Studere, studere ... post mortem quid valere?

Adesso che si stanno tagliando fondi alla scuola pubblica, che hanno centrato nel mirino la categoria degli insegnati e la scuola come fonte di sprechi o comunque come settore nel quale si deve risparmiare per far quadrare il bilancio, il discorso è diventato serio e gli studenti si vedono costretti a rivendicare il proprio diritto alla acquisizione di una cultura, che sempre più si allontana per diventare un privilegio di pochi, da selezionarsi per "merito" dicono, ma nessuno ci crede davvero ...
Sono passate in secondo piano le critiche alla didattica, che per contenuti e metodologia da tempo fatica ad adattarsi ai cambiamenti importanti degli strumenti di comunicazione, dei costumi e delle abitudini delle nuove generazioni. Sono passati in terzo piano gli scherzi e le battute che il popolo degli studenti ha sempre inventato per i "prof." e le filastrocche centrate sulle divertenti tematiche degli allievi poco volenterosi che ad ogni costo tentavano di "scasarsela"  (= voce dialettale napoletana che sta per l'italiano svignarsela) dall'impegno di studio ....
Ora gli studenti devono essere seri, serissimi e, chissà perché, la vecchia generazione di eterni adolescenti poco cresciuti, martellati e schiavi del consumismo imperante, si aspetta da questa nuova generazione una maturità che molti di loro (vecchi) non hanno mai raggiunto o, se pure l'hanno fatto, ci sono arrivati al mezzo secolo suonato!

Allora, ragazzi, altro non rimane che darsi da fare, perciò oggi mi permetterò di suggerirvi alcune tecniche che dovrebbero aiutarvi ad andare bene a scuola, risparmiando un pò di fatica.
Metterò insieme cose diverse, da quelle che possono facilitare l'apprendimento a quelle che possono impressionare favorevolmente gli insegnati in una breve carrellata che per ora sarà gioco forza superficiale, ma che potrà essere approfondita se il discorso dovesse rivelarsi interessante e/o utile.

Provvedimenti relativi alla immagine: questo è un aspetto ovvio, ma anche difficile e delicato da trattare perché ciascuno vuole presentarsi come gli garba e per lo più si veste e si acconcia in modo da fare colpo sui coetanei dell'altro sesso o anche per suggerire una appartenenza o una identità di gruppo che si sta costruendo. La cosa sembra irrinunciabile, anche perché voi ragazzi vi immaginate l'insegnante un pò come un genitore contro il quale affermare la vostra libertà di scelta e certo  non ritenete che sia una vostra responsabilità rassicurarlo.
L'idea è quella di passare da questa posizione "one down" ad una posizione "one up" , cioè provate ad immaginarvi di dover lavorare con un gruppo di bimbi di cui dovete conquistarvi fiducia e confidenza: allora non bisogna spaventarli,  quindi niente stranezze, non bisogna turbarli, quindi niente parti troppo scoperte e nulla di sessualmente provocante. State andando a scuola ... per la discoteca vi regolerete diversamente! L'essere anonimi ed insignificanti nel peggiore dei casi basterà a proteggervi da certe antipatie che innegabilmente possono nascere in un contesto classe, un pò come la mimesi per gli animali: non sempre è utile attirare l'attenzione! Quando il prof. è convinto che siete bravi ragazzi il più è fatto ...

Provvedimenti relativi all'apprendimento: visto che a scuola comunque ci siete arrivati e ci dovete rimanere a questo punto tanto vale tirarvi il dente e cioè fare il più possibile in classe risparmiando il lavoro da fare a casa. Non vi sedete al 1° banco, ripeto: non fatevi notare, ma prendete una postazione strategica, vale a dire poco in vista per interrogazioni a sorpresa e sufficientemente avanti per poter ascoltare distintamente la (pallosa = noiosa, in italiano  forbito) spiegazione. Vi potrebbe convenire annotare qualcosa: gli argomenti o parole chiave: i prof. vanno in brodo di giuggiole se gli ripetete qualcosa della loro spiegazione.
Un pò di narcisismo appartiene anche a loro (che diamine!).
Quando siete a casa col vostro libro selezionate: vi si chiede di memorizzare, naturalmente è più facile memorizzare tre concetti che trecento parole, quindi è più economico capire le cose piuttosto che cercare solo di ricordarle. Lapalissiano, no? Cosa vuol dire capire? Non è un intervento chirurgico, sicuramente nella vostra testa qualcosa ci sarà già: ecco capire sta per riuscire ad associare queste nuove cose a qualcosa d'altro che già vi appartiene, è utile che gli agganci per analogia, similitudine, cronologia, sensazione e via dicendo siano molteplici: se la rete è fitta il nuovo pesciolino non sfuggirà. Alcune associazioni possono essere generalizzate, come forme di classificazione o schematizzazione, altre saranno strettamente personali ed insolite: ad esempio, se dovete ricordare una data, organizzate i numeri in gruppetti che possono essere significativi per voi (che ne so compleanni, numeri della cabala ... come vi pare).
Stabilite il vostro canovaccio di rappresentazione del fatto, vicenda o storia e figuratelo nella fantasia.
Se si tratta di formule può essere ancora più semplice: vi basta ricordare il concetto iniziale e con un minimo di cognizione di algebra vi dedurrete il resto.
Cominciate a concepire l'incontro con l'insegnante come un singolar tenzone: lui cercherà di farvi cadere in fallo e voi dovrete riuscire a spuntarla ... e fatemi sapere come va a finire ...

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