercare, siediti sulla sponda del fiume ed aspetta, vedrai passare il suo cadavere (antico proverbio cinese).
Ora voi mi direte che sto andando fuori tema: è vero, avete ragione, ma sappiate che avere ragione il più delle volte non serve ad un bel niente! Ammesso che abbiate ragione, se non avete i mezzi e le capacità per far valere le vostre ragioni, resterete dei poveri mentecatti che urlano alla luna, istericamente cose prive di senso o che, comunque, verranno passate per tali. 

"I cani urlano alla luna e intanto la carovana passa" e voi volete sapere questo cosa c'entra, lo so: è una roba che trovai in una enciclopedia per ragazzi da bambina e faceva parte di un test.
Bisognava decodificare il significato metaforico di alcuni proverbi e luoghi comuni, tra gli altri item, naturalmente, sicché vi sfido ad interpretare questo.

Insomma bando alle chiacchiere: la prima cosa di cui dobbiamo avere il coraggio di prendere atto è che il senso di colpa, per quanto possa essere per noi fonte di sofferenza, non è affatto una cosa negativa o sbagliata in sé.
Per essere precisi è l'assenza del senso di colpa la cosa che possiamo considerare indice di psicopatologia: l'assenza di senso di colpa si riscontra infatti nei disturbi antisociali di personalità, in alcune organizzazioni border line ed in alcuni tipi di perversione ...
Già vi sento piangere, allora voi mi direte: dobbiamo soffrire per forza?
Ecco, quando dico di affinare il senso critico! Scusate: qualcuno di voi potrebbe sostenere che il cibo è una cosa cattiva in sé, solo perché esistono gli obesi, i diabetici ed i malati di fegato? Il cibo non è cattivo in sé: tutto dipende da quale cibo, quando, come ed in quale quantità, noi usiamo per nutrirci.
Qualcuno di noi vorrà sostenere che il senso di colpa è una cosa cattiva in sé solo perché esistono i rigidi ed i depressi? Spero proprio di no!
Il problema è altrove e mi sa che se vogliamo perseguire un sano equilibrio, ci conviene capire dove ...

Da cosa viene generato il senso di colpa? Potremmo dire: la normativa etica interiorizzata e/o la struttura superegoica e/o l'imprinting educativo ricevuto e/o i modelli di identificazione di riferimento e/o il substrato emozionale che è alla base della nostra empatia sociale.
Sia chiaro: ciascuna di queste locuzioni contiene sfumature ed aree sue proprie e differenti dalle altre, ma in linea di massima esse si fondano anche su di un'ampia base che funziona da comune denominatore e pertanto scegliete pure tra esse il linguaggio che meglio calza con la vostra cultura e di qui avanti cercheremo di ragionare su quello.
Il problema nasce quando la normativa interiorizzata è rigida, il superego persecutorio, l'imprinting educativo svalutante, i modelli di identificazione inadeguati e le emozioni confuse e pervase  di angosce abbandoniche.

Tutto chiaro? No? Uff   benedetti figlioli!! E se non avete capito una cosa così chiara, come ve la spiego?

Commenti

  1. Tutto chiarissimo Clara, ma secondo me, se noi contempliamo il flusso e riflusso del senso di colpa, è possibile utilizzarlo come marcatore di aumento o diminuzione della personalità soggettiva all'interno di un gruppo, o società. Se invece prendiamo il senso di colpa da un punto di vista manipolativo, allora è opportuno prendere in considerazione la strategia di mistificazione della personalità. Il fatto, però, è che il comportamento umano è spesso in conflitto nella contesa tra un modello interno-esterno e un altro dello stesso tipo che può essere empirico-razionale, di sicuro la discussione riveste un carattere semantico che suscita molto interesse al di là del cerchia di studiosi analisti e docenti del nostro paese, ma pure all'estero neanche ci scherzano, eh!?

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    1. aiutooo... datemi una pistola, so come eliminare i sensi d colpa!!! ^__^

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    2. Contro i sensi di colpi, mettete dei fiori nelle vostre pistole ... :-)

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  2. Posso immaginarlo: qui non scherza nessuno: si ride per non armarsi ... ho detto armarsi? Volevo dire amarsi, naturalmente ;)

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