Il lavoro di equipe nella neuro riabilitazione infantile

03/07/2013


Tutti concordano sulla necessità di un approccio multidisciplinare al problema delle cerebrolesioni infantili, per la nota complessità di queste  condizioni che solitamente richiedono interventi diversificati tali da coinvolgere le competenze specifiche di più operatori. La equipe riabilitativa dovrebbe comporsi, per opinione condivisa, di neuropsichiatra, fisiatra, psicologo,  terapisti della riabilitazione motoria e del linguaggio e di un assistente sociale. Uno dei problemi pratici che più frequentemente emergono nella conduzione del lavoro è la difficoltà di coordinare gli interventi in forme armonicamente articolate, comprese in un unico programma, elaborato coerentemente a misura del bambino trattato.  
Ora un solo bambino non può essere spezzettato in tante parti quante sono le figure professionali che gli gravitano intorno. In molti casi parte della difficoltà è individuabile nella stessa organizzazione delle strutture socio sanitarie che separano materialmente i diversi operatori, rendendo quindi difficile lo scambio di informazioni ed il confronto. Altra difficoltà può essere rappresentata dalla mancata condivisione tra operatori della definizione e dei compiti propri di ciascun ruolo professionale.
Quest'ultimo problema attiene alla circoscrizione spaziotemporale di ciascuno, in quanto ogni ruolo sconfina in altri e funziona in sincronia con gli stessi. Gli aspetti funzionali infantili risultano ancora scarsamente differenziati nelle prime fasi di sviluppo e pertanto in uno stato che chiamerei fusionale: ora se a questa condizione di indifferenziazione del piccolo facesse riscontro la confusione del gruppo di lavoro, le possibilità terapeutiche potrebbero esserne inficiate, dato che il binomio fusione - confusione sembra contenere in sé  scarse potenzialità evolutive verso stadi di maggiore differenziazione funzionale. 
Bisogna anche tenere conto dell'impatto che la scarsa chiarezza e l'eventuale incongruenza degli operatori può avere sulla coppia parentale con tutte le conseguenze del caso.
La riorganizzazione dei ruoli all'interno della equipe riabilitativa (differenziazione dei ruoli e successiva integrazione degli stessi) passa anzitutto attraverso il concetto che essa è una rete di funzioni intercorrelate in cui la selettività e la specificità di ciascun nodo operativo dipende appunto dalla ricchezza e dalla qualità degli scambi reciproci con gli altri. l'autonomia di un ruolo in ragione della sua specificità esiste, ma è limitata a meno che non sia limitante e limitante rispetto al pieno sviluppo delle potenzialità del bambino in trattamento.

Commenti

  1. Non ho capito: significa che da voi le équipes, in verità sono accostamenti di professionisti che però non lavorano in staff?

    so che i servizi si scontrano, da anni ormai, con la carenza riconfermata e disarmante delle risorse, anche di personale. Questo vale per tutta la sanità, purtroppo.

    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  2. Mi spiego: la riabilitazione si svolge nei centri convenzionati, non nelle strutture pubbliche, il medico lavora da solo per le verifiche periodiche, l'eventuale sostegno familiare e quant'altro riesce a fare ... i centri privati ...

    RispondiElimina

Posta un commento

Allora? Che ne pensi?

Post popolari in questo blog

Torre Del Greco: il penoso spettacolo delle spiagge invernali

Le sette (vere) poesie più brevi al mondo

La giornata FAI d'autunno: cosa c'è da vedere a Napoli

Abbracciami (poesia)

Torre Del Greco: stalker a 19 anni