Passa ai contenuti principali

Leghiste in gara per la battuta più becera del web

19/06/2013

Tre giorni fa tutti gli organi di stampa hanno dato notizia di una grave tragedia del mare e della miseria: come ogni anno in estate, barconi di immigrati attraversano il mare per giungere in Italia, sbarcano per lo più a Lampedusa, ma domenica scorsa sembra siano annegati in sette. "Sembra" perché si tratta di clandestini persone non registrate e difficili da contare: il numero viene dato in base alle testimonianze dei superstiti, 95 persone provenienti dalla stessa imbarcazione.
Si erano aggrappati  alle gabbie di allevamento dei tonni e sono stati soccorsi dalla guardia costiera.
Oggi si viene a sapere che sull'argomento, forse per emulare le considerazioni di Dolores Valandro su Cecile Kyenge, è scesa in campo un'altra donna della Lega Nord, certa Anna Giulia Giovacchini di Monza, che pare ricoprisse in Comune l'incarico di "referente onorario per la tutela degli animali".
Giovacchini  in un suo post su  facebook si è espressa in termini tutt'altro che pietosi nei riguardi dei migranti annegati, tanto che è stata sospesa dal suo incarico onorario.
Nel post incriminato,  comparso su Facebook, sette persone annegate sono diventate "una ragione in più per non mangiare tonno", non solo, ma la leghista si lamentava delle gabbie che oltre ad essere una trappola per i (poveri)  tonni finiscono per "danneggiare gli italiani" (in quanto utilizzabili e di fatto utilizzate  come ciambelle di salvataggio dai naufraghi, extracomunitari che poi sbarcano in Italia).

 Umorismo inopportuno e razzista? Quanto meno tale deve essere stata la lettura   di chi l'ha immediatamente sospesa dall'incarico, vale a dire il sindaco della città di Monza, Roberto Scanagatti che ha duramente condannato le espressioni utilizzate nel post.
Dopo la Valandro, viene falciata anche la Giovacchini.
Impegnativa da comprendere la psicologia del personaggio: una donna che dice di   amare gli animali,  ma disprezza i propri simili al punto da dileggiarne la morte con noncurante leggerezza ...


OkNotizie

Commenti

Post popolari in questo blog

Esiste la cattiveria? Cosa significa essere cattivi? Come accade e come difendersi?

Fare del male, essere capaci di farne anche consapevolmente e volontariamente non definisce esattamente il concetto di cattiveria. In realtà tutti siamo capaci di fare del male e tutti ne abbiamo fatto almeno  qualche volta nel corso della nostra vita: può capitare di farne senza rendersene esattamente conto, semplicemente perché non si è prestata attenzione ad un determinato aspetto o conseguenza di una azione e non si è quindi riusciti a valutarne gli effetti in maniera completa, altre volte accade perché siamo tesi emotivamente al raggiungimento di un nostro obiettivo e non risparmiamo mezzi  oppure perché dobbiamo difenderci e/o tutelare qualcosa per noi importante e rispondere alle aggressioni o invasioni altrui.
Non esiste nessuna persona umana vivente sulla terra che non abbia mai fatto del male: ciascuno di noi ospita dentro di sé sentimenti positivi e negativi e non sono esclusivamente i primi ad ispirare le nostre azioni.

Le sette (vere) poesie più brevi al mondo

Voi vi chiederete il perché di una curiosità così insolita e potenzialmente controversa ed anche il perché proprio sette poesie: il motivo forse è che ho amato la corrente cosiddetta ermetica o anche perché un elenco limitato ben si coniuga con le poche parole della poesia breve ed infine perché sia l'uno che l'altra contengono un non so che di oracolare, che viene più facilmente impresso nella mente.

IL NUMERO
Sette è un numero magico: è uno dei più importanti numeri primi (cosiddetti) ed in qualche modo c'è sempre una mitologia che accompagna i principali numeri primi:

Chi pecora si fa, il lupo se la mangia

Ebbene bisogna proprio sopportarmi: rieccomi con una delle mie spigolature, pescate tra le frasi fatte dell'antica saggezza popolare!
Non vi crucciate: pensate a quanto sopporto io che non posso separarmi da me stessa in nessun momento della mia vita! Dura, eh?

 "CHI PECORA SI FA, IL LUPO SE LA MANGIA" è un proverbio che si presta ad una riflessione tanto profonda quanto realistica: cos'è infatti che stimola l'aggressività del predatore? A parte la fame (che di per sé suscita rabbia, almeno finché si è ancora  in forze). Bene: una delle caratteristiche della preda ideale è la sua debolezza.