La vecchiaia è una malattia?

Non si ferma la mitica ricerca del magico elisir di lunga vita: una leggenda ed un sogno dell'umanità fin dai suoi albori, da quando cioè la mente umana è riuscita ad oltrepassare i limiti dell'esistenza fisica e ad immaginarsi l'eterno e l'infinito... ma la scienza nel frattempo ha individuato stili di vita e farmaci capaci di ritardare l'invecchiamento e di questi ultimi ne pretende il riconoscimento come farmaci appunto, da parte di quelle agenzie ed enti che normalmente finanziano la ricerca.
La questione è controversa: infatti il riconoscimento delle sostanze proposte per ritardare l'invecchiamento nella categoria dei farmaci equivale alla assimilazione dell'invecchiamento come condizione di malattia, visto che i farmaci servono appunto a curare le malattie.
L'argomento viene affrontato in un recente articolo pubblicato su Nature in vista del prossimo incontro, previsto per il 24 giugno, tra i ricercatori e le autorità statunitensi della Food and Drug Administration proprio su questo tema.

Le argomentazioni degli studiosi partono dalla considerazione che la vecchiaia si accompagna ad una molteplicità di condizioni morbose, sicché dopo averne curata una, la persona finisce per morire a causa di un'altra  malattia: a questo punto, sostengono gli studiosi, tanto vale curare il male alla radice, vale a dire la vecchiaia per se stessa!
La cosa, come si comprende, riveste rilevanza ai fini del finanziamento e quindi per la possibilità concreta di svolgere ricerche orientate in questo senso.

La richiesta è motivata da un progetto di studio di Nir Barzilai e coll. presso l'Albert Einstein College of Medicine di New York: si tratta di valutare l'efficacia sulla durata della vita della metformina su pazienti già seguiti per diverse affezioni come cancro, cardiopatie e declino mentale. Naturalmente non potranno essere arruolati nello studio i pazienti diabetici che assumono il farmaco per controllare la glicemia: la metformina infatti è un ipoglicemizzante orale ed il substrato razionale della sperimentazione è fondato sulla sua influenza sui livelli e sulla sensibilità all'insulina.
La modulazione dell'azione insulinica in realtà,  è anche un effetto del digiuno intermittente e delle restrizioni dietetiche: si tratterebbe quindi di qualcosa che va a ripercorrere alcuni dei meccanismi fisiologici che  migliorano la longevità e la salute.
Per quanto riguarda la metformina si tratta di un farmaco già ben collaudato e sicuro, che, stando ai dati di alcune ricerche, sembra avere ritardato il declino cognitivo, il cancro, le cardiopatie ed il deterioramento intellettivo nei pazienti diabetici che ne facevano uso.
Esistono comunque diversi altri principi attivi candidabili ad essere sperimentati per la loro eventuale azione sulla longevità, benché al momento la metformina sembri quello maggiormente affidabile per la sicurezza. La domanda che resta è: dovremo davvero considerare la vecchiaia una malattia?


Commenti

  1. Certo ke nooooooooooo !!!!!!
    un tramonto dolce.......

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    1. Ciao Marzia: ho introdotto la possibilità di commento per utenti anonimi e quindi anche la moderazione dei commenti (sai, per evitare le tentazioni dei buontemponi) perciò tutti i commenti non sono immediatamente visibili, ma lo diventano solo dopo essere passati per la (mia) moderazione: di solito sono abbastanza presente, ma può accadere che non vengano pubblicati finché non li vedo, perciò è inutile ripetere lo stesso commento... ;-)
      Quanto alla vecchiaia è particolare la cosa: sembra che l'elisir di eterna giovinezza abbia possibilità di essere trovato solo se si riconosce che la vecchiaia debba essere trattata come una sorta di malattia: se leggi il post capisci cosa si intende. Buon pomeriggio mia cara!

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  2. Semmai un processo fisiologico o, se proprio vogliamo trovarci qualcosa di male, possiamo dire parafisiologico. In ogni caso la vecchiaia non è certo una malattia: ci sono certi anziani che hanno una salute di ferro e tanti giovani che invece sarebbero buoni per la rottamazione. Allora cosa intendiamo per vecchiaia? A che età si può considerare una persona "vecchia"? Dipende tutto da quanta cura si impiega nel mantenimento del proprio corpo, man mano che la vita avanza e la gioventù si allontana...

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    1. Credo che l'errore sia alla base della medicina occidentale: noi curiamo le malattie e perciò dobbiamo dire che vecchiaia è malattia per finanziare la ricerca nel campo, la medicina orientale invece cura le persone e di certo questo problema non nascerebbe... :-)

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  3. Ciao Clara.
    Non ritengo la vecchiaia una malattia. Sarà che mi ci sto avvicinando quindi sono un po' di parte.
    Malattia è tutto quell'insieme di problemi sanitari e mentali che possono accompagnare la vecchiaia.
    La mia bisnonna non era vecchia a 96 anni quando morì perchè leggeva, lavorava ai ferri e all'uncinetto senza occhiali; mangiava la polenta fritta di sera e dormiva tutta la notte senza sonnifero.
    Mia suocera lo è diventata a 72 anni quando è esploso di colpo l'alzeimher.
    Ecco... dopo quindici anni mia suocera continua a peggiorare, dapprima gradatamente e ora velocemente.
    Quindi, se vogliamo parlare di vita a 120 anni prima cerchiamo di trovare la soluzione a questi problemi correlati ad una situazione normalissima della vita umana: la vecchiaia.
    Facciamo in modo che persone di 72 anni non debbano scontrarsi con certe malattie così destabilizzanti (per loro e per chi è vicino). Non dico che debbano correre la maratona però che siano in grado di guardarsi senza dover dipendere dagli altri nelle cose più elementari tipo mangiare bere o cambiare il pannolone. E magari anche camminare senza sedia a rotelle.
    Poi se riparliamo.
    Certo che dire che vecchiaia=malattia è da folli per mio conto. Penso che tanti giovani che stanno morendo per incidenti o malattie gravi di vario tipo sarebbero ben felici di ammalarsi di vecchiaia. Ma di una vecchiaia serena non siamo innamorati tutti?

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