La diffusione ed il consumo di alcolici in Italia: i dati Istat


I dati pubblicati  dall'Istat il 9 aprile, relativi all'uso ed abuso di alcolici in Italia sono riferiti all'anno 2013: durante il periodo esaminato i comportamenti a rischio nel consumo di alcolici, come un uso quotidiano ed eccessivo anche al di fuori dei pasti o  il cosiddetto binge drinking degli adolescenti, hanno interessato nel complesso 7 milioni e 144.000 persone, il 12,2% della popolazione. Il dato  risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2012 e segna quindi una battuta d'arresto rispetto ai due anni precedenti durante i quali la tendenza sembrava essere in calo.

Il 63,9% della popolazione italiana dagli 11 anni in su ha consumato almeno una bevanda alcolica nel 2013: questa percentuale è sostanzialmente invariata rispetto all'anno precedente, ma registra una riduzione in confronto a quella di 10 anni prima (68,7%). Nel raffronto decennale (2003-2013) si riduce la percentuale dei consumatori quotidiani ed abituali dal 31% al 22,7% mentre aumenta quella dei consumatori occasionali dal 37,6% al 41,2%. Tra i consumatori di alcolici il 51,6% beve vino, il 45,3% birra ed il 39,9% anche altri tipi di alcolici come liquori, aperitivi, superalcolici, etc.

L'abuso o il comportamento a rischio è più frequente in alcune fasce d'età:

  •  tra gli adolescenti tra gli 11 ed i 17 anni interessando l'11,7% dei maschi e l'8,5% delle femmine,
  •  tra i giovani di 18-24 anni con il 23,6% dei maschi e l'8,6% delle femmine
  • tra gli anziani dopo i 65 anni dove si registrano le percentuali più elevate: il 38,6% degli uomini e l'8,9% delle donne.
Evidentemente non soltanto la confusione e le crisi esistenziali dell'adolescenza e della prima giovinezza sono a rischio, ma anche i bilanci conclusivi e forse la solitudine della vecchiaia rappresentano un elemento di fragilità tutt'altro che trascurabile.

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