Maroni ed i vizi della Lega Nord


"L'invitata" è il titolo di un romanzo di Simone de Beauvoir, il suo primo romanzo, pubblicato nel 1943. Chi mai si sarebbe aspettato che dopo  70 anni esatti l'invitata sarebbe tornata in auge ed agli onori delle cronache. Invitata è il ministro della integrazione Cecile Kyenge e ad invitarla è Maroni, segretario della Lega Nord: dove la invita? Alla festa della Lega Nord dell'Emilia a Milano marittima per il 3 agosto. 


"Bella faccia di bronzo!" direte voi ed ancora una volta mi toccherà darvi ragione!
Che dire, magari il segretario vorrà far pace con la ministra e pertanto un pò di corteggiamento e qualche invito è d'uopo, ma lei non è che si fidi tanto ed infatti, giusto per offrirle anche una consulenza disinteressata e gratuita (che siamo gente di buon cuore noi) il nostro suggerimento ufficiale, in caso volesse sfidare la sorte ed accettare l'invito,  è di andarci scortata, ma  anche, se può, forse  meglio evitare del tutto: dopo qualcuno disposto a sostenere che se l'è andata a cercare lo trova sempre ...
Kyenge risponde che  ha bisogno di garanzie (come darle torto?) prima fra tutte, tanto per cominciare, che si blocchino immediatamente le diffamazioni e gli insulti che le vengono così frequentemente indirizzati da esponenti e militanti leghisti, anzi che venga fatta una esplicita campagna educativa al riguardo tra le file della lega!
"Fin da subito Maroni faccia appello ai militanti affinché cessino subito gli attacchi nei miei confronti ..."
Ora qui casca l'asino:  si, perché il populismo della Lega, il volto mostrato nei comizi e nelle feste è proprio quello che, per accattivarsi una certa fascia di voti, strizza l'occhio e collude col razzismo sia esso  strisciante od esplicito presente in alcuni serbatoi elettorali, di cui appunto  si nutrono partiti come la Lega.
Povero Maroni! Dovrebbe alienarsi il suo stesso elettorato per svolgere una campagna educativa di tal fatta e d'altro canto, se vuol mostrare al Parlamento ed al paese la faccia pulita del rigore morale e del rispetto, a questo punto qualcosa dovrebbe riuscire a dire.
Non a caso il segretario si propone di telefonare a Kyenge per spiegare la sua posizione: evidentemente non ha capito (penserete voi) qui mica si tratta di un chiarimento privato tra fidanzatini, va bene che l'ha invitata e lei fa la preziosa, ma andiamo, non avete neanche l'età!
Che vi posso dire? Questo vizio di avere ragione vi renderà antipatici, ma è così:  il significato di dichiarazioni pubbliche è qualcosa di diverso da una chiamata personale. 
Possibile che il segretario della Lega Nord non lo sappia?
Ci toccherà scrivere una "lettera ad un neurone mai nato" eh si, scomodiamo anche la Fallaci e non se parli più! Ma no, che dico, quello era un bambino, che confusione ....

Allora meglio tornare a Maroni: egregio segretario lo sa lei che "senatores boni viri, senatus autem mala bestia!"?
Cosa crede di poter garantire al nostro ministro?

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