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Ludopatia: il rischio per i ragazzi

Un'analisi del fenomeno delle  dipendenze e delle ludopatie in particolare rischia di essere troppo lunga ed improponibile nello spazio di un post a causa della complessità di una problematica che coinvolge aspetti pertinenti l'assetto di personalità e gli equilibri intrapsichici del singolo individuo, accanto ad aspetti  sociali  tipici della cultura dei tempi, ma soprattutto a meccanismi economici e di mercato, normalmente sottesi a ciascun determinato clima culturale.

Limitiamoci ora soltanto a rilevare quindi che alcuni prodotti di consumo immessi sul mercato hanno la caratteristica di indurre abitudine e dipendenza e tra questi prodotti ne esistono diversi che determinano un genere di dipendenza distruttiva e pertanto patologica per il consumatore. 

Quando gli interessi economici sono forti e la vendita dei prodotti  è molto redditizia,  il mercato (che ha le sue leggi) tende ad espandersi ed a costruire una "cultura di supporto" non limitata al semplice spot pubblicitario, ma spesso articolata in veri e propri sistemi culturali,  movimenti di opinione e stili di vita, che includono quello specifico prodotto di mercato come simbolo di appartenenza ad una determinata area ideologica, valorizzandone gli aspetti positivi e gradevoli (reali o supposti) e funzionando di fatto da serbatoio di consumatori.
Vedasi al riguardo la/le culture per le quali il sigaro è mascolino, gli uomini duri fumano e bevono superalcolici nelle opere cinematografiche e letterarie di un recente passato, i figli dei fiori, vestiti da ecologisti per l'occasione, fumano le canne e via elencando.
Stante questo funzionamento economico, additare le fragilità personali come causa di dipendenza è un pò come considerare l'imprudenza del singolo individuo la principale causa di morte dei soldati su un fronte di battaglia. Non dico che che la prudenza  in  trincea non rivesta la sua rilevanza rispetto alle probabilità di sopravvivenza del soldato, ma onestamente dobbiamo riconoscere che questa caratteristica personale gioca un ruolo limitato in confronto alla situazione generale, che è quella di essere coinvolti in una guerra.
I soldati (se non altro) sono ben consapevoli ed avvisati del fatto di essere andati alla guerra, mentre i nostri ragazzi non vengono sufficientemente avvisati e messi in guardia rispetto  alla realtà di guerra generata da interessi economici per i quali non si esita a massacrare le persone pur di accumulare denaro (o capitale per voler usare una terminologia arcaica e desueta).
Bene: l'ultima trovata dei mercanti del gioco d'azzardo, quello per intenderci che produce dipendenze e ludopatie così gravi da distruggere vite ed interi nuclei familiari, è quella di immettere sul mercato giochi on line e giocattoli simili alle slot machine degli adulti.
La notizia viene trasmessa oggi dall'Ansa e sembra realmente inquietante.
Esistono al momento 19 app per bambini categorizzate come slot machine e non solo: spesso sono presenti piccole slot nelle sale giochi e  nei bowling che hanno caratteristiche visive e sonore in tutto simili alle slot degli adulti: non si gioca denaro, ma si vincono ticket per continuare a giocare o per ottenere un premio attraverso la cosiddetta "ticket redemption".
Praticamente i bambini vengono condizionati ed assuefatti in modo da preparare i futuri clienti ...
Giunti a questo punto  si rende improrogabile l'apertura di campagne educative mirate tanto ai genitori che ai minori, che se non altro, rendano le persone consapevoli di questa realtà di guerra: bisogna che tutti ci rendiamo conto che viviamo in un mondo dove è consentito a persone assolutamente prive di qualsiasi scrupolo umano e morale di puntare sulla nostra distruzione psichica e fisica per potervi speculare e guadagnare denaro sulla nostra pelle, succhiando energie, risorse ed infine dignità e vita proprio come nei più surreali scenari fantascientifici ...
Davvero è il caso di dire che la realtà ha superato la fantasia!

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