Allarme OMS: la resistenza agli antibiotici è emergenza sanitaria

Ieri sono stati pubblicati sul sito OMS i risultati del rapporto sul fenomeno delle infezioni resistenti ai farmaci anti microbici. Si tratta di un vero e proprio allarme lanciato dalla Organizzazione Mondiale della Salute: risulta infatti che la perdita di efficacia dei maggiori antibiotici non sia più un rischio del futuro, ma una realtà attuale e pericolosa per tutti gli individui in qualsivoglia fascia d'età.
L'insensibilità dei patogeni ai farmaci è stata studiata soprattutto per sette agenti responsabili delle più comuni e gravi infezioni, ne vengono elencati i più importanti:


  1. la Klebsiella pneumoniae, responsabile di infezioni gravi, quali polmoniti,sepsi, infezioni neinatali ed in reparti di terapia intensiva, ha sviluppato resistenza ai carbapenemi, una classe di antibiotici ad ampio spettro e di elevata efficacia come ad esempio, l'amoxicillina.
  2. l'Escherichia Coli, responsabile anche di infezioni del tratto urinario, ha sviluppato resistenza ai fluorochinoloni (acido nalidixico, ciprofloxacina,norfloxacina): secondo la ricerca OMS vi sono paesi in cui i trattamenti con questi farmaci risultano inefficaci nella metà dei casi.
  3. il Gonococco (Neisseria Gonorrhoeae), responsabile della più comune infezione a trasmissione venerea, la gonorrea o blenorragia, appunto, ha sviluppato resistenza all'ultimo baluardo farmacologico che ancora risultava efficace, ovvero alle cefalosporine di terza generazione. Il dato che risulta confermato in diversi paesi (Austria, Inghilterra, Francia, Giappone, etc) è particolarmente preoccupante, considerato che ogni giorno sono oltre un milione le persone in tutto il mondo che contraggono l'infezione!
Ad esempio per lo  Staphylococcus aureus, responsabile di diversi tipi di infezione, quando è resistente alla meticillina comporta un rischio di mortalità maggiore del 64% rispetto all'infezione da un ceppo non resistente. Si comprende dunque che e la progressione nella resistenza ai farmaci da arte dei ceppi batterici non viene arginata, si rischia realmente la ricomparsa di forme epidemiche gravi.
Un'accurata igiene, l'accesso a fonti di acqua potabile, la prevenzione con campagne vaccinali, la limitazione dell'uso degli antibiotici ai casi di effettiva necessità sono le indicazioni che l'OMS fornisce con l'obiettivo di rallentare il fenomeno di resistenza batterica. Accanto a questo viene raccomandato alle istituzioni competenti di incentivare la ricerca mirata alla individuazione di nuovi e più efficaci trattamenti farmacologici.


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