La crisi della democrazia: il conflitto tra i poteri dello stato

Gravissime esternazioni di Silvio Berlusconi questa mattina a mattino 5:
"è saltato il normale rapporto tra i poteri dello stato. La magistratura sta letteralmente mandando in malora l'Italia con un'azione giacobina. Siamo di fronte ad una azione della magistratura che è terribile ed avanza senza limite mentre il governo è paralizzato".
Berlusconi si riferisce al caso Pollari (ex capo del SISMI e condannato in appello a 10 anni per il sequestro di un ex imam, Abu Omar) ma anche a Fitti, Formigoni ed all'inchiesta Finmeccanica ed aggiunge:
"... sancisce che l'Italia non possa avere un servizio segreto ... perché soggetto alle intepretazioni arbitrarie di alcuni magistrati ..."
Berlusconi non è nuovo a questi attacchi a testa bassa alla magistratura, ma oggi in periodo di campagna elettorale e con questi toni, la cosa  crea una frattura profonda con il braccio giudiziario del potere della repubblica.

Risponde il presidente della associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli:
"Nessuna manovra giudiziaria ... Se qualcuno ha informazioni diverse, ma basate su elementi oggettivi, lo dica ..." e ancora: "Sono assolutamente infaondati gli attacchi di chi evoca un piano di condizionamento del voto ... astenersi da attacchi non fondati su dati oggettivi ..."

Giustamente Sabelli la pensa come può pensarla un magistrato: sono quegli "elementi oggettivi" che non mancano alla magistratura, ma invece fanno difetto nelle fanfare dei politici ...

Fatto sta che la cosa chiara è che tutto ciò che nell'ordinamento della repubblica rappresenta l'autonomia dei tre poteri ed il rispetto reciproco degli spazi di ciascuno risulterebbe gravemente a rischio se l'esecutivo fosse, come è stato in passato nelle mani di Berlusconi ed Alfano, che, va detto, non si è astenuto dal commentare allineandosi interamente alle posizioni del fondatore del PDL.

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